DENTISTI: ITALIANI IN CRISI, O RATE O RINUNCIA ALLE CURE
(AGI) - Roma, 29 gen. - Italiani in crisi economica non si curano i denti. O al limite accettano gli interventi se il costo e’ dilazionato in ‘congrue’ rate. E’ l’allarme lanciato da Roberto Callioni, presidente dell’Andi, l’associazione nazionale dei dentisti italiani. Se in passato, spiega Callioni, “ad avere difficolta’ nel sottoporsi a cure dentarie era solo la fascia meno abbiente, quella da meno di 8.000 euro l’anno, oggi e’ buona parte del ceto medio a soffrire, al sud ma non solo. Ci chiedono una dilazione nei pagamenti, o una rateizzazione, oppure semplicemente se noi proponiamo un intervento appena costoso confessano che non ce la fanno, e non se ne fa nulla”.
La voce ‘cura dentaria’ nella lista della spesa di molti italiani non c’e’ piu’, o quasi: “In casi piu’ urgenti, tipo una carie o un ascesso, ovviamente si fanno curare - dice Callioni - ma poi rimandano il pagamento di mesi, o pagano poco alla volta, e noi dobbiamo adattarci per non perdere clientela, e perche’ non si puo’ negare una cura a chi soffre”. Mentre in altre circostanze, semplicemente si taglia la spesa: “Chi faceva da noi l’ablazione del tartaro, una pratica fondamentale per l’igiene orale, due volte l’anno, ora la fa una volta sola -sottolinea il presidente dell’Andi - e chi la faceva una volta non la fa proprio. O capita che ci siano vecchi ponti, di oltre 20 anni, che noi suggeriamo di sostituire, ma il paziente cerca di rinviare, e alla fine si tiene il ponte usurato”.
Una situazione grave “per la salute orale degli italiani - spiega Callioni - che finora era tra le migliori al mondo. Se si risparmia sulla cura dei denti e delle gengive, e sulla prevenzione, si rischiano ripercussioni serie sulla salute orale del paziente”. D’altra parte, ricorda il presidente dei dentisti, “l’odontoiatria in qualita’ e in sicurezza ha dei costi incomprimibili, per le alte tecnologie e i materiali applicati. A noi, contrariamente al luogo comune, va solo una piccola parte del guadagno”. Per indurre i ceti piu’ in difficolta’ a tornare dal dentista, ricorda Callioni, “c’era in ballo un accordo con il ministero della Salute per tariffe agevolate per i meno abbienti, al di sotto degli 8.000 euro l’anno. Ma ora con la crisi di governo e’ tutto congelato, speriamo che presto si possa riprendere il discorso con il ministero: non e’ possibile che chi ha bisogno di una cura dentaria non venga dal dentista perche’ non se lo puo’ permettere”. (AGI)
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