SESSO: STUDIO, DOPO ABOLIZIONE NAJA BOOM DI MALATTIE VENEREE
(AGI) - Roma, 29 mar. - Se i giovani italiani con l’abolizione del servizio di leva obbligatorio hanno tirato un sospiro di sollievo, forse dovranno ricredersi: con l’addio alla naja, e alle conseguenti visite mediche andrologiche, si registra un vero e proprio boom di malattie veneree e problemi di fertilita’. E’ il sorprendente risultato di uno studio del Centro ARTES di Torino, specializzato nella diagnosi e nel trattamento della sterilita’ di coppia, che ha elaborato i dati ufficiali di Sia (Societa’ Italiana Andrologia), OMD (Organizzazione Mondiale della Sanita’) e Universita’ Cattolica di Roma (Rapporto Osservasalute) confrontandoli con quelli del proprio database.
I dati parlano chiaro: tra il 2000 e 2005 si e’ osservato un aumento dell’incidenza della sifilide addirittura del +320,3% su base nazionale, ed uno meno marcato per la gonorrea, +33,3%. Gia’ nel 2000 (anche se la Legge sull’abolizione del servizio di leva e’ entrata ufficialmente in vigore nel 2005), i giovani avevano smesso, a causa dei rinvii per motivi di studio, di presenziare ai “Tre Giorni”, il classico appuntamento medico previsto dal servizio militare.
Mancati controlli e disinformazione, sostengono gli esperti, hanno quindi portato ad un aumento delle malattie veneree e dei problemi legati alla fertilita’. “I giovani in generale - spiega il dottor Alessandro Di Gregorio, alla guida dell’equipe del centro ARTES - sono poco informati sulle malattie sessualmente trasmissibili. Il dato piu’ evidente e’ che mentre le ragazze sono piu’ abituate sia dalle madri, sia dai medici di base, a recarsi dal ginecologo, i ragazzi risultano meno informati, probabilmente anche perche’ per il maschio italiano c’e’ una certa reticenza a recarsi dal dottore per problemi legati all’apparato sessuale, dati i pregiudizi per i quali l’infertilita’ e’ un problema esclusivamente femminile”. (AGI)
Pgi (Segue)