CUORE: IN GB TEST GENETICI PER SCOPRIRE BAMBINI A RISCHIO
(AGI) - Londra, 27 ago. - Prevenire e’ meglio che curare. E siccome una gran percentuale di persone che subiscono infarti ed ictus hanno una forma ereditaria che li espone a questo rischio e si conosce anche qual e’ il gene responsabile, ecco che sarebbe utile scoprire il prima possibile quali sono i soggetti a rischio e intervenire per tempo. Sono queste le motivazioni che hanno spinto il National Institute for Health and Clinical Excellence (Nice) a raccomandare ai medici di base inglesi di prescrivere ai pazienti a rischio, quelli cioe’ con casi di malattie cardiovascolari in famiglia, il ricorso ad un test genetico. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nell’approccio alle politiche sanitarie di controllo e prevenzione del rischio delle malattie cardiovascolari. In tutto dovrebbero essere almeno 100.000, uno cioe’ ogni 500, i cittadini britannici portatori di una particolare mutazione genetica che li espone, molto piu’ degli altri al rischio di infarto o ictus. Secondo le stime la meta’ degli uomini con questa mutazione muore prima dei 50 anni e un terzo delle donne muore prima dei sessanta. Sono tutte morti che potrebbero essere evitate se si intervenisse per tempo, aiutando i pazienti a migliorare il loro stile di vita o assumendo farmaci contro l’ipercolesterolemia. “Si tratta - ha spiegato Steve Humphries uno dei membri del comitato che ha elaborato le linee guida - del primo caso al mondo di un test genetico prescritto per malattie comuni”. Attualmente i medici inglesi conoscono solo 15.000 persone a rischio, per questo il Nice raccomanda test di massa per arrivare a definire tutti quelli che mancano. I test genetici, spiegano i responsabili del Nice dovrebbero essere condotti anche e soprattutto sui bambini, figli di pazienti colpiti da infarto tra i due e i dieci anni di eta’. “Questo - ha spiegato Andrew Neil, professore di epidemiologia clinica di Oxford - perche’ cambiamenti di dieta sono possibili solo dopo i due anni”. I piccoli pazienti portatori della mutazione che aumenta il rischio di ipercolesterolemia potrebbero assumere cibi meno grassi e stare alla larga dal fumo a tutti i costi poi durante l’adolescenza. Inoltre potrebbero iniziare ad assumere farmaci (statine) a titolo preventivo anche ad eta’ inferiori ai 18 anni. Due farmaci a bese di statine sono stati infatti gia’ prescritti per uso pediatrico. Philip Rowlands, uno dei membri del comitato che ha elaborato le nuove linee guida e’ uno dei 100.000 sudditi di Sua Maesta’ a rischio. “Mio padre - ha raccontato - e’ morto d’infarto a 51 anni quando io ne avevo 12. Da allora ho iniziato a prendere statine, ad avere una dieta regolare e a fare esercizi e oggi la mia diagnosi e’ eccellente. Al contrario di mio padre - ha concluso - ho pero’ avuto il vantaggio di poter controllare la mia vita”. (AGI)
Red/Pgi