TUMORE CERVICE: IN ITALIA OGNI ANNO 3.500 CASI E 1.000 VITTIME
(AGI) - Lecco, 8 ott. - In Italia ogni anno sono diagnosticati circa 3.500 nuovi casi di carcinoma della cervice uterina (un’incidenza annuale di 10 casi ogni 100.000 donne). Circa 1.000 le vittime. Nel corso della vita, il rischio di avere una diagnosi di tumore della cervice e’ del 6,2 per mille, mentre il rischio di morire e’ dello 0,8 per mille. Sono alcuni dei dati di maggior rilievo dei registri nazionali tumori relativi agli anni 1998-2002 e che saranno discussi sabato prossimo in un convegno al’ospedale di Lecco. A livello mondiale, e’ il secondo tumore maligno della donna, con circa 500.000 nuovi casi stimati nel 2002, l’80% dei quali nei Paesi in via di sviluppo. In questo panorama, si inserisce il programma di sviluppo di vaccini per la prevenzione primaria dell’infezione da Hpv. Giovedi’ 2 ottobre e’ iniziata anche a Lecco la distribuzione gratuita del vaccino disposta dall’ASL, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute e di Regione Lombardia, che interessera’ tutte le ragazze nate nel 1997, residenti nel territorio provinciale. “Il carcinoma cervicale - spiega Antonio Pellegrino, Direttore della Ginecologia dell’Ospedale Manzoni - e’ il primo cancro a essere riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanita’ come totalmente riconducibile a un’infezione genitale da virus del papilloma umano , in gergo Hpv”. L’infezione da Hpv e’ molto frequente nella popolazione: si stima, infatti, che oltre il 75% delle donne sessualmente attive si infetti con un virus Hpv, con un picco di prevalenza nelle giovani donne fino a 25 anni di eta’. “La maggior parte (70-90%) delle infezioni da papillomavirus - aggiunge il primario di Lecco - e’ transitoria, perche’ il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. La persistenza dell’infezione virale e’ invece la condizione necessaria per l’evoluzione verso il carcinoma. La vaccinazione - conclude Pellegrino - e’ particolarmente vantaggiosa perche’ induce un’efficace protezione prima di un eventuale contagio con Hpv. In sostanza, la disponibilita’ dei vaccini costituisce certamente una grande opportunita’ di prevenzione”. (AGI)
Cli/Car