ARTRITE REUMATOIDE: IN PUGLIA COLPITI 20MILA, 3 SU 4 NON LO SANNO
(AGI) - Bari, 9 mar. - A Bari (Aula De Benedictis - Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari ), si svolgera’ giovedi’ 11 Marzo con inizio alle 9, l’incontro conclusivo su “Il Governo clinico in Reumatologia”, rivolto ai medici specialisti, agli specialisti in organizzazione sanitaria e ai rappresentanti delle Istituzioni. La Puglia e’ la prima Regione che ha lanciato una campagna di informazione sulla prevenzione dell’artrite reumatoide. E’ la prima in Italia che con Delibera regionale ha adottato un protocollo diagnostico terapeutico dell’Artrite Reumatoide nel cui ambito vengono riconosciute sia la validita’ e la necessita’ di supporto a terapie moderne sia la necessita’ di un intervento terapeutico precoce per prevenire il danno invalidante di una terapia stabilizzata tardivamente. Ma l’ elemento piu’ innovativo della campagna e’ l’utilizzo di uno strumento di comunicazione “giovane” fruibile attraverso un linguaggio semplice e universale quale quello della grafica e del fumetto . Tre persone con artrite reumatoide su quattro non sanno di essere malate, con la conseguenza che non seguono alcun trattamento. Una sottovalutazione che desta preoccupazione perche’ e’ una malattia fortemente invalidante che colpisce in particolare le articolazioni delle mani e dei piedi e impedisce di compiere i gesti piu’ semplici, come camminare, sollevare una bottiglia o un bicchiere d’acqua o comporre un numero di telefono. In Italia sono 300.000 le persone colpite, 20.000 circa in Puglia. “La Puglia - spiega Giovanni Lapadula, professore ordinario di Reumatologia all’Universita’ di Bari - e’ stata la prima Regione in Italia che ha approvato e applicato un protocollo diagnostico sull’artrite reumatoide. Vogliamo ora realizzare sul nostro territorio la messa in rete della assistenza specialistica con le strutture organizzative esistenti, coinvolgendo i distretti e i dipartimenti di cure primarie e armonizzando il lavoro delle diverse figure coinvolte, specialisti, medici di famiglia, infermieri e associazioni dei pazienti. E’ fondamentale che ogni malato venga trattato con gli stessi criteri diagnostici e terapeutici perche’ cosi’ possiamo garantire i piu’ alti livelli di assistenza. Nascera’ al piu’ presto, ci auguriamo col sostegno indispensabile delle Istituzioni”.(AGI) red/Tib (Segue)