FALSE RICETTE: ROMA, PROCESSO PER DUE INFORMATORI SCIENTIFICI

(AGI) - Roma, 3 set. - Avrebbero distratto i medici del servizio sanitario mentre illustravano loro i prodotti della ditta di cui erano rappresentanti, per impossessarsi dei ricettari che le Asl rilasciano ai medici convenzionati ed usarli per prescrivere i farmaci a ignari cittadini: in questo modo venivano truffati il servizio sanitario nazionale e la casa farmaceutica per cui lavoravano. Comincera’ il 9 dicembre prossimo il processo a carico di M.B., 68 anni, e M.M., 40 anni, informatori scientifici della societa’ farmaceutica Ely Lylli. Il pm Pietro Giordano ha infatti disposto per i due la citazione diretta a giudizio formulando i reato di furto aggravato, falso e truffa. L’inchiesta prese il via dopo la denuncia del dirigente dell’Asl RmC nel luglio 2009 a seguito di un monitoraggio sull’appropriatezza descrittiva delle ricette da cui si riscontro’ che molte prescrizioni erano false. I medici, inoltre, non riconobbero le firme apposte sulle ricette e i pazienti, che avrebbero dovuto esserne destinatari, affermarono di non aver mai usato quei prodotti e di non essersi mai andati nelle farmacie dove risultavano essere stati acquistati. Asl e procura hanno preso in esame il primo semestre del 2006. Stando al capo di imputazione, M.B. e M.M., il primo informatore scientifico presso i medici di base convenzionati con il servizio sanitario nazionale, il secondo presso gli ospedali, “si impossessavano, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, di diversi ricettari che sottraevano dagli studi e dagli ambulatori medici approfittando della distrazione del medico e dei suoi collaboratori”. Quindi i due “riempivano falsamente le ricette apponendo falsa firma del medico, la data e la prescrizione” di prodotti della Ely Lylli “nonche’ il destinatario della prescrizione stessa”, quasi sempre persone anziane. Sarebbero alcune centinaia le ricette rubate e falsificate per l’acquisto di medicinali della casa farmaceutica, prevalentemente per curare l’ipertensione, la depressione e l’osteoporosi. Completate le ricette queste sarebbero state usate per acquistare i prodotti in questione, imbrogliando cosi’ sia il servizio sanitario nazionale che provvedeva al rimborso dei medicinali, sia la stessa casa farmaceutica dalla quale gli indagati “ricavavano le dovute provvigioni” per l’avvenuto acquisto dei medicinali prodotti dalla Ely Lylli. (AGI) Cop