RU486: ROCCELLA, REGIONI DOVREBBERO ATTENERSI A LINEE GUIDA MINIS

(AGI) - Roma, 13 lug. - Le linee guida del ministero della Salute sulla RU486, che prevedono tra l’altro il ricovero ordinario per tutta la procedura abortiva, sono pronte, e le Regioni, “pur con tutta la loro autonomia, credo dovrebbero attenersi a un documento che richiama tra l’altro i pareri del massimo organo della sanita’ italiana, il Css, e il parere legislativo del ministro Sacconi inviato alla Commissione Europea, che ha valore nazionale ed e’ vincolante”. Cosi’ il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, che nel presentare le linee guida, gia’ inviate alle Regioni, chiarisce che “si tratta di un documento non vincolante, ma e’ difficile sottrarsi a un documento che richiama la legge 194, che prescrive appunto la necessita’ di ricovero ordinario”. Il ministero, insomma, “ha fatto la sua parte, ora le Regioni dovranno assumersi le loro responsabilita’”. Tra l’altro, spiega Roccella, “e’ vero che ogni donna puo’ firmare e andarsene dall’ospedale, ma questo configura un tornare indietro rispetto alla decisione di abortire, e pone problemi di tipo amministrativo”. L’aborto farmacologico, infatti, prevede la somministrazione di due diversi farmaci, a distanza di tre giorni: “Abbiamo letto di medici che hanno dimesso le pazienti il primo giorno, dando loro appuntamento dopo tre giorni per la seconda pillola. Questo pone problemi di irregolarita’ amministrativa, e le Regioni devono sapere che esiste anche questo problema”. Inoltre “le dimissioni volontarie sono un problema che riguarda anche medici e Asl, che non devono incoraggiare le pazienti. Credo - sottolinea Roccella - che se si sceglie di uscire e’ perche’ non c’e’ un’organizzazione sanitaria che preme in senso opposto”. Ma e’ soprattutto il parere di Sacconi, che antepone i vincoli della legge nazionale, cioe’ la 194, rispetto agli obblighi comunitari di mutuo riconoscimento dei farmaci, che secondo Roccella “e’ vincolante, e scavalca le regioni. Con le linee guida abbiamo inviato agli assessorati il modulo per il monitoraggio dell’aborto farmacologico: quando avremo tra pochi mesi i primi dati certi, faremo il punto. E se si vedra’ che questi limiti non sono stati applicati, il governo dovra’ trarne le conseguenze”. (AGI) pgi