CANCRO UTERO:SIGO,1.000 MORTI L’ANNO;EVITABILE CON PREVENZIONE
(AGI) Roma, 26 mar. - La morte ‘in diretta’ di Jade Goody ha acceso i riflettori sul tumore della cervice: malattia che colpisce circa 3.500 donne in Italia Paese e ne uccide 1.000 ogni anno. “Troppe perche’ oggi abbiamo a disposizione strumenti diagnostici per individuarlo sul nascere e un vaccino per prevenirlo”, ha commentato Giorgio Vittori, presidente della Societa’ italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), dopo la morte dell’ex ‘cattiva’ del Grande fratello britannico stroncata a 27 anni da un cancro a collo dell’utero. Il suo gesto estremo in tv, che ha scatenato polemiche ancora non placate, ha contribuito a diffondere l’informazione e a sensibilizzare sulla malattia. “In Italia la media di adesione agli screening su invito e’ del 39,8 per cento con aree di criticita’ al sud”, ha spiegato Vittori, “quella della ragazza inglese e’ senza dubbio una vicenda triste che ha pero’ avuto il merito di sottolineare l’importanza della prevenzione precoce: questo episodio ha determinato un incremento del ricorso al pap test tra il 20 e il 50 per cento, con un parallelo aumento delle richieste di vaccino”. Per l’esperto, “trasmissioni televisive e ‘testimonial’ possono davvero esercitare un’importanza determinante e aiutare noi specialisti nel tutelare la salute femminile”. Anche perche’ il tumore alla cervice, piu’ di altri, “colpisce le persone con i livelli di reddito e di istruzione piu’ bassi, con una scarsa integrazione sociale. Situazioni che determinano una minor prevenzione (vaccino e pap test) e una maggiore esposizione ai fattori di rischio. In primis l’infezione da papilloma virus, responsabile di circa il 70 per cento di queste neoplasie e, a seguire, i rapporti non protetti e l’elevata promiscuita’ sessuale e altre co-infezioni sessualmente trasmesse”.
Se si vuole combattere efficacemente questa neoplasia, ha insistito il presidente della Societa’ italiana di ginecologia e ostetricia, “e’ necessario concentrarci sui soggetti a rischio con i nostri messaggi. Ecco perche’ la Sigo ha da tempo attivato una strategia di sensibilizzazione dedicata a pazienti, ginecologi e medici di medicina generale, utilizzando anche la comunicazione su you tube: piu’ facilmente accessibile e che si rivolge in particolare ai giovani”. E’ “inaccettabile”, ha concluso, “che a fronte di strumenti efficaci e accessibili a tutti questo tumore rappresenti ancora il terzo piu’ diffuso nella fascia dai 15 ai 44 anni d’eta’”. (AGI)
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