MOZZARELLA: TURCO-DECASTRO, DIOSSINA IN 39 CAMPIONI SU 387
(AGI) - Napoli, 29 apr. - Il programma di campionamento approvato dalla Commissione europea prevedeva due fasi di campionamento e analisi affidate agli istituti zooprofilaltici sperimentali di Napoli e Brescia, al centro di referenza nazionale per le diossine dell’Istituto di Teramo, al Consorzio interuniversitario nazionale di Porto Marghera e a un laboratorio privato di Amburgo indicato dall’Ue. La prima fase ha coinvolto le province di Napoli, Caserta e Avellino, dove sono stati prelevati 271 campioni in 173 caseifici riforniti da 646 diversi allevamenti. Gli esiti delle analisi hanno dato come conformi 232 campioni, pari all’85,6% del totale, mentre 39 campioni, pari al 14,4%, sono risultati non corrispondenti ai limiti cautelativi fissati in via provvisoria dal piano concordato con le autorita’ comunitarie. Cio’ ha permesso di individuare 102 allevamenti potenzialmente contaminati subito posti sotto sequestro e sui quali sono in corso approfondimenti che prevedono, tra l’altro, il prelievo di campioni di latte e di alimenti zootecnici, il divieto di cessione o commercializzazione di latte o prodotti da esso derivati e quello di movimentazione degli animali. Nella seconda fase, sono state monitorate le province di Salerno e Benevento, prelevando 116 campioni di latte da 67 diversi caseifici riforniti da 313 allevamenti. Tutti i campioni analizzati sono risultati conformi, confermando che le due province non sono interessate dal fenomeno diossina. Infine, per quanto riguarda i controlli sugli 83 allevamenti posti sotto sequestro che avevano fornito il latte a 25 caseifici i cui prodotti erano risultati positivi alla diossina a marzo, 48 sono risultati negativi alle analisi, 31 positivi alle analisi sul latte e 4 a quelle sul latte e mangimi. Nel dettaglio, i risultati del piano di controllo per singola azienda sanitaria locale mostrano che su 6 campioni prelati nel territorio dell’Asl Avellino 2, tutti sono conformi; su 63 campioni dell’Asl Caserta 1, 5 non sono conformi; su 159 prelevati nell’area dell’Asl Caserta 2, 15 non sono conformi; su 8 dell’Asl Napoli 1, uno non e’ conforme; su 25 dell’Asl Napoli 2, 6 non sono conformi; su 26 dell’Asl Napoli 3, 7 non sono conformi; su 21 dell’Asl Napoli 4, 4 non sono conformi su 2 dell’Asl Napoli 5, uno non e’ conforme. Le attivita’ di controllo, espletate in tempi veramente brevi grazie all’impegno profuso da tutti i soggetti coinvolti nel piano, hanno scongiurato il pericolo dell’applicazione della clausola di salvaguardia nei confronti dell’Italia da parte della Commissione Europea. Ma soprattutto hanno permeso di isolare gli allevamenti a rischio diossina; di identificare gli allevamenti contaminati in modo da avviare le bonifiche becessarie; di garantire che “tutto il latte di bufala campano commercializzato in ambito nazionale e internazionale e’ in regola con le norme sulla diossina”; di avere la certezza che “tutti i prodotti derivati dal latte di bufala campano commercializzati in ambito nazionale e internazionale sono in regola con le norme sulla diossina”. Inoltre, ricorda la nota, hanno permesso, grazie alle negoziazioni condotte dal Ministero degli Affari esteri sulla base delle informazioni e della doumentazione fornite da quello della Salute, “di limitare da subito le ripercusioni negative sulla commercializzazione dei prodotti lattiero-caseari provenienti dall’intero territorio italiano” su mercati quali quello della Corea del Sud, della Cina, del Giappone, di Hong Kong e Taiwan. Il Ministero della Salute e’ intervenuto anche sulle autorita’ di paesi partner commerciali dell’Italia (Argentina, Australia, Bielorussia, Brasile, Canada, Cile, Croazia, Emirati Arabi, Federazione Russa, Messico, Nuova Zelanda, Peru’, Stati Uniti d’America) con cui sono stati istaurati rapporti “improntati a reciproca fiducia” per fornire le informazioni disponibili. “Oggi - conclude la nota - tutti i nostri prodotti lattiero-caseari, compresa la mozzarella di bufala campana, possono esse
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