SALUTE: I VACCINI? “FANNO MALE”; IL PREGIUDIZIO CORRE SUL WEB
(AGI) - Roma, 29 set. - “Le vaccinazioni come le streghe di molti anni fa”. Sintetizza cosi’ il giudizio dei vaccini che scorre sul web, il presidente del Gruppo vaccini Farmindustria, Daniel Jacques Cristelli, illustrando i dati che sostengono la sua tesi: oltre 4 informazioni su 5, reperibili nei nuovi media, ne parlano al negativo. “Pensiamo ai Social Network - invita Cristelli elargendo dati Censis aggiornati al 2010 - Solo su Facebook sono 40mila le pagine dedicate al tema e 1200 i gruppi sui vaccini che contano complessivamente 110mila iscritti. Quel che spaventa e’ che nel 95% dei casi l’immagine che ne deriva e’ negativa, un primato seguito da Youtube (90%), con i suoi 10mila i filmati sui vaccini e 10 i nuovi scaricati ogni giorno; segue Netlog (3mila pagine dedicate), che offre un’informazione nell’80% dei casi al negativo. “Non e’ possibile - ha dichiarato Cristelli aprendo i lavori del work shop promosso a Roma da Farmindustria, ‘Vaccini: il passaparola, che confusione!’ - il problema e’ che sul web tutti possono o devono dare la loro opinione che di sovente genera la cattiva o vecchia informazione. Ne siamo tutti vittime e non sappiamo piu’ a chi credere, mentre i riferimenti per l’approccio ai vaccini dovrebbero essere altri, ministero della Salute ed Istituto Superiore di Sanita’ in testa, poi i medici con i loro consigli. Questi dati, che ci spaventano, sono proprio il punto di partenza per questo primo work shop - prosegue il presidente del Gruppo vaccini Farmindustria - motivato dall’esigenza di stilare una specie di ‘libro bianco’ per sfatare i miti della prevenzione e della vaccinazione; per rispondere alle domande piu’ che frequenti”. Del resto, se i dati Censis riferiscono che ben il 61% degli italiani conosce i Social Network, e se il 40,5% (19,8 milioni di persone) li utilizza, senza distinzioni tra nord e sud ma con una spiccata predominanza degli utenti con un buon livello di istruzione, vien da se’ pensare ad una cattiva informazione dovuta soprattutto “alle lamentele ‘di piazza’ che dimostrano una subdola capacita’ di penetrazione - afferma Ketty Vaccaro del Censis - dove prevale dal punto di vista linguistico il linguaggio della narrazione e dove i fatti personali”, piu’ o meno confermati, “vengono ‘messi in piazza’, appunto, incontrando l’interesse di lettori vulnerabili che ‘trovano’ l’informazione anche senza cercarla”. Nel corso dell’incontro si e’ discusso anche di altri numeri: “sono 14 milioni gli anziani vaccinati in Italia - ha spiegato Daniel Jacques Cristelli - Sembra un gran numero, ma se pensiamo che tra la popolazione anziana e quella a rischio (malati cronici e bambini), sfioriamo i 24milioni, siamo ancora distanti dagli obiettivi”. (AGI) Cli/Rm/Pgi