CINA: A MILIONI BLOCCATI DALLA NEVE, WEN PARLA ALLA FOLLA
(AGI/REUTERS/AFP) - Guangzhou, 30 gen. - Per dare una idea dell’emergenza che la Cina sta affrontando basta dire che il primo ministro Wen Jabao si e’ armato di megafono per rassicurare la folla di viaggiatori bloccati dalla neve nella stazione di Guangzhou.
Milioni di persone devono affrontare interruzioni della corrente elettrica e della distribuzione dell’acqua mentre altri milioni sono intrappolati sulle strade di tutto il Paese paralizzate dal maltempo. Per altri due giorni, secondo il servizio meteorologico nazionale, neve e ghiaccio continueranno a rovinare la festa di primavera che coincide con il capodanno cinese: un’occasione per milioni di persone di tornare nei villaggi natii e passare le festivita’ con la famiglia. Il governo ha chiesto agli operai del Guangdong di rinunciare all’idea di tornare a casa, mentre sulle strade si continuano a contare i morti negli incidenti provocati dal gelo: 50 negli ultimi due giorni.
Anche alcuni operai che cercando di ripristinare la distribuzione di energia elettrica sono rimasti vittima del maltempo: uno e’ caduto da un traliccio e tre sono rimasti folgorati mentre cercavano di liberare una cabina elettrica dal gelo.
Il ministero della Salute ha messo in guardia dal pericolo di avvelenamento per i molti automobilisti che, rimasti bloccati sulle strade, lasciano accesi i motori per scaldarsi.
Paralizzati anche i trasporti di generi alimentari e carbone e le centrali elettriche di 17 delle 31 province cinesi sono state spente perche’ senza combustibile.
Il governo ha mobilitato l’esercito per quella che il ‘Quotidiano del popolo’ ha definito “una guerra senza quartiere” al maltempo. Circa 460mila soldati hanno distribuito 219mila coperte e 419mila cappotti agli automobilisti e 14mila medici e infermieri sono stati mobilitati per aiutare i malati e i feriti nelle zone piu’ colpite. Un milione di agenti della stradale hanno avuto ordine di fare il possibile per decongestionare le aree piu’ trafficate. Chiusi anche una decina di aeroporti.
“E’ dura per tutti” ha detto Wen parlando al megafono ai passeggeri n attesa nella stazione di Guaangzhou, “il governo si sta impegnando a ogni livello per ripristinare la corrente e far riprendere i trasporti”.
C’e’ anche chi, come uno studente di Jingzhou nella provincia di Hubei, era talmente determinato a tornare casa da affrontare le autostrade sommerse dalla neve armato di sci e racchette. E’ stato pero’ fermato dalla polizia che lo ha accompagnato alla piu’ vicina stazione degli autobus ad attendere un mezzo che non sarebbe passato perche’ bloccato decine di chilometri piu’ a est. (AGI)
Uba