POLIZIA: MANGANELLI, INVESTIGATORE DIPLOMATICO, S’INSEDIA
(AGI) - Roma, 1 lug. - Il prefetto Manganelli, avellinese, laurea in Giurisprudenza a Napoli e poi specializzazione in Criminologia clinica presso la facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Modena, e’ considerato unanimemente un investigatore di razza, uno di quelli sempre in prima fila quando c’era e c’e’ da combattere la criminalita’, sia che si tratti di criminalita’ comune che organizzata. Anzi proprio nella lotta al crimine organizzato Manganelli ha sinora toccato i punti d’eccellenza della sua carriera in polizia: dalla collaborazione con Giovanni Falcone alla direzione del neonato Sco, il Servizio centrale operativo della Criminalpol, alle indagini che hanno portato nel tempo alla cattura di boss del calibro di ‘Piddu’ Madonia, Pietro Vernengo, fino a Nitto Santapaola che non ebbe neppure il tempo di avvicinare la mano alla pistola che teneva pronta sotto il cuscino nel momento in cui lo stesso Manganelli fece irruzione nel suo rifugio catanese. Nella carriera del nuovo capo della Polizia ci sono anche i piani messi a punto per la protezione dei collaboratori di giustizia, quando e’ stato alla direzione del Servizio centrale di protezione, riorganizzandolo avendo a mente l’obiettivo di tradurre anche in una dimensione piu’ umana e non solo finalizzato alle indagini il rapporto con chi passava oltre la barricata e si trasformava in pentito, spesso allontanato e ripudiato negli affetti anche dagli stessi congiunti. Prim’ancora ci sono i successi in diverse inchieste per risalire agli autori di sequestri di persona, quando l’Anonima sequestri colpiva in lungo e in largo in Italia. Un percorso segnato dunque da significativi risultati, ed anche di notevoli consensi oltreconfine. Basti pensare che Manganelli ha collaborato - e sicuramente continuera’ a fare dando ulteriore impulso a contatti e scambi operativi - con la Bundeskriminalamt (BKA), la polizia federale tedesca, e con il Federal Bureau of investigation degli Stati Uniti, grazie proprio alla sua capacita’ investigativa e finendo con il diventare punto di riferimento per gli inquirenti stranieri. Docente inoltre di Tecnica di polizia giudiziaria presso l’Istituto superiore di polizia, ed autore di pubblicazioni scientifiche dedicate al suo pezzo forte, i sequestri di persona, e alla tecnica di investigazione giudiziaria, finalizzata in anni e anni di lavoro a stretto contatto con magistrati di pool antimafia. Nel curriculum di Manganelli anche l’essere stato a capo di due Questure chiave nella lotta al crimine organizzato: Palermo e Napoli. Sempre mantenendo inalterata la proria idea: poliziotto - uno che non dimentica la formazione “sbirresca”, ama dire - ma anche grande mediatore. Poliziotto diplomatico, e come tale con bene in mente l’obiettivo da perseguire. (AGI)
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