SANITA’: O.N.D.A, AL SUD IL 60% DEI PARTI AVVIENE CON CESAREO

(AGI) - Milano, 1 set.- I parti cesarei, in costante aumento in Italia (nel 2007 hanno raggiunto il 38% delle nascite) portano il nostro Paese ai vertici (in negativo) della classifica europea. E con gli ospedali del Sud che sfiorano il 60%, toccando addirittura il 78% nelle strutture private. Nel dettaglio Campania (60,5%), Sicilia (52,4%), Molise (48,9%) e Puglia (47,7%). Al Nord la situazione migliora a partire da Friuli, Toscana e Lombardia, attestandosi tra il 24 e il 28%. Solo Bolzano (20%) si avvicina ai valori raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (15%) e del Ministero della Salute italiano (20%), confermando la tesi che il cesareo deve rappresentare l’eccezione e non la regola. “Proprio per sensibilizzare gli ospedali anche a questo tema - spiega Francesca Merzagora, presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna - abbiamo inserito tra le caratteristiche che devono avere gli ospedali per ottenere i nostri “Bollini Rosa”, l’impegno a ridurre costantemente il numero dei parti cesarei fino ad avvicinarsi alla soglia del 20% prevista dal Ministero della Salute. Il nostro comitato scientifico, in partnership con il dipartimento di Salute Riproduttiva e Ricerca dell’OMS, ritiene infatti che il ricorso al cesareo sia consigliabile solo in caso di necessita’ clinica o in una situazione di emergenza nell’interesse del nascituro e della donna. Anche se oggi e’ piu’ sicuro che in passato, rappresenta pur sempre un intervento chirurgico con un pericolo di morte materna di 2,84 volte maggiore rispetto a un parto vaginale. com/Mld (Segue)