ANTICONCEZIONALI NELLE SCUOLE: A FAVORE 70% DEI MEDICI

(AGI) - Milano, 31 ott. - “Servono soluzioni concrete - afferma il prof. Emilio Arisi, consigliere nazionale della SIGO - per esempio, sin dai prossimi giorni chiederemo al Ministero della Pubblica Istruzione che venga previsto all’interno degli istituti un punto di riferimento stabile per l’educazione sessuale”. Il sondaggio e’ stato promosso la scorsa settimana dopo la notizia che in una scuola di Portland (USA) le autorita’ scolastiche hanno deciso di mettere a disposizione delle undicenni pillole anticoncezionali e del giorno dopo. Una decisione utile per affrontare un’emergenza secondo il 59% degli intervistati. “Nel nostro Paese forse e’ eccessivo parlare di allarme, - continua il prof. Arisi - ma sono in aumento anche da noi le gravidanze fra le piu’ giovani. Al di la’ della numerosita’ statistica, sono casi drammatici per la gravita’ e le pesanti ripercussioni sulla psiche e le condizioni sociali della ragazza e della sua famiglia. E’ dimostrato inoltre che le adolescenti cadono piu’ facilmente vittime di aborti clandestini. Una gravidanza a questa eta’ presenta importanti ripercussioni mediche e sociali, sia che si decida di interromperla che di portarla a termine. E le ragazze italiane non sono abbastanza informate”. E’ proprio l’ignoranza il ‘nemico’ da combattere. Un compito di informazione e sostegno che vede protagonisti non solo gli specialisti e gli insegnanti ma anche i medici di famiglia, che possono rivestire un ruolo importante nell’educazione sessuale. Noi medici, di famiglia e ginecologi, dobbiamo conoscere meglio gli adolescenti di oggi - afferma la dott. Raffaella Michieli, segretario nazionale della SIMG - Ci muoviamo in un mondo in cui dobbiamo registrare una grande scarsita’ di notizie, di dati, di atteggiamenti. Soprattutto nel campo della contraccezione dove purtroppo regna l?ignoranza. Un quadro desolante che impone riflessioni e interventi innovativi. Dobbiamo parlare di piu’ con le ragazze, cercare occasioni di stimolo e approfondimento. Per questo colgo con favore la proposta di favorire l’accesso alla contraccezione nelle scuole superiori - aggiunge la Michieli - . Certo, se si trattasse di un semplice distributore sarebbe un’idea inutile, probabilmente dannosa ma la presenza di un medico puo’ davvero rappresentare un passo in avanti. La consegna controllata, infatti, sottende un colloquio, un approfondimento con la ragazza che puo’ consentire di. ascoltare, farsi spiegare dubbi, problemi, aspettative, e cercare di capire”. Una presenza continuativa e strutturata che richiede come presupposto la massima collaborazione fra ginecologi ospedalieri, ambulatoriali e medici di famiglia, una sinergia che ha gia’ dato vita alla SMIC (Societa’ Medica Italiana della Contraccezione), che vede rappresentate queste tre categorie. Sul tema dell’educazione ad una sessualita’ consapevole la SIGO promuove da oltre due anni una campagna articolata, il progetto ‘Scegli tu’: proprio nell’ambito di questa campagna e’ maturata la necessita’ del sondaggio. “Le nostre piu’ recenti iniziative si sono concentrate in particolare sulle ragazze piu’ giovani anche nella sperimentazione di nuovi linguaggi: con informazione nelle spiagge, filmati su You Tube, un?area dedicata alla contraccezione in Second Life. Il prossimo obiettivo pero’, - conclude il prof. Arisi, responsabile nazionale del progetto - come e’ emerso dal sondaggio, sara’ essere presenti in maniera strutturata nelle scuole con interventi continuativi e figure di riferimento a disposizione degli studenti”(AGI)
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