INFLUENZA SUINA: LE MISURE IN ITALIA IN CASO DI FASE SEI
(AGI) - Roma, 30 apr. - Limitazione dei viaggi, isolamento delle persone malate, norme di igiene che comprendono le mascherine chirurgiche, e poi campagne informative, vaccinazione a tappeto, farmacovigilanza. Se l’allarme per l’epidemia di febbre suina passasse alla fase sei (attualmente l’Oms ha fissato l’asticella alla fase cinque, l’ultima prima di quella della pandemia conclamata) queste sono le misure che adotterebbero le autorita’ sanitarie italiane, secondo quanto previsto dal ‘Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale’ messo a punto dal Ministero della Salute. In caso di fase sei, che verrebbe proclamata dal presidente del Consiglio su proposta del ministro della Salute, si intensificherebbe anzitutto la sorveglianza virologica: il numero settimanale di ricoveri ospedalieri per quadri clinici, quello di ricoveri ospedalieri per sindrome influenzale esitati in decesso; il numero settimanale di decessi totali su un campione di comuni; il monitoraggio sentinella dell’assenteismo lavorativo e scolastico. Sarebbero prese inoltre alcune ulteriori misure di sicurezza: la limitazione di viaggi verso aree non affette; l’adozione delle comuni norme igieniche; l’isolamento dei pazienti con sintomatologia sospetta, preferibilmente a livello domiciliare per ridurre la quantita’ di risorse impiegate (una sola persona assiste il paziente prendendo le opportune precauzioni di protezione individuale) o in apposite aree attrezzate di strutture pubbliche; l’adozione da parte dei pazienti con sintomatologia sospetta delle comuni norme igieniche, incluso l’uso di mascherine chirurgiche per limitare la diffusione di secrezioni naso faringee. L’uso di mascherine chirurgiche va considerato anche per chi ricorre all’assistenza medica, mentre non e’ raccomandato per le persone non sintomatiche che si trovano in luoghi pubblici. E poi campagne informative per promuovere una diagnosi precoce, anche da parte dei pazienti stessi, in modo da ridurre l’intervallo che intercorre tra l’esordio dei sintomi e l’isolamento. Se si arrivasse alla fase sei, l’uso di antivirali sarebbe poco utile: in fase di epidemia conclamata, si legge nel Piano, l’uso massiccio di questi farmaci aumenta il rischio di insorgenza di ceppi virali resistenti ed il rischio di effetti collaterali. Inoltre, le simulazioni sulla pandemia influenzale hanno evidenziato che l’uso di massa di questi farmaci non riduce in maniera importante il numero dei casi di influenza. (AGI)
Plt