(AGI) - Napoli, 21 dic. - Un unico slogan: denuncia. Questo l’appello lanciato dagli operatori commerciali della Pignasecca, cuore del centro storico di Napoli, una vera ribellione al pizzo durante la passeggiata promossa dalla Federazione Antiracket Italiana. Sulle note dell’Inno di Mameli, musicato dalla Banda Musicale della Polizia di Stato, si e’ svolta anche quest’anno l’iniziativa il cui obiettivo e’ quello di “manifestare la vicinanza dello Stato ai commercianti di Napoli, vittime del racket per incoraggiarli a non cedere al pizzo”, come ha spiegato il questore di Napoli, Luigi Merolla. La passeggiata, cui hanno preso parte tra gli altri Tano Grasso, presidente della Fai, la coordinatrice delle Associazioni Italiane, Silvana Fucito, e’ partita alle 16 da via Monteoliveto, nelle vicinanze del “Bar Seccia” (attivita’ colpita dal racket, a cui il titolare si era ribellato denunciando e facendo arrestare gli autori del raid incendiario, avvenuto nel 2001) per concludersi in piazzetta Pignasecca. “Ancora una volta - ha aggiunto il questore - la Polizia di Stato ha rinnovato la sua azione, forte, di vicinanza ai commercianti che decidono di sottrarsi alla piaga del pizzo, imposto dalle organizzazioni criminali”. “Quello del racket e’ anche un impegno verso una problematica di ordine sociale, culturale ed economica - ha chiarito Luigi Merolla - per intraprendere ulteriori strategie per fronteggiare questo fenomeno: una malattia contro cui e’ necessario trovare un vaccino per debellarla ed evitare cosi’ che diventi una patologia endemica”. Tano Grasso ha sostenuto che “serve tutto cio’ che facciamo per rafforzare la fiducia nelle forze dell’ordine e nelle associazioni antiracket. La collaborazione degli operatori economici da maggiore fiducia e fa ottenere ancora piu’ fiducia da parte di tutti”.
“Quando denunciai il racket ero solo - ha ricordato Antonio Seccia, titolare dell’omonimo bar di via Monteoliveto - ora con me ci sono oltre 200 negozianti che intendono ripulire la Pignasecca dal pizzo, far rinascere questa antica e popolare zona della citta’. Oggi c’e’ voglia di investire, ma prima di tutto c’e’ la consapevolezza che denunciare e la cosa migliore da fare. Lavorare dalle 6 del mattino fino a tarda sera, ogni giorno dell’anno, non ammette la condizione di essere costretti a pagare chi fa del male”. Tra i presenti il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, Nino Daniele, ex sindaco di Ercolano, comune che ha vinto la sua battaglia contro il racket, presidente dell’Osservatorio sulla camorra. L’iniziativa e’ stata ripresa da una troupe della Kbs, televisione pubblica della Corea del Sud, in Italia per un reportage sulla crisi economica del nostro Paese. (AGI) Na3/Gav