CASO CRISAFULLI: BINETTI, FARE L’IMPOSSIBILE PER LA VITA
(AGI) - Roma, 29 gen - “La storia di Crisafulli ci appare come una storia di ordinaria disperazione e la conferma che le istituzioni stentano a trovare il passo giusto per venire incontro ai veri bisogni del malato e dei suoi familiari. Se da un lato ci rallegriamo tutti della recente approvazione in Senato del ddl sulle cure palliative, dall’altro sentiamo la necessita’ che quegli articoli di legge diventino presto, il piu’ presto possibile, una garanzia per tutti i pazienti e non vorremmo dover pensare che per alcuni e’ ormai troppo tardi. Equivoci e ritardi non dovrebbero essere piu’ ammissibili dopo la vicenda di Eluana L’impegno che la maggioranza dei parlamentari, in modo trasversale, sta mettendo nel dibattito alla Camera sul Disegno di legge sulle DAT (dichiarazioni anticipate di Trattamento) va nella ferma e costante riaffermazione del No all’eutanasia. Il consenso e’ talmente massiccio da rendere inaccettabile la ventilata minaccia del fratello di Salvatore Crisafulli. Chiediamo percio’ il massimo impegno del ministero della Salute e dell’Assessorato alla Sanita’ per non lasciare solo Salvatore Crisafulli. Sentiamo il bisogno di disinnescare qualunque domanda di eutanasia attraverso una risposta concreta di servizio professionale e di accompagnamento umano offerto in tutte le forme possibili. Salvatore Crisafulli e’ stato il testimone autorevole, la voce forte dei malati che chiedono di vivere, nonostante tutto. Ci uniamo a lui e alla sua famiglia per chiedere, per esigere che sia fatto non solo tutto il possibile ma anche quell’”impossibile” che e’ la vera cifra della nostra umanita’. La vita, ogni vita, merita questo impegno e in questa direzione va tutto il nostro impegno. Sarebbe paradossale dover costatare che non abbiamo ascoltato Crisafulli quando gridava a gran voce che voleva vivere e constatare amaramente che lo abbiamo “ascoltato” quando diceva che non voleva piu’ vivere. Vogliamo che Salvatore viva, convinti che ha ancora un grande compito davanti a se’: stimolare le istituzioni a uscire rapidamente se non dall’indifferenza almeno dalle lentezze e dalla complicanze burocratiche, assai piu’ nocive di qualunque altro tipo di complicazione clinica”. Lo affermano i deputati Paola Binetti (Pd), Marco Calgaro e Donato Mosella (Gruppo Misto).(AGI) red/mal