MANOVRA: FOFI, FUORVUANTI COMMENTI SUI FARMACI
(AGI) - Roma, 30 lug. - “Uno scenario che inevitabilmente spingerebbe le farmacie a dover cercare altre fonti di reddito ben lontane dallo spirito della farmacia intesa come centro di servizi integrato nel Servizio sanitario nazionale: la farmacia non puo’ comportarsi come un’edicola che, persa l’esclusiva sui giornali, si metta a vendere ricariche telefoniche. Se da una parte correttamente il ministero della Salute chiede farmacie che non siano boutique, alle farmacie vanno lasciati margini adeguati agli investimenti necessari per adeguarsi al nuovo modello”, prosegue Mandelli. Il Cerm, peraltro - aggiunge la Fofi -, fa altre osservazioni facilmente contestabili. Per esempio, giudica la pianta organica una rendita di posizione, cosa che andrebbe chiesta al titolare di una farmacia sussidiata o di una farmacia in un quartiere disagiato, quando la Corte di Giustizia Europea ha giudicato questo sistema idoneo a garantire un equo accesso al farmaco a tutti i cittadini. Oppure, c’e’ l’ormai rituale invito a imboccare la via delle economie di scala attraverso l’integrazione orizzontale e verticale, quando ormai basterebbe poco per rendersi conto che l’associazionismo e’ una realta’ importante nella farmacia italiana e non da oggi. L’elenco, peraltro, potrebbe continuare. “E peraltro, resta la domanda di fondo: se il sistema e’ cosi’ inefficiente e bisognoso di profondi cambiamenti, come e’ possibile che da anni rispetti i tetti di spesa programmati e mostri una costante tendenza alla diminuzione?”, conclude Andrea Mandelli. “C’e’ il sospetto, visti gli esempi fatti dal Cerm, che quello che si vuole sia un modello “dal produttore al consumatore”. Ricordiamo, pero’, che qualsiasi farmaco non e’ un bene di consumo qualsiasi”. (AGI) Red/Eli