ARTRITE REUMATOIDE: CENSIS, 40% PAZIENTI ITALIANI CURATI MALE
(AGI) - Roma, 9 ott. - “L’artrite reumatoide crea incertezza - ha osservato il presidente del Censis Giuseppe De Rita alla presentazione del Rapporto - l’informazione e’ scarsa, la diagnosi faticosa, incerta anche la terapia farmacologica e i confini incerti causano paura”. Per il presidente della Sir, Carlomaurizio Montecucco, l’aspetto piu’ grave che emerge dallo studio e’ che il 40% dei pazienti non hanno trattamenti farmacologici adeguati capaci di arrestare una malattia che, se curata con la terapia del dolore, prosegue provocando danni anatomici e funzionali.
Il rapporto mostra anche che le problematiche sono condizionate dalla variabile territoriale: i tempi per le diagnosi - ha fatto notare Ketty Vaccaro, responsabile Welfare del Censis - sono piu’ lunghi al Sud e nelle isole; i centri risultano in misura maggiore irrangiugibili, le liste d’attesa piu’ lunghe, la cura meno efficace. “Esiste un’Italia a tre velocita’ e nel Sud e nelle isole la situazione e’ drammatica - ha dichiarato Antonella Celano, presidente dell’Anmar -Serve un impegno anche politico indirizzato a garantire pari opportunita’ di accesso alle cure e standard di trattamento uniformi su tutto il territorio nazionale”; secondo Celano va inserita l’artrite reumatoide nei piani sanitari (solo quattro regioni lo hanno fatto), va potenziata la rete territoriale dei reumatologi e garantito a tutti l’accesso alle terapie. (AGI)
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