TERAPIA DEL DOLORE: RUSSO, SICILIA INDIETRO MA STA CRESCENDO

(AGI) - Palermo, 28 mag. - “Il controllo del dolore e la disponibilita’ di cure palliative adeguate rappresentano uno degli obiettivi prioritari della Sicilia. Abbiamo elaborato una programmazione per l’assistenza ai malati in fase terminale con l’organizzazione della rete regionale per le cure palliative e la terapia del dolore. La legge nazionale, approvata recentemente, e’ una porta aperta alla speranza di tanti pazienti che vedono la possibilita’ concreta di uscire fuori dal tunnel del dolore che rappresenta una vera e propria malattia nella malattia”. Lo sottolinea l’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, alla vigilia della “Giornata nazionale del sollievo”, promossa domenica dal ministero della Salute per informare e sensibilizzare gli operatori sanitari ed i cittadini sulla cultura del sollievo e della sofferenza fisica e morale dei malati piu’ gravi senza speranza di guarigione. In Sicilia oltre 12.000 persone ogni anno affrontano la fase terminale di una malattia neoplastica ed altre 13.000 per malattie da cause diverse. La maggior parte di queste necessita di piani personalizzati di cura ed assistenza in grado di garantire la migliore qualita’ di vita durante gli ultimi mesi. “La Sicilia -prosegue Russo- e’ ancora indietro rispetto ad altre regioni ma per colmare il divario l’assessorato sta investendo risorse umane ed economiche per la creazione degli hospice e per lo sviluppo delle cure domiciliari. Gli ultimi numeri sono gia’ confortanti: ci sono otto hospice funzionanti, altri sette sono in fase di realizzazione, nella quasi totalita’ delle province dell’isola si effettuano trattamenti domiciliari palliativi che le Asp avranno cura di implementare ulteriormente. Nei prossimi mesi investiremo ancora per sviluppare la cultura del sollievo perche’ sono convinto che uno degli obiettivi di un sistema sanitario efficiente deve essere quello di garantire la qualita’ della vita ma anche la qualita’ della morte. Mi auguro -conclude Russo- che anche l’opinione pubblica possa appropriarsi quanto prima di questa cultura e che ci si abitui a parlare comunemente di questi problemi”. (AGI) Rap/Mzu