INCHIESTA MESSINA: ASSUNTO DOPO ESCLUSIONE PER FIGLIO “BARONE”

(AGI) - Messina, 26 lug. - Aveva tutti i titoli per vincere il concorso, ma a quel posto di professore associato di seconda fascia aspirava Francesco Macri’, figlio di uno dei “baroni” dell’Università’ di Messina. Filippo Spatola - dopo aver vinto il ricorso al Tar di Catania e dopo che la procura ha aperto un’inchiesta che vede indagato perfino il rettore per tentata concussione - oggi e’ stato nominato dal consiglio di Facolta’ docente di chirurgia veterinaria. Il concorso - emerge dall’inchiesta del procuratore Luigi Croce e dei sostituti Antonino Nastasi e Adriana Sciglio - era stato fatto vincere a Simonetta Citti che pero’ aveva preferito optare per la cattedra vinta all’Universita’ di Pisa; a quel punto Battesimo Consolato Macri’ (eletto lo scorso giugno preside della Facolta’ di Medicina veterinaria) aveva fatto pressioni e fatto minacciare il presidente della commissione d’esami, Giuseppe Cucinotta, per far vincere il concorso al figlio Francesco che titoli ne aveva pochi rispetto a Spadola e che per giunta non aveva risposto all’esame. La denuncia di Cucinotta e le intercettazioni della Guardia di finanza hanno portato la scorsa settimana agli arresti domiciliari il professore Macri’ con l’accusa di tentata concussione, e alla richiesta d’interdizione dalle pubbliche funzioni (il Gip Antonino Genovese si pronuncera’ tra qualche giorno) dello stesso rettore dell’ateneo peloritano, Francesco Tomasello, indagato per concorso nello stesso reato. (AGI)
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