CANCRO: G.B., MONITO A GOVERN SU RISCHI DICLOROACETATO

(AGI) - Londra, 28 apr. - Tassano dichiara di essere mosso unicamente da desiderio di aiutare chi non ha piu’ speranza. “La preoccupazione nasce dal fatto che il farmaco, in questa fase, viene somministrato a persone che stanno molto male”, osserva il dottor Michelakis, docente dell’universita’ di Alberta, che dopo la sperimentazione sugli animali si prepara a speriemntare il DCA sugli esseri umani. Gibson ha detto che lo preoccupa molto il fatto che ai pazienti possano essere date false indicazioni e informazioni sbagliate su un farmaco non sperimentato sull’uomo. “Io voglio che il ministero della salute indaghi sull’operato di questi siti e li chiuda immediatamente”, ha dichiarato. Michelakis, intanto, si sta muovendo il piu’ in fretta possibile per arrivare ai trials clinici, i soli in grado di dare risposte definitive: “Chi vende questi prodotti e’ sullo stesso piano degli spacciatori”, dichiara. Tassano, ed altri con lui, ritiene invece che chi ha il cancro allo stadio terminale debba essere libero di curarsi come crede, anche se e’ rischioso. Due medici canadesi, il dottor Akhbar Khan e sua moglie Humaira Khan, mettono a disposizione il DCA nella loro clinica di Toronto e per questo sono stati criticati da altri medici e dalle autorita’ di vigilanza, ma continuano a somministrarlo ai pazienti perche’ questo farmaco non e’ stato approvato per l’impiego nel cancro ma e’ utilizzabile per alcune malattie metaboliche. “Finora non abbiamo visto guarire nessuno - ha ammesso la dottoressa Khan, - ma il farmaco e’ servito a prolungare la vita e a migliorarne la qualita’”. C’e’ anche un aspetto psicologico da considerare: le famiglie pensano che ricorrere a questa “ultima spiaggia” sia comunque meglio che assistere impotenti alle sofferenze dei loro congiunti. I due medici canadesi, fra l’altro, continuan ad aggiungere alla loro “farmacopea” tutti i preparati che i pazienti gli segnalano, avendoli visti su internet. “Mi portano un sacco di documentazione”, ha commentato il dottor Khan, che sulla scorta delle indicazioni che gli riportano i pazienti ha introdotto un vero e proprio “protocollo della caffeina”, ma non nasconde, sul suo sito, che questa terapia ha prodotto “reazioni molto gravi” nei casi di cancro al cervello, con conseguenze anche mortali. L’opinione del dottor Kat Arney, dell’Istituto britannico per la ricerca sul cancro, e’ che i malati di cancro assumono questo farmaco senza chiedersi minimamente se possa essere dannoso e a quale dosaggio vada impiegato, con rischi gravi per la salute. (AGI)

Est