AIDS: MENO MORTALITA’ MA PIU’ INFEZIONI, 65% PER VIA SESSUALE

(AGI) - Roma, 30 nov. - Aumentano le infezioni di Aids nel nostro paese, che ormai per il 65% sono dovute alla trasmissione per via sessuale, ma cala la mortalita’ grazie soprattutto alla terapia antiretrovirale combinata. Sono le stime fornite dal ministero della salute, alla vigilia della giornata mondiale della lotta all’Aids. Nel nostro paese dall’inizio dell’epidemia ad oggi si sono registrati 58.400 casi di hiv, con 35.300 decessi. Dal 1995 (picco dell’epidemia) ad oggi si e’ passati dai 5.600 casi di malattia conclamata ai 1.200 attuali.
Le nuove terapie, in sostanza, non frenano l’infezione ma riducono di molto il numero di passaggi dallo stato di sieropositivita’ alla malattia: e sono 23.000 attualmente gli italiani malati di Aids, i sieropositivi in generale sono oltre 120.000. Un numero che tende ad aumentare lievemente, in quanto ogni anno si verificano 3.500-4.000 nuove infezioni che si sommano alla gran parte di quelle acquisite negli anni precedenti: l’aumento della sopravvivenza delle persone sieropositive comporta, quindi, un aumento del numero di infetti a livello nazionale.
Cambiano anche le caratteristiche delle persone infette: se nel 1997 58,1% erano tossicodipendenti, il 20,7% avevano contatto il virus da rapporti eterosessuali, il 15% da quelli omo-bisessuali, nel 2007 i casi tra i tossicodipendenti sono diminuiti al 27,4%, mentre i contatti eterosessuali sono passati al 43,7% e quelli omo-bisessuali al 22%. Aumenta anche l’eta’ delle persone colpite, che supera i 40 anni di media. (AGI)
Pgi/Glc (Segue)