SALUTE: ROMA, IL 4 MAGGIO MARATONA CONTRO L’EPILESSIA
(AGI) - Roma, 24 apr. - “Correte insieme a me per sconfiggere l’ignoranza ed il pregiudizio”: e’ questo l’invito che Salvatore Antibo, campione europeo nei 5.000 e 10.000 metri, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Seul e testimonial d’eccezione per l’evento, rivolge in occasione della seconda maratonina LICE in programma il 4 maggio a Roma. L’appuntamento e’ a Villa Borghese dove si svolgera’ una passeggiata di tre chilometri ed una corsa non competitiva di sei chilometri aperta a tutti. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio della Federazione Italiana di Atletica Leggera. La LICE (Lega Italia contro l’Epilessia) ha organizzato l’evento in occasione della Giornata Nazionale dell’Epilessia che si celebra con l’Alto patronato del Presidente della Repubblica ed il patrocinio del Ministero della Salute. Nel Lazio sono oltre 35.000 le vittime dell’epilessia, circa 25.000 nella sola citta’ di Roma ed e’ una condizione che in Italia interessa circa 500.000 persone (l’1% della popolazione), con 25.000 nuovi casi all’anno. Tra loro anche un grande nome dello sport italiano come Salvatore Antibo: “Invito le persone come me a non nascondere la malattia: bisogna curarsi, perche’ vivere una vita normale e’ possibile ed e’ un dovere nei confronti di chi ci sta accanto. E come dimostra la mia esperienza se si e’ epilettici si puo’ continuare a fare sport”. Oriano Mecarelli, Dipartimento Scienze Neurologiche, Universita’ di Roma La Sapienza tiene a sottolineare che “oltre il 90% delle persone sa cos’e’ l’epilessia, ma solo in termini generici; nel dettaglio le conoscenze sono estremamente deficitarie e, purtroppo, distorte. Molti ritengono, erroneamente, che la malattia possa provocare disturbi psichici, che sia un vero e proprio handicap e che la vita sociale degli epilettici non possa essere una vita normale”. Lo dimostrano i recenti sondaggi sulla percezione della patologia realizzati dalla sezione laziale della LICE, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Universita’ “La Sapienza”, presso gruppi diversi di popolazione della citta’ di Roma. Dai dati emerge che uno dei canali di conoscenza della malattia e’ rappresentato dai mass-media: il 44% dei romani si e’ potuto fare un’idea di cosa sia una crisi epilettica attraverso cinema e televisione. Si ritiene inoltre che l’epilessia sia molto difficile da guarire (solo il 28% crede nelle possibilita’ di guarigione) e ancora permane l’infondata percezione che si associ a disturbi psichici (il 19% del campione ha risposto affermativamente, il 34% non ha saputo rispondere). A testimoniare la diffusa distorsione dell’informazione sulla malattia il fatto che una quota non trascurabile di romani, il 6 per cento, ritiene che l’epilessia dipenda da una possessione demoniaca, credenza condivisa anche dal 4 per cento degli studenti universitari. (AGI)
Pgi