PARAFARMACIE: ANPI, AZIONE LEGALE CONTRO OPERA DI DEMOLIZIONE

(AGI) - Roma, 29 lug. - “Ieri e’ iniziata l’opera di demolizione delle parafarmacie. ‘Il Sole 24 Ore’ ha annunciato che il governo, nel pre-Consiglio dei ministri, ha all’esame un decreto legislativo che oltre a regolamentare il campo di applicazione delle farmacie, toglie la possibilita’ di utilizzare il nome parafarmacia ai nostri esercizi e riserva la croce verde alle sole farmacie”. Lo scrive, in una nota, il vicesegretario generale dell’Associazione nazionale parafarmacie italiane (Anpi) Massimo Brunetti secondo il quale questo decreto legislativo “e’ un provvedimento esattamente opposto a quanto il ministro della Salute Turco il 3 ottobre 2006, circolare n. 3, aveva sollecitato: ‘E’ consentito l’uso della denominazione parafarmacia, considerato che il termine e’ entrato nell’uso comune con riferimento ad esercizi diversi dalle farmacie’. Una disposizione che molti comuni hanno preso alla lettera imponendola come sola possibile denominazione”. Per queste ragioni, ha annunciato Brunetti, “abbiamo incaricato i nostri avvocati per avviare un’azione legale di risarcimento nei confronti del ministero della Salute. Sul piano politico, quanto previsto dal decreto legislativo rappresenta - spiega Brunetti -il primo passo sulla strada della chiusura delle 3.000 parafarmacie. Ci aspettiamo come prossimo passo, quello di toglierci il farmacista e di conseguenza i farmaci, oppure come molti paventano, quello di definire una nuova lista di prodotti che, per posologia-quantita’-confezione, saranno declassati dalla classificazione di farmaci e ricompresi tra gli integratori, con la conseguenza di togliere la presenza del farmacista, salvando in questo modo lo sbandierato binomio farmaco=farmacista. In un caso o nell’altro, come direbbe lo scrittore: ‘La fine e’ nota’”. “Cosa importa a Berlusconi e Fazio - aggiunge infine Brunetti - se 3.000 piccole imprese dovranno chiudere i battenti, se investimenti per 600 milioni di euro andranno in fumo e 6.500 persone non avranno piu’ un lavoro, a questo governo interessa solo che le farmacie e i loro titolari ingrossino i loro fatturati. Una cosa e’ certa non aspetteremo la ‘fine’ senza contrastare questo disegno, ne vale la vita di migliaia di famiglie che in queste imprese hanno investito tutto cio’ che possedevano”. (AGI)

Red/Eli