MIELE:PARTE DA MONTALCINO MAPPATURA POLLINI TIPICI TERRITORIO
(AGI) - Montalcino (Siena), 27 agosto - Ogni angolo del Belpaese e’ contraddistinto da un particolare tipo di miele, un prodotto particolarmente legato al proprio territorio di produzione, in quanto le sue caratteristiche organolettiche e di composizione derivano principalmente dal tipo di fiori bottinati dalle api per produrlo. A Montalcino, per la prima volta in Italia, sta partendo un progetto di ricerca, promosso dalla Provincia di Siena insieme al Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Universita’ di Siena, finalizzato alla mappatura dei pollini tipici del territorio, attraverso avanzatissime tecniche di biologia molecolare: l’obiettivo e’ la creazione di una vera e propria “carta d’identita’” del miele, che possa caratterizzare con certezza l’origine geografica dei vasetti prodotti in una determinata area, e garantirne cosi’ l’assoluta tracciabilita’. Il progetto sara’ presentato alla “Settimana del Miele” di Montalcino (11-13 settembre), uno degli appuntamenti di riferimento del settore. La ricerca parte dalla constatazione che ogni miele contiene quantita’ piu’ o meno elevate di granuli pollinici che derivano in gran parte dai fiori stessi sui quali il nettare e’ stato raccolto. Sulla base del riconoscimento di tali pollini e’ cosi’ possibile risalire all’origine botanica e geografica del miele. “Ad oggi - spiega la dottoressa Diana Persia, promotore del progetto - l’identificazione dei pollini del miele era basata sull’analisi melissopalinologica, ovvero la loro osservazione al microscopio ed il loro riconoscimento visivo, ma si tratta di una metodica che presenta dei limiti dovuti alla sua non oggettivita’, in quanto influenzata dall’esperienza e dall’abilita’ dell’operatore. Oggi una possibile alternativa e’ basata sull’analisi del DNA dei pollini. Il nostro progetto di ricerca prevede l’esame di due specie botaniche tipiche dell’area di Montalcino, la sulla e il castagno: dai campioni di miele e dai pollini dei fiori raccolti nei campi estrarremo il DNA, che verra’ isolato e purificato. Su questo effettueremo le analisi genetiche volte all’identificazione di sequenze di DNA specifiche per la specie considerata. A questo punto verificheremo quanto di quel DNA e’ presente nel campione. Le analisi melissopalinologiche serviranno come guida e confronto dei risultati ottenuti, che saranno resi noti nel giro di un anno”. (AGI)
Cab (Segue)