INFLUENZA:SIMG, MEDICI NON SI VACCINANO, C’E’ ‘EFFETTO UNTORE’

(AGI) - Roma, 6 nov. - I medici di famiglia predicano bene e razzolano male. Ogni anno consigliano ai loro pazienti, specie agli anziani e ai soggetti deboli, di vaccinarsi contro l’influenza, ma poi sono loro i primi a non farlo, traformandosi in potenziali “untori” che girano di casa in casa per visitare i pazienti senza nessuna garanzia di non essere loro stessi colpiti dall’influenza, e quindi potenziali veicoli di trasmissione del virus. E’ la denuncia di Aurelio Sessa, Responsabile Influenza della Societa’ Italiana di Medicina Generale (Simg), intervenuto al convegno “Influenza 2008-2009, iniziamo a proteggerci con la vaccinazione” nella sede dell’Enpam. “Tutto il personale sanitario - spiega Sessa - si vaccina molto poco. Medici, infermieri, medici di famiglia, pediatri, evidentemente sono i primi a non credere nell’utilita’ del vaccino”. Eppure, la vaccinazione e’ offerta gratuitamente a chiunque operi nella sanita’ a contatto con il pubblico, cosi’ come a forze dell’ordine, insegnanti, impiegati delle Poste e cosi’ via. Persino le badanti potrebbero, anzi dovrebbero vaccinarsi. “Eppure lo fanno molto poco anche loro. Tutti gli addetti al pubblico servizio - denuncia Sessa - non adottano questa semplice precauzione utile non tanto a evitare loro un’influenza, ma soprattutto a evitare di contagiare chissa’ quanta gente”. Tanto piu’ grave per i medici, “che sono i primi a dover dare il buon esempio, e che nel periodo clou dell’influenza visitano decine di pazienti al giorno, con il rischio poi di infettarne altri. Un vero e proprio ‘effetto untore’ che dobbiamo assolutamente evitare”. Anche perche’ i numeri parlano chiaro: dai 3 ai 5 milioni di malati ogni anno, con 8.000 morti soprattutto nella popolazione anziana e migliaia di ricoveri, fanno capire che l’influenza non e’ uno scherzo. “Eppure - conferma il direttore del Centro Oms per la travel Medicine, Walter Pasini - curiosamente c’e’ una bassa percezione del rischio anmche nei medici. Forse non credono abbastanza nell’efficacia del vaccino, o piu’ probabilmente e’ carente nei medici la cultura in materia di tutela della salute pubblica”. (AGI)

Pgi