(AGI) - Roma, 30 mar. - Milano come Napoli: occorrono anche cinque mesi per un’ecografia o per una visita oculistica. A Roma il Cup (Centri unici di prenotazione) propone di percorrere 160 chilometri per fare un’ecografia. A quattro anni dall’ultima inchiesta di Altroconsumo, l’associazione indipendente di consumatori e’ tornata a verificare i tempi delle liste d’attesa per una visita specialistica o un esame presso 51 strutture, pubbliche, private o convenzionate di Milano, Napoli, Roma e Torino. Questi i risultati: tempi in media ancora troppo lunghi per prenotare un esame diagnostico come la gastroscopia o l’ecografia all’addome o una visita specialistica come quella oculistica o ortopedica nelle strutture sanitarie.
Nessuna delle quattro grandi citta’ considerate, tranne Roma per la visita oculistica, e’ in grado di rispettare il limite massimo dei 30 giorni, non brevissimo, stabilito dagli standard concordati tra ministero della Salute e Regioni tre anni fa. L’indagine, con i risultati in dettaglio, struttura per struttura, sara’ pubblicata sul bimestrale dell’associazione, Salutest, nel numero di aprile.
Nonostante la riduzione dei tempi d’attesa sia stata una priorita’ della sanita’ pubblica, in questi quattro ultimi anni le code non si sono accorciate, i tempi medi sono rimasti sostanzialmente invariati e il cittadino e’ ancora costretto a pagare di piu’ per poter usufruire del servizio in tempi ragionevoli. Vi sono state delle misure per cercare di migliorare l’efficienza del servizio.
L’adozione dei Cup e’ importante per facilitare l’accesso alle strutture pubbliche. Dove e’ in funzione, come a Milano, e’ possibile realizzare una gastroscopia dopo un solo giorno d’attesa; a Torino una visita ortopedica puo’ essere fatta in un giorno. La loro presenza dovrebbe essere capillare, nella gran parte delle citta’ italiane; al contrario, non sono ancora presenti in tutte le Regioni. Ad esempio, e’ ancora assente a Napoli; a Torino funziona solo per alcune Asl, a Roma ha competenza su tutto il Lazio, con il paradosso di poter trovare in tempi ragionevoli la possibilita’ di realizzare la visita o l’esame a molti chilometri di distanza, in un’altra provincia rispetto a quella dove si abita. Altroconsumo propone alcune soluzioni per migliorare l’efficienza del servizio razionalizzando la domanda di prestazioni: diversificare l’attesa in base all’urgenza, come gia’ avviene in Lombardia; applicare il criterio dell’appropriatezza: i medici devono prescrivere solo le prestazioni veramente necessarie. Per l’associazione e’ basilare continuare a monitorare i tempi di attesa per individuare le prestazioni piu’ a rischio e rimodulare le soluzioni nel tempo. (AGI)