STAMINALI: BONINO, ABBIAMO PERSO UN’OCCASIONE
(AGI) - Roma, 27 lug. - “Abbiamo perso una buona occasione per allinearci alla maggioranza dei Paesi dell’Unione Europea su un tema tanto delicato quanto attuale”. E’ il commento del Ministro per le Politiche Europee, Emma Bonino, dopo l’approvazione odierna da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2004/23/CE. Il provvedimento disciplina la donazione e la conservazione dei tessuti e delle cellule, in particolare delle cellule staminali del cordone ombelicale.
Per il Ministro Bonino “ben 16 paesi membri su 27 ammettono nel loro ordinamento banche private per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. Il recepimento di questa direttiva costituiva l’occasione per superare, in questo settore, un ingiustificato monopolio della sanita’ pubblica, che si e’ dimostrata finora incapace di offrire un servizio efficiente ai cittadini”.
“Attualmente in Italia - spiega il Ministro - le banche autorizzate alla raccolta ed alla conservazione di queste cellule realmente funzionanti sono solo 5 cinque, di cui quattro al Nord. Praticamente l’intero centro e Sud del paese, e’ completamente sfornito di tale importantissimo servizio. Non a caso fino a questo momento la maggior parte di coloro intenzionati a donare o conservare il cordone ombelicale sono stati costretti, avendone la possibilita’ economica, a rivolgersi a centri esteri”.
Per questo motivo, proseguie la Bonino, “per venire incontro ad un’esigenza sempre piu’ diffusa, ho proposto al Consiglio dei Ministri di ammettere anche in Italia, accanto alle strutture pubbliche, l’apertura di banche private, ma e’ prevalsa la diversa posizione sostenuta dal Ministero della Salute. Per senso di responsabilita’, vista l’imminente scadenza della delega, non mi sono formalmente opposta all’approvazione di un testo che, in questo punto, non condivido”.
“Mi auguro - conclude il Ministro - che tuttavia, nell’ulteriore iter parlamentare del provvedimento, la decisione di oggi possa essere rivista e si possa cosi’ recepire lo spirito della direttiva europea, adeguandoci a quanto succede nella maggioranza degli altri paesi, cosi’ da mettere fine a questa inaccettabile necessita’ dell’”esportazione” dei cordoni”.(AGI)
Red