SANITA’: MARINO, PROGRAMMAZIONE E SELEZIONE PER NUOVI MEDICI

(AGI) - Roma, 25 giu. - Programmazione a 5-10-15 anni, selezione non piu’ sulla base di quiz ma colloqui e confronti per valutare attitudine e predisposizione alla professione e largo al merito.

Questi i criteri per riformare strutturalmente l’attivita’ del medico, di chi deve occuparsi della salute psicofisica delle persone: a formularli e’ il senatore del Pd Ignazio Marino gia’ Presidente della Commissione Sanita’ del Senato.

Una riforma strutturale “indispensabile per battere la piaga della precarieta’”, precisa Marino che si rifa’ all’esperienza supercollaudata degli Usa dove una sorte di consiglio nazionale delle Facolta’ di Medicina - Acgme che raggruppa 8200 scuole di specializzazione e 126 branche di specializzazione - “ogni anno indica, dice Marino, gli ingressi degli studenti in facolta’ e nelle scuole di specializzazione secondo una programmazione a 5, 10, 15 anni delle esigenze del Paese”.

Dunque, “il nostro Paese se vuole star al passo con i paesi piu’ moderni e non mi riferisco solo agli Usa deve - sottolinea Marino - saper legare la formazione alla programmazione: questa e’ la strada da seguire”. E per scongiurare casi come quello di Milano della clinica Santa Rita o di altre drammatiche realta’ di malasanita’, “bisogna procedere con una selezione mirata e funzionale alla verifica della predisposizione, attitudine ed idoneita’ del giovane alla professione di medico - conclude Marino - che non e’ sapere la chimica, ma e’ disponibilita’ all’ascolto, e’ livello di solidarieta’ verso chi sta male e soffre”. E cio’ comporta il superamento dei ‘quiz’ e ‘test’ d’ingresso - e’ la sfida lanciata da Marino - che non misurano l’attitudine e la predisposizione alla professione rispetto al colloquio e al confronto diretto. (AGI)

Pat