UNIVERSITA’:'MOLINETTE TORINO’,NUOVO MASTER IN “MEDICINA MODERNA”

(AGI) - Torino, 5 ott. - Agopuntura, omeopatia, fitoterapia: entra per la prima volta in ospedale in Italia e nella Facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Torino, la “medicina moderna”, intesa come evoluzione e integrazione dei farmaci non convenzionali. Alle Molinette e’ stato presentato il primo Master nazionale di II livello in “Medicina Moderna - Integrazione di terapie efficaci convenzionali e non convenzionali”, prima iniziativa del genere in Italia, organizzato dall’ospedale Molinette e dal professor Beppe Rocca. Il corso partira’ l’8 ottobre al Coi di via Nizza 230 ed e’ inserito in un programma di ricerca nell’ambito di quella che viene definita Medicina moderna. Si articolera’ in dieci moduli didattici da ottobre a luglio di due giornate ciascuno. Il progetto integra l’esperienza dei casi pratici dell’omeopatia con la biologia molecolare, le neuroscienze e la ricerca sullo stress. L’iniziativa si pone come una sorta di ponte scientifico tra due estremismi, quello della medicina basata sulle evidenze, e quello dell’approccio “fideistico”. Il professor Rocca ha ricordato come l’omeopatia, nata in Germania, “abbia una tradizione europea raffinatissima”. “Ma non voglio uscire - ha spiegato - dai binari solidi della scienza tradizionale. Fuori dalla scienza occidentale c’e’ la giungla, gente che specula sulle malattie, approfittando di un deriva irrazionalistica”. Accanto all’avvio dei corsi, e’ stata presentata la neonata Fondazione Global Health, il cui fine sara’ quello di finanziare direttamente in ospedale la sperimentazione pratica sui casi clinici della Medicina moderna non convenzionale. Un progetto ambizioso che punta ad alimentare nuove modalita’ di fruizione del territorio e delle risorse naturalistiche, di cura e turistiche, e individuare modelli di sviluppo locale replicabili e trasferibili, fondati sulla qualita’ e il benessere: in sostanza, si tratta di coinvolgere tutti i soggetti di un territorio, dai medici agli imprenditori agli agricoltori, per costruire quello che Beppe Rocca immagina come una sorta di “slow food della salute”, che “operi per diffondere l’educazione allo studio e alla salvaguardia del patrimonio di conoscenze mediche naturali acquisite nella cultura sapienziale di individui e popolazioni, favorendone la traduzione a livello scientifico e la messa a disposizione per il bene collettivo”, si legge nella presentazione del progetto. Analogamente ai “presidi” dell’associazione di Petrini, Global Health intende allestire “Poli” e “Percorsi”, “esportabili in ogni territorio in cui si trovino imprese e amministratori, organizzazioni, operatori della salute e del benessere che lo desiderino, ne comprendano la portata e s impegnino nella realizzazione del modello”. (AGI) To2