Archivio per la Categoria 'medici di base'

SANITA’: PAOLUCCI (PD), E’ IL MOMENTO CHE CHIODI DICA LA VERITA’

Venerdì, Ottobre 14th, 2011

(AGI) - Pescara, 14 ott. - “La lettera di Chiodi, oltre ad essere l’ennesimo tentativo di addossare ad altri la colpa del suo malgoverno, contiene incongruenze troppo gravi. E’ il momento che dica la verita’”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci intervenendo sulla lettera di Chiodi sulla sanita’. “Per la prima volta ammette una mobilita’ passiva di 60 milioni, cosa che noi ripetiamo ormai da mesi e che anzi a nostro giudizio e’ una stima estremamente prudenziale” dice Paolucci, “ma non e’ l’unico problema. Gli abruzzesi hanno il diritto di sapere come si e’ arrivati a questa cifra, perche’ nel frattempo alla sanita’ pubblica sono stati chiesti sacrifici abnormi e non si rilevano azioni e scelte volte a migliorare la mobilita’ attiva. Inoltre” dice Paolucci, “Chiodi arriva a dire che ci sarebbero medici di base, e vorremmo capire perche’ cita i medici di base, che invierebbero pazienti nelle Marche perche’ contrattualizzati con cliniche private di quella regione: Chiodi parla di casi accertati, allora e’ suo dovere di uomo delle istituzioni di rivolgersi alla magistratura per denunciare quanto starebbe avvenendo. E in ogni caso” spiega Paolucci “e’ di Chiodi, e non di altri, il compito di stringere accordi di confine con le Marche: e questo non e’ stato fatto. Gia’ che c’e', Chiodi spieghi anche cosi’ come si e’ arrivati a fine anno 2011 per firmare i contratti con le cliniche e dove sono finiti i 20-30 milioni di euro che egli stesso aveva annunciato di poter recuperare dopo la sentenza del Consiglio di Stato di luglio. Fra l’altro, la regolamentazione della Tariffa unica di compensazione gia’ prevede l’abbassamento delle tariffe per i ricoveri impropri. Il tentativo di Chiodi e’ quasi disperato” prosegue il segretario Pd, “addossare ai cittadini ed ai medici di base le colpe di un sistema sanitario che ora spinge le persone a farsi curare fuori per la semplice ragione che i tagli imposti dalla sua politica alla sanita’ sono evidentemente senza logica, in assenza di investimenti su medicina territoriale e rete di emergenza-urgenza, e senza accordi con le altre Regioni. Chiodi risponda alle nostre domande e abbia il coraggio di denunciare alla magistratura i casi ‘accertati’ di medici infedeli del servizio pubblico: ma non scarichi sui cittadini le sue colpe”. (AGI) Com/Ett

DIABETOLOGIA: AL VIA AMBULATORIO A MOTTA SAN GIOVANNI

Venerdì, Settembre 30th, 2011

(AGI) - Reggio Calabria, 30 set. - A partire da martedi’ 4 ottobre la Struttura polispecialistica dell’A.S.P. di Motta San Giovanni garantira’ l’ambulatorio di Diabetologia. Il Direttore generale dell’ASP 5, Rosanna Squillacioti, ha accolto_ -spiega una nota del comune - l’invito del sindaco di Motta San Giovanni, Paolo Lagana’, ad introdurre un nuovo servizio per far fronte all’esigenza di oltre 300 diabetici del territorio, finora costretti a rivolgersi alle sedi di Melito, Pellaro e Reggio per tenere sotto controllo la patologia. Il nuovo servizio sara’ attivo ogni martedi’ dalle 15.30 alle 18.30. “Si tratta di un’iniziativa particolarmente significativa per la nostra comunita’ - afferma il sindaco Paolo Lagana’ - Il diabete, infatti, e’ un killer silenzioso che colpisce ogni anno tantissimi nostri concittadini. Saremo lieti di poter collaborare ancor di piu’ in futuro con il Poliambulatorio specialistico per attivare campagne di sensibilizzazione incentrate sulla prevenzione (la vera arma per combattere la patologia e le sue insidiose complicanze), coinvolgendo in questo percorso educativo i medici di base che si ringraziano per l’importante attivita’ che svolgono quotidianamente a tutela della cittadinanza”. (AGI) Com/Adv

SANITA’: POLVERINI, NEL LAZIO MEDICI DI BASE IN PRONTO SOCCORSO

Venerdì, Settembre 2nd, 2011

(AGI) - Roma, 2 set. - Un progetto pilota redatto dalla Asl Roma A prevede per la prima volta nel Lazio l’utilizzo dei medici di base in Pronto Soccorso. Il progetto vede l’impiego, sette giorni su sette e 24 ore su 24, di medici di medicina generale presso il Dea (Dipartimento emergenza accettazione) del Policlinico Umberto I di Roma.
Dopo i buoni risultati raggiunti con l’esperienza di Piazza d’Istria, il punto di primo intervento H24 del nuovo Regina Margherita - ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini - prende il via un’importante iniziativa che vede protagonisti i medici di base che andranno a dare un importante supporto al sistema dell’emergenza della nostra Regione. Obiettivo del progetto e’ quello di creare un canale alternativo per la gestione dei codici bianchi e verdi permettendo un utilizzo migliore delle risorse umane per i casi piu’ gravi e urgenti, i codici gialli e rossi.
“Come per l’apertura serale degli ambulatori - ha aggiunto il presidente Polverini - si tratta di una nuova esperienza che testeremo nei prossimi sei mesi per poter essere estesa poi in altri nosocomi della capitale. A breve i medici di medicina generale entreranno in servizio anche presso il Dea del San Giovanni Addolorata”.
Sempre presso la Asl Roma A nei prossimi mesi verranno attivate altre postazioni territoriali fino a coprire tutti e quattro i distretti. (AGI) Rmn/Dib

TRUFFA AD ASL FROSINONE: MEDICI CURAVANO 1.500 PAZIENTI DECEDUTI

Giovedì, Settembre 1st, 2011

(AGI) - Frosinone, 1 set. - Oltre 1.500 persone morte da anni risultavano ancora in cura presso medici di base. La Guardia di Finanza di Frosinone, con l’operazione ‘Lazzaro’, ha smascherato una maxi truffa alla Asl. In pratica, i medici sotto inchiesta incaricato si erano ben guardati dal comunicare l’avvenuta morte dei loro pazienti. Un caso emblematico per tutti e’ quello della signora Rosa, morta da 16 anni, il cui medico di base continuava a percepire il contributo regionale per la prestazione e continuava a prescrivere ricette. L’indagine, portata avanti dal personale del colonnello Salato, durata due anni, ha consentito di portare alla luce la truffa al Servizio sanitario nazionale. Novanta i medici che hanno ricevuto indennita’ per pazienti deceduti; 21 i dirigenti della Asl che dovranno restituire il denaro ingiustamente percepito. Della questione si occupera’ ora la Corte dei Conti di Roma. L’indagine ha permesso di scoprire che 90 medici avrebbero prescritto per 700 volte medicine a persone ormai passate a miglior vita. Inutile dire che queste prescrizioni venivano pagate con denaro pubblico. Le indagini della Guardia di Finanza hanno consentito di scoprire che dagli elenchi dei 500.000 assistiti residenti in provincia di Frosinone, ce ne sono 5.500 fantasma, nel senso che non se conosce l’identita’, per i quali comunque i rispettivi medici curanti continuano a percepire un contributo. (AGI) Fr1/Chi

CALDO: CODACONS, BOOM 118; IN OSPEDALI MANCANO VENTILATORI

Mercoledì, Agosto 24th, 2011

(AGI) - Roma, 24 ago. - Il caldo e l’afa di questi giorni ha prodotto un aumento delle chiamate al 118 e un intasamento dei pronto soccorso delle principali citta’ italiane. Nella gran parte dei casi si tratta di persone anziane che hanno avuto un malore. Per il Codacons e’ l’effetto dello scavalcamento della prima linea del Servizio sanitario nazionale, quella dei medici di famiglia, che, teoricamente, dovrebbero fare da filtro alle chiamate al 118. Filtro “che, evidentemente, non funziona, come l’associazione denuncia da tempo. L’ordinanza anticaldo del ministro della Salute Ferruccio Fazio, infatti, come d’altronde quelle dei suoi predecessori - dichiara il Codacons -, non coinvolge i medici di famiglia che, in caso di passaggio dal livello 2 al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione), non hanno obblighi ne’ di visitare ne’ di telefonare ai loro pazienti a rischio. Anzi, molti medici di base in questo periodo sono in vacanza e i loro sostituti non hanno alcuna istruzione e indicazione su chi devono monitorare con maggior attenzione, dato che i dottori non hanno l’obbligo di compilare le liste dei pazienti a rischio. Le segreterie dei medici, poi, vengono spesso attaccate alle 10 del mattino. Inevitabile, dunque, che in caso di malore siano direttamente coinvolti gli ospedali e i pronto soccorso per chiamate che potrebbero essere evitate se il sistema che sta a monte funzionasse”. “In Italia c’e’ una rete diffusa su tutto il territorio: sono i medici di famiglia, gia’ pagati per esercitare la loro funzione capillarmente. Certo che se in questo periodo sono in ferie, attaccano la segreteria alle 10, non vanno spontaneamente a trovare in casa i loro pazienti piu’ a rischio, non vengono coinvolti e coordinati da comuni e Asl in una task force di emergenza, allora si produce l’intasamento dei pronto soccorso”, ha dichiarato il presidente del Codacons Nord Marco Maria Donzelli. “Rispetto agli ospedali, invece, si segnala che - continua il Codacons - i pazienti sono stati costretti a farsi portare ventilatori da casa. Gli ospedali italiani, infatti, sono spesso vecchi e fatiscenti e, salvo che nei reparti di emergenza, mancano sistemi di ventilazione e aria condizionata. Un inferno per i pazienti ammassati nelle stanze o peggio ancora sulle barelle e nei corridoi. Una ragione in piu’ perche’ i malati meno gravi siano curati a casa”. Il Codacons, ricordando che i ventilatori non devono essere puntati direttamente sulla persona malata, chiede che “in tutti gli ospedali italiani ci sia almeno un ventilatore per ogni stanza”. (AGI) Eli

CALDO: CODACONS, MOBILITARE MEDICI FAMIGLIA PER AIUTARE ANZIANI

Venerdì, Agosto 19th, 2011

(AGI) - Roma, 19 ago. - L’Italia nel prossimo fine settimana sara’ interessata dall’alta pressione africana con temperature molto alte, con picchi sino a 38 gradi. A questo proposito, il Codacons lancia l’allarme anziani, specie al Nord, dove fino ai giorni scorsi ci sono state temperature gradevoli e decisamente poco estive, l’impatto di questa ondata di calore avra’ effetti pericolosi per gli anziani, dato che l’organismo soffrira’ per questo sbalzo improvviso di temperatura. Per questo l’associazione di consumatori chiede che siano coinvolti nel Piano anticaldo anche i medici di famiglia che nell’ordinanza del 14 aprile 2011 del ministro della Salute Fazio non sono nemmeno nominati. E’ indispensabile, infatti, che, in caso di passaggio al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione), i medici di base vadano a visitare i loro pazienti piu’ a rischio, anche se non chiamati. La realta’ e’ che solo poche centinaia di amministrazioni comunali hanno organizzato servizi di assistenza domiciliare, ad esempio attraverso associazioni di volontariato, come previsto dall’ordinanza Fazio. Si tratta, pero’, di una eccezione. Anche questi pochi comuni virtuosi, comunque, non coinvolgono i medici di famiglia. Per questo, da anni, il Codacons chiede che nell’ordinanza, troppo generica e vaga, ci siano obblighi precisi, sia a carico dei comuni che delle asl, in caso di passaggio dal livello 2 al livello 3 e che le anagrafi della fragilita’ non siano uno sterile e matematico elenco della popolazione di eta’ pari o superiore ad anni sessantacinque, ma un elenco fatto dai medici di famiglia con gli anziani effettivamente a rischio per le loro particolari patologie. (AGI)
com com

CALDO: CODACONS, MOBILITARE MEDICI FAMIGLIA PER AIUTARE ANZIANI

Venerdì, Agosto 19th, 2011

(AGI) - Roma, 19 ago. - L’Italia nel prossimo fine settimana sara’ interessata dall’alta pressione africana con temperature molto alte, con picchi sino a 38 gradi. A questo proposito, il Codacons lancia l’allarme anziani, specie al Nord, dove fino ai giorni scorsi ci sono state temperature gradevoli e decisamente poco estive, l’impatto di questa ondata di calore avra’ effetti pericolosi per gli anziani, dato che l’organismo soffrira’ per questo sbalzo improvviso di temperatura. Per questo l’associazione di consumatori chiede che siano coinvolti nel Piano anticaldo anche i medici di famiglia che nell’ordinanza del 14 aprile 2011 del ministro della Salute Fazio non sono nemmeno nominati. E’ indispensabile, infatti, che, in caso di passaggio al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione), i medici di base vadano a visitare i loro pazienti piu’ a rischio, anche se non chiamati. La realta’ e’ che solo poche centinaia di amministrazioni comunali hanno organizzato servizi di assistenza domiciliare, ad esempio attraverso associazioni di volontariato, come previsto dall’ordinanza Fazio. Si tratta, pero’, di una eccezione. Anche questi pochi comuni virtuosi, comunque, non coinvolgono i medici di famiglia. Per questo, da anni, il Codacons chiede che nell’ordinanza, troppo generica e vaga, ci siano obblighi precisi, sia a carico dei comuni che delle asl, in caso di passaggio dal livello 2 al livello 3 e che le anagrafi della fragilita’ non siano uno sterile e matematico elenco della popolazione di eta’ pari o superiore ad anni sessantacinque, ma un elenco fatto dai medici di famiglia con gli anziani effettivamente a rischio per le loro particolari patologie. (AGI) com

SANITA’: PIEMONTE MODULA TICKET DIAGNOSTICA

Venerdì, Luglio 29th, 2011

(AGI) - Torino, 29 lug. - Dal 5 agosto in Piemonte i nuovi ticket sulle prescrizioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali saranno modulati sulla base delle ricette e della tipologia degli esami. Lo ha deciso oggi la Giunta regionale approvando una delibera presentata dal presidente Roberto Cota. Invece della quota fissa di 10 euro verranno applicate tariffe variabili che si sommeranno a quelle gia’ in vigore: ad esempio, su un esame per il quale oggi si paga tra i 10 e 15 euro saranno aggiunti 3 euro, su uno tra 25 e 30 euro se ne aggiungeranno 7,50. “Piuttosto che far scattare un ticket fisso di 10 euro per ogni ricetta come previsto dalla legge dello Stato - commenta il presidente Cota - abbiamo approvato una soluzione di ticket modulare piu’ equa, che fara’ pagare di meno la maggior parte delle prestazioni. Voglio ancora una volta precisare che dal provvedimento non saranno toccate le fasce di popolazione per cui e’ gia’ prevista l’esenzione. I ticket sulle prestazioni sanitarie previsti dalla manovra governativa saranno applicati in Piemonte dal 5 agosto, e cioe’ dopo l’incontro col Governo chiesto dalle Regioni”. Sono esenti dal pagamento dei ticket sulle prestazioni ambulatoriali i bambini sotto i 6 anni, gli ultra65enni con reddito familiare non superiore a 36.151.98 euro, i titolari di pensione sociale e familiari a carico, i titolari di pensione al minimo con piu’ di 60 anni e familiari a carico, i disoccupati e i lavoratori in mobilita’ con un reddito 2010 inferiore a 8.263,31 euro, elevabile a 11.362 in presenza del coniuge e di ulteriori 516 euro per ogni figlio a carico. Entro il 31 dicembre sara’ effettuato un monitoraggio dei risultati ottenuti per valutare gli esiti ed eventuali soluzioni alternative che, a parita’ di gettito finanziario, possano alleggerire il contributo richiesto agli utenti. Tali soluzioni potranno derivare anche dai risultati ottenuti con i recuperi economici che potranno derivare dall’applicazione della riforma sanitaria e del piano di rientro. La Giunta regionale inoltre ha approvato altre due delibere riguardanti il sistema sanitario. La prima riguarda i finanziamenti alle aziende: il volume complessivo delle risorse da destinare al finanziamento del servizio sanitario regionale per il 2011 viene determinato, su proposta del presidente Roberto Cota e dell’assessore Giovanna Quaglia, in 8 miliardi e 26 milioni di euro. Per garantire i livelli di assistenza previsti dalla normativa regionale con le risorse a disposizione ed ottenere l’equilibrio di bilancio, le aziende sanitarie dovranno individuare le necessarie azioni di riorganizzazione. La seconda delibera, invece, riguarda le liste d’attesa: le aziende sanitarie dovranno rispettare una serie di principi e criteri per l’erogazione delle prestazioni e per la gestione delle liste d’attesa. In particolare, viene data ancora piu’ importanza al corretto utilizzo dei codici di priorita’ inseriti dai medici di base e specialisti nella ricetta di richiesta di esami e si stimolano le aziende stesse a mettere in pratica ogni iniziativa utile per la riduzione delle liste, compreso il maggiore utilizzo delle strumentazioni disponibili. Ogni azienda sanitaria dovra’ ora predisporre un programma attuativo che applichi queste disposizioni. (AGI)
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RU 486: AVVENIRE, SI VUOLE ARRIVARE ALL’ABORTO A DOMICILIO

Venerdì, Luglio 29th, 2011

(AGI) - CdV, 29 lug. - “Il vero obiettivo politico e’ l’aborto a domicilio, il tragico fai-da-te nel bagno di casa, che si trasforma da piaga sociale a personalissimo atto medico e che toglie agli ospedali la ‘fastidiosa’ incombenza di impiegare medici per interrompere gravidanze”. Lo scrive Avvenire in merito alla contestata delibera della regione Umbria sulla somministrazione della Ru 486 in regime di day hospital. “La mortalita’ da aborto farmacologico e’ maggiore di quella chirurgica e gli effetti collaterali e le complicanze con la Ru486 sono piu’ numerosi e pesanti di quelli con le procedure usuali, e per questo si consiglia il ricovero ordinario”, ricorda la professoressa Assuntina Morresi, ordinario di chimica all’universita’ di Milano e membro del Comitato nazionale di bioetica che critica l’ostinazione di chi “vuole comunque introdurre il day hospital”. “In Francia, dove la Ru486 si puo’ prendere presso medici di base convenzionati, si e’ proposto - rileva - di farla dispensare anche alle ostetriche. E poi, tutte a casa, da sole. E se tante donne non tornano ai controlli, pazienza. E se poi altre ne muoiono, basta non parlarne”. “Una pillola - commenta la professoressa Morrese - e l’aborto non c’e’ piu’, perche’ e’ sparito dalla vista e da ultimo scomparira’ anche la parola, sempre piu’ sostituita dall’espressione ‘contraccezione di emergenza’ o ‘post-concezionale’, quella categoria di prodotti chimici che possono impedire l’annidamento dell’embrione in utero. Rimarra’ solamente nell’esperienza personale delle donne”. “Allora - conclude - si potranno pure modificare in senso restrittivo le leggi, perche’ non serviranno piu’: con l’inganno dell’aborto camuffato da contraccezione, basta la farmacia. Una china pericolosa, gia’ iniziata, di cui si indovina tutto il percorso, verso l?obiettivo finale: consentire la soppressione di vite umane e al tempo stesso cancellarne ogni traccia visibile. Compresa la stessa parola”. (AGI) siz

CALDO: CODACONS, PIANO MINISTERO?FAZIO NON HA LETTO SUA ORDINANZA

Mercoledì, Luglio 13th, 2011

(AGI) - Roma, 13 lug. - Il ministro della Salute Ferruccio Fazio, nel corso del question time alla Camera, “ha difeso il programma per prevenire i rischi sulla salute dalle ondate di calore, sostenendo che sono stati individuati centri di riferimento locali col compito di garantire la diffusione dell’allarme relativo alle ondate di calore alla rete che ha in carico i soggetti fragili, come medici di medicina generale, ospedali, case di riposo per anziani, residenze socio-assistenziali, 118 e associazioni di volontariato”. Tutto questo secondo il Codacons non e’ corretto: “Il ministro non ha letto la sua ordinanza, dato che i medici di medicina generale, nell’ordinanza del 14 aprile 2011, pubblicata sulla gazzetta ufficiale del 18 maggio 2011, non sono stati nemmeno nominati. Il fatto che non l’abbia letta e’ possibile, dato che l’ordinanza ricalca parola per parola, virgola per virgola, l’ordinanza Turco dell’8 maggio 2007, gia’ dimostratasi un fallimento”. Il Codacons chiede, quindi, al ministro Fazio di sapere “in base a quale circolare, ordinanza o legge, una volta passati dal livello 2 (rischi per la salute delle persone piu’ fragili e anziane) al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione), i medici di base sono tenuti ad andare a visitare i loro pazienti piu’ a rischio. Oppure, se non questo, quale sia il reale coinvolgimento dei medici di famiglia”. Il Codacons chiede, inoltre, “come mai nell’ordinanza del 14 aprile 2011 si parla ancora di un inutile e sterile elenco “della popolazione residente di eta’ pari o superiore ad anni sessantacinque, iscritti nelle anagrafi della popolazione residente” e non invece degli anziani che effettivamente soffrono di patologie particolari, ossia dei soggetti realmente fragili”. (AGI) Pgi

SANITA’: SOTTOSEGRETARIO GENTILE, 4 MLD PER CURE INAPPROPRIATE

Mercoledì, Luglio 13th, 2011

(AGI) - Catanzaro, 13 lug. - “Almeno 4 miliardi di euro l’anno vengono spesi in Italia per cure inappropriate, da esami clinici e radiologici, a diagnosi errate: e’ una cifra enorme che, anche se fosse ridotta della meta’, consentirebbe al nostro Paese di impiegare due miliardi annui per la ricerca e l’infrastrutturazione nella sanita’”. Lo afferma il sottosegretario all’Economia, il senatore Antonio Gentile, che aggiunge: “E’ un argomento sul quale sono intervenuto per la prima volta il 2004 e che ha registrato interventi prestigiosi di adesione, dal professore Silvio Garattini al professore Giorgio Nardone - dice Gentile - e che oggi ripropongo all’esame di maggioranza ed opposizione e delle categorie professionali per generare una discussione condivisa che innanzitutto punti a rendere visibile il problema”.
Tra i dati evidenziati dal sottosegretario, “almeno 400 milioni annui vengono spesi per accessi ai pronto soccorsi di soggetti recidivi che lamentano sintomatologie cardiovascolari inesistenti: anche in questi casi i medici sono naturalmente obbligati a verificare che non vi siano ischemie in atto, ma si moltiplicano i costi”. Tra le branche mediche dove si concentrano le spese, il sottosegretario elenca “radiologia, neuroradiologia, laboratorio analisi, e la spesa farmaceutica. Tac e Rmn continuano a registrare domande che rappresentano una sproporzione enorme rispetto alle reali necessita’ - afferma Gentile - e spesso la buona volonta’ dei medici di base non basta ad agire da deterrente”. Gentile precisa di “nutrire profonda stima nella categoria dei medici, spesso costretta a lavorare in condizioni di stress esorbitante, ma e’ doveroso fare precisazioni di carattere produttivo, che mi auguro diventino motivo di spunto riflessivo, fuori da ogni volonta’ di polemica”. Il sottosegretario parla di “novita’ interessanti che arrivano dalia medicina mondiale e che sono in grado di produrre benessere, innanzitutto, e una classificazione nosografica diversa delle patologie: dalla deospedalizzazione per diverse forme tumorali non aggressive, alle tecniche chirurgiche non invasive, alle novita’ annunciate dal professore Jim Van Os, membro della task force del nuovo Dsm, che ha illustrato come siano sempre piu frequenti forme subcliniche di patologie (anche psicotiche) che non raggiungono livelli di patologia. Nel mio discorso al centro c’e’ il paziente - aggiunge Gentile - perche’ so benissimo che anche chi ricorre ripetutamente e senza motivo alle cure mediche ha un problema. Approfondire questa tematica insieme - conclude il sottosegretario - ci consentira’ di migliorare la qualita’ della vita degli italiani e di destinare preziosi risorse ad altre emergenze, sempre nell’ambito della sanita’”. (AGI) Com/Adv

CALDO: CODACONS, ORDINANZA FAZIO NON COINVOLGE MEDICI FAMIGLIA

Venerdì, Luglio 8th, 2011

(AGI) - Roma, 8 lug. - Ecco allora i punti dolenti - secondo il Codacons - rispetto a quanto non scritto nell’ordinanza:
“Quando si passa dal livello 2 (rischi per la salute delle persone piu’ fragili e anziane) al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione) nessuno e’ obbligato a fare niente (ad esempio nessuno e’ tenuto ad andare a visitare gli anziani piu’ a rischio).Nessun obbligo da parte dei Comuni e delle Asl di avvisare i medici di famiglia del passaggio dal livello 2 al livello 3. Nessun coinvolgimento a nessun titolo dei medici di base, che nell’ordinanza non sono nemmeno citati.
Da qui la proposta per coinvolgere i medici di famiglia:
Far preparare loro le liste dei pazienti a rischio.
In caso di passaggio al livello 3, visitare i pazienti piu’ a rischio, anche se non chiamati. Non attaccare le segreterie telefoniche e visitare in giornata anche chi chiama dopo le 10 del mattino . In caso di ferie dare ai loro sostituti l’elenco dei pazienti a rischio da visitare a domicilio”. (AGI) Bru

RIFIUTI: CONSULENTE PM NAPOLI, C’E’ RISCHIO SALUTE

Domenica, Giugno 26th, 2011

(AGI) - Napoli, 26 giu. - Il rischio per la salute dei cittadini nell’attuale situazione della raccolta rifiuti nel napoletano c’e', “soprattutto relativamente ai roghi. Da tecnico mi sento di dire che c’e’ un pericolo reale per la salute dei cittadini”. A dirlo all’Agi Maria Triassi, direttore della Cattedra di igiene dell’Ateneo Federico II e consulente dei Pm napoletani che hanno aperto, sulla base anche di una sua relazione di 7 pagine, un fascicolo di indagine in merito proprio alla tutela della salute dei cittadini. La Triassi spiega che alla costruzione della sua relazione hanno contribuito “report dei medici di base che hanno avuto modo di constatare peggioramenti nella condizione di salute degli asmatici e di chi ha problemi per patologie che interessano le vie respiratorie”. “Non c’e’ da perdere tempo - aggiunge - occorre togliere la spazzatura dalle strade, anche in relazione all’altra allerta sanitaria, quella legata al proliferare di topi e blatte che possono creare rischi per patologie infettive, ma su questo non ho un dato tecnico”. I magistrati, conclude, “mi hanno chiesto un lavoro, loro poi sanno come utilizzarlo”. (AGI) Lil/Laz