Archivio per il Marzo, 2005

LATTE INQUINATO: LAZIO, ASSESSORATO SANITA’ CONVOCA RIUNIONE

Giovedì, Marzo 31st, 2005

(AGI) - Roma, 31 mar. - L’assessorato alla Sanita’ della Regione Lazio ha convocato per domani mattina una riunione urgente per esaminare il problema dell’inquinamento del latte che si e’ verificato in undici aziende zootecniche nelle zone di Gavignano e Segni. All’incontro sono stati invitati il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanita’, l’Arpa Lazio, le Asl competenti per territorio, Roma G e Frosinone, le direzione dell’Agricoltura e dell’Ambiente della Regione. All’ordine del giorno, la costituzione di una task force per l’accertamento delle cause dell’inquinamento, l’individuazione del veicolo della contaminazione, la definizione delle modalita’ di distruzione del latte, che verra’ effettuato dalla Asl competenti del territorio e delle modalita’ di risarcimento dei danni provocati alle aziende colpite. (AGI)

STAMINALI: EUROSTEMCELL, DA EMBRIONALI SPERANZA CURA MALATTIE

Giovedì, Marzo 31st, 2005

(AGI) - Roma, 31 mar. - “Il meeting internazionale e’ un’occasione straordinaria di confronto e studio sulla ricerca e sperimentazione tanto delle cellule staminali embrionali che adulte - aggiunge Elena Cattaneo -. E questo per non precludersi nessuna strada nella lotta alle malattie oggi incurabili: se la scienza non fa promesse, puo’ pero’ dare una speranza di cura”. Che puo’ venire dalle staminali embrionali? “Certamente - risponde - dalle embrionali possiamo ricavare modelli di patologie inserendo il gene malato e cosi’ capire meglio la malattia e studiare nuovi farmaci”.
Le embrionali sono cellule totipotenti, si manipolano con facilita’, si propagano in modo omogeneo e poi si differenziano. “Proprio per la qualita’ di propagarsi in modo omogeneo - precisa la professoressa Cattaneo - consentono la coltura indispensabile ad individuare nuovi ed piu’ efficaci farmaci: e questa possibilita’ e’ enorme e straordinaria, molto piu’ promettente dei trapianti”. Ossia della terapia genica. “La strada della terapia genica, del trapianto di staminali embrionali e’ ancora lunga e comunque non va preclusa - nota la studiosa, da tempo impegnata a far ricerca sulla corea di Huntington - e scartata a priori solo per questioni morali”.
Se ancora si e’ lontani dal poter riparare tessuti complessi come il cervello, per altri tessuti piu’ semplici, come muscoli e sangue, invece si e’ piu’ vicini. Ad esempio il biologo Giulio Cossu del San Raffaele di Milano, studioso ed esperto di cellule ‘mesoangioplasti’ ha avviato con ottimi risultati il trapianto di tali cellule negli animali per la cura della distrofia muscolare.
“Per ora riparare il circuito cerebrale lesionato - osserva Cattaneo - come per Parkinson, Alzheimer o Sla mediante il trapianto delle staminali embrionali e’ un traguardo, una prospettiva: forse e’ con l’individuazione di nuovi farmaci che arriveremo prima”. Se questo vale per il cervello, non vale per altri tessuti e altri organi. “Riparare i tessuti dei muscoli (un cuore infartuato) e’ ormai vicino - continua Elena Cattaneo - come e’ dei giorni nostri la cura delle leucemie e del diabete”. Dunque, ricerca e sperimentazione delle staminali embrionali vanno fatte e questo nulla toglie agli studi sulle staminali adulte. “Lo scienziato e’ tale per non precludersi mai nessuna strada - conclude Cattaneo - per capire e curare la malattia: se si schiera non e’ piu’ scienziato e ricercatore”.

ADOLESCENZA: UN CONVEGNO ORGANIZZATO DAL CONSIGLIO REGIONALE

Mercoledì, Marzo 30th, 2005

(AGI) - Reggio Calabria, 30 mar. - “Adolescenza: Rischi ed Opportunita’” e’ il tema del convegno-studio organizzato per sabato 2 aprile nella “Sala Cardinale Portanova” del Consiglio Regionale della Calabria dal dipartimento materno-infantile dell’Asl 11 di Reggio Calabria, diretto da Antonino Quartuccio, nell’ambito delle proprie attivita’ di prevenzione del disagio giovanile.
“Il convegno e’ indirizzato - ricorda una nota - a tutti gli operatori del pubblico e del privato che a vario titolo si occupano di problematiche dell’adolescenza. Accreditato Ecm, rientra nelle attivita’ dei progetti di prevenzione programmante dalla Regione Calabria e dal Ministero della Salute. Verranno presentate e commentate, esperienze cliniche e di ricerca ed anche informazioni sui fenomeni piu’ diffusi di disagio adolescenziale con particolare riferimento alle manifestazioni patologiche a livello relazionale e comportamentale che si esplicitano nelle psicosi e/o nei disturbi alimentari, nelle “dipendenze”, nel maltrattamento e nell’abuso sessuale. Il disagio adolescenziale - conclude il comunicato - e’ oggi un’emergenza socio-sanitaria, la rilevazione precoce nei preadolescenti di segni premonitori e’ indispensabile per distinguere casi di disagio con quelli a rischio di disturbo psichiatrico per intervenire adeguatamente. Le relazioni trattate da cimici e professionisti di grande esperienza in materia, saranno articolate in modo da essere colte pienamente anche da un uditorio non specializzato”. (AGI)

RAI RADIO3 SCIENZA: FARE GLI SCIENZIATI EUROPEI

Mercoledì, Marzo 30th, 2005

(AGI) - Roma, 30 mar. - Maastricht, Patto di stabilita’, Costituzione europea. E adesso e’ la volta dei ricercatori. Qualche giorno fa la Commissione europea ha elencato diritti, doveri e opportunita’ di chi in Europa fa scienza. Opera di burocrati senza contatto con la realta’, o un passo ulteriore verso una scienza europea? Se ne parlera’ domani a Radio3 Scienza, che tra l’altro si occupera’ della storia di Nikolaj Lobacevskij, il matematico russo che ando’ oltre Euclide.
Al dibattito, condotto da Rossella Castelnuovo, interverranno: Renato Betti, autore di “Lobacevskij. L’invenzione delle geometrie euclidee” (Bruno Mondadori); Stefano Vella, direttore del dipartimento del farmaco dell’Istituto superiore di Sanita’; Isabella Saggio, docente di Terapia genica all’Universita’ La Sapienza di Roma. (AGI)

SANITA’: ALTROCONSUMO, 4-5 MESI ATTESA PER UN’ECOGRAFIA

Mercoledì, Marzo 30th, 2005

(AGI) - Roma, 30 mar. - Milano come Napoli: occorrono anche cinque mesi per un’ecografia o per una visita oculistica. A Roma il Cup (Centri unici di prenotazione) propone di percorrere 160 chilometri per fare un’ecografia. A quattro anni dall’ultima inchiesta di Altroconsumo, l’associazione indipendente di consumatori e’ tornata a verificare i tempi delle liste d’attesa per una visita specialistica o un esame presso 51 strutture, pubbliche, private o convenzionate di Milano, Napoli, Roma e Torino. Questi i risultati: tempi in media ancora troppo lunghi per prenotare un esame diagnostico come la gastroscopia o l’ecografia all’addome o una visita specialistica come quella oculistica o ortopedica nelle strutture sanitarie.
Nessuna delle quattro grandi citta’ considerate, tranne Roma per la visita oculistica, e’ in grado di rispettare il limite massimo dei 30 giorni, non brevissimo, stabilito dagli standard concordati tra ministero della Salute e Regioni tre anni fa. L’indagine, con i risultati in dettaglio, struttura per struttura, sara’ pubblicata sul bimestrale dell’associazione, Salutest, nel numero di aprile.
Nonostante la riduzione dei tempi d’attesa sia stata una priorita’ della sanita’ pubblica, in questi quattro ultimi anni le code non si sono accorciate, i tempi medi sono rimasti sostanzialmente invariati e il cittadino e’ ancora costretto a pagare di piu’ per poter usufruire del servizio in tempi ragionevoli. Vi sono state delle misure per cercare di migliorare l’efficienza del servizio.
L’adozione dei Cup e’ importante per facilitare l’accesso alle strutture pubbliche. Dove e’ in funzione, come a Milano, e’ possibile realizzare una gastroscopia dopo un solo giorno d’attesa; a Torino una visita ortopedica puo’ essere fatta in un giorno. La loro presenza dovrebbe essere capillare, nella gran parte delle citta’ italiane; al contrario, non sono ancora presenti in tutte le Regioni. Ad esempio, e’ ancora assente a Napoli; a Torino funziona solo per alcune Asl, a Roma ha competenza su tutto il Lazio, con il paradosso di poter trovare in tempi ragionevoli la possibilita’ di realizzare la visita o l’esame a molti chilometri di distanza, in un’altra provincia rispetto a quella dove si abita. Altroconsumo propone alcune soluzioni per migliorare l’efficienza del servizio razionalizzando la domanda di prestazioni: diversificare l’attesa in base all’urgenza, come gia’ avviene in Lombardia; applicare il criterio dell’appropriatezza: i medici devono prescrivere solo le prestazioni veramente necessarie. Per l’associazione e’ basilare continuare a monitorare i tempi di attesa per individuare le prestazioni piu’ a rischio e rimodulare le soluzioni nel tempo. (AGI)

SANITA’: A PESCARA IN FUNZIONE NUOVA TAC MULTISTRATO

Mercoledì, Marzo 30th, 2005

(AGI) - Pescara 30 mar. - In brevissimo tempo e’ in grado di eseguire approfonditi esami diagnostici. Si tratta della nuova Tac multistrato ad altissime prestazioni in funzione da oggi presso l’ospedale civile Santo Spirito di Pescara. Il macchinario e’ stato inaugurato questa mattina alla presenza del manager della Asl, Angelo Cordone, e del responsabile del reparto di Radiologia, il prof. Paolo Toppetti. Il nuovo tomografo (prodotto dalla Siemens modello Sensation 16 speed 4 D) e’ uno strumento ultramoderno di ricerca con il quale e’ possibile realizzare gli esami diagnostici in tempi ridottissimi - si parla di minuti secondi - ed e’ particolarmente utile quando al pronto soccorso arrivano traumatizzati gravi per incidenti stradali o sul lavoro. Inoltre e’ utile nei casi di patologie cardiache, quali l’infarto.
Il macchinario tomografo con il nuovo tubo radiogeno chiamato ‘Stratos’ permette qualunque tipo di esame senza alcuna interruzione. In particolare il ‘Sensation 16′ puo’ completare un esame dell’addome in 11 secondi. E’ in grado di individuare automaticamente noduli del polmone, valutarli quantitativamente per dimensione volume e posizione, poi ricostruirlo in 3D. Il tubo radiogeno e’ di nuova concezione, il risultato e’ che si possono ottenere rotazioni di 0,37 secondi e virtualmente con capacita’ illimitata di copertura. Data l’alta velocita’ di rotazione si possono effettuare esami del cuore oltre ad esami angio CT con particolare riferimento alla visualizzazione delle arterie coronarie.
Infine la vecchia tac sara’ donata all’ospedale Policlinico di N’Djamena (Ciad), in via di realizzazione. Questa iniziativa dei padri Gesuti in Africa prevede anche l’istituzione di un distaccamento della facolta’ di medicina dell’universita’ di Milano e una Scuola per Infermieri.
“Questo macchinario - ha detto il manager Cordone - e’ a tecnologia molto avanzata. Oltre ad assicurare la nitidezza delle immagini consente anche la visualizzazione dei tessuti molli. La vecchia tac - ha aggiunto - sara’ donata alla missione dei padri gesuiti in Africa per testimoniare il nostro spirito che va verso l’innovazione, ma che guarda con grande attenzione al sociale. In futuro abbiamo l’intenzione anche di sottoscrivere un protocollo d’intesa con le popolazioni albanesi riguardante la cura dell’anemia mediterranea”.
“Questo macchinario - ha spiegato il prof. Toppetti - consente di vedere anche le cose piu’ piccole. Inoltre la sua velocita’ permette di esaminare piu’ pazienti e poi rende possibile lo studio delle arterie coronarie”. (AGI)

ALIMENTARE: CIA, FIORENTINA CON L’ESTATE TORNA SULLA TAVOLA

Mercoledì, Marzo 30th, 2005

(AGI) - Roma, 30 mar. - Con l’estate ritorna sulle tavole la “fiorentina”. Lo annuncia la Confederazione italiana agricoltori (Cia), che annuncia che fin dal prossimo luglio “gli italiani potranno tornare a mangiare questo prelibato prodotto. I test sulla Bse sono soddisfacenti e confermano la salubrita’ e la qualita’ dei nostri allevamenti. Ormai ci sono validi presupposti per eliminare il divieto.E’ necessario, pero’, un deciso impegno del governo italiano nei confronti dell’Ue”. Secondo la Cia, “e’ praticamente rientrata l’emergenza per la Bse che aveva provocato la messa al bando della “fiorentina”. Ora il suo divieto, quindi, appare superato.
D’altra parte, gli ultimi dati forniti dal ministero della Salute sui test di analisi per verificare la presenza del morbo dell’encefalopatia spongiforme bovina negli allevamenti italiani risultato largamente soddisfacenti”. Dal primo gennaio ad oggi sono stati effettuati circa tre milioni di controlli e i casi accertati di Bse sono stati finora 126, di cui 50 nel 2001, 36 nel 2002 e 31 nel 2003. Casi che nel 2004 e nel 2005 sono divenuti irrilevanti. Questi dati -afferma la Cia- dimostrano chiaramente che i nostri allevamenti sono garanti della qualita’ e della salubrita’ delle loro produzioni. Numeri, dunque, che dovrebbero dare al piu’ presto il via libera al ritorno della “fiorentina”. Per tale motivo la Confederazione italiana agricoltori chiede “ai ministri competenti e al nostro governo nel suo complesso un forte impegno nei confronti dell’Unione europea affinche’ sancisca entro poche settimane la fine del blocco di questo prodotto”. A tal proposito la Cia ricorda “la tenace e costante azione svolta in questi anni dagli allevatori italiani per sviluppare sempre di piu’ la qualita’, garantendo una sicura e sana alimentazione. Ed e’ proprio la “fiorentina” che testimonia la qualita’ della carne italiana”. L’appuntamento, pertanto, e’ a luglio e gia’ si preannunciano grandi manifestazioni ed iniziative per celebrare questo atteso ritorno.(AGI)

MUCCA PAZZA: NEL 2005 EFFETTUATI 171.128 TEST

Mercoledì, Marzo 30th, 2005

(AGI) - Roma, 30 mar. - Sono stati 171.128 i test anti prione effettuati dal primo gennaio ad oggi. Altri 2 campioni, informa una nota del Ministero della Salute, sono stati sottoposti al test e si e’ in attesa del responso finale (disponibile nell’arco di 48 ore). Complessivamente, dal 1 gennaio 2001, da quando il controllo e’ diventato obbligatorio, sono state effettuate 2.956.120 analisi per verificare la presenza del cosiddetto morbo della “mucca pazza”, a cui aggiungere altre 1.466 effettuate nel 2000.
Le analisi hanno rivelato finora 126 casi di encefalopatia spongiforme bovina in Italia, di cui 50 individuati nel 2001, 36 nel 2002, 31 nel 2003, 7 nel 2004 e 2 nel 2005.
Tutte le informazioni sulla Bse sono disponibili alle pagine web del portale www.ministerosalute.it dedicate alla sicurezza alimentare.(AGI)

ANGOLA: MUORE PEDIATRA ITALIANA DI “MEDICI CON L’AFRICA”

Giovedì, Marzo 24th, 2005

(AGI) - Padova, 24 mar. - Una pediatra italiana che da 11 anni operava in Africa, Maria Bonino, e’ morta oggi a Luanda, capitale dell’Angola, per Febbre di Marburg, il virus che ha causato finora piu’ di 90 vittime, soprattutto bambini. La dottoressa, che prestava la sua opera nella pediatria dell’ospedale provinciale di Uige, era una volontaria di Medici con l’Africa Cuamm. “La dottoressa Bonino ha pagato con la vita il servizio prestato con umilta’ e determinazione alle popolazioni della provincia di Uige che versano in uno stato di drammatica crisi in seguito all’aggravarsi dell’epidemia di febbre di Marburg che ha colpito la regione e la cui causa, rimasta a lungo sconosciuta, e’ stata identificata solo negli ultimi giorni - si legge nella nota. - In servizio presso il reparto di pediatria dell’ospedale di Uige, ha cominciato a manifestare gravi sintomi di malattia da sabato 19 marzo. Il decorso continuamente monitorato si e’ improvvisamente aggravato nella notte di mercoledi’ 23. Altri 21 operatori di Medici con l’Africa Cuamm, organizzazione non governativa di ambito sanitario presente da 50 anni in Africa e attiva dal 1997 nella regione, sono presenti nelle zone colpite dall’epidemia. Con la collaborazione dell’Unita’ di crisi del Ministero degli Esteri e secondo indicazioni del Ministero della Salute, si stanno assumendo i provvedimenti necessari alla tutela della salute degli operatori.
“L’epidemia da febbre di Marburg ha finora causato piu’ di 90 vittime, in prevalenza bambini. La malattia, che secondo un’indagine retrospettiva risale, con casi sporadici e discontinui, all’inizio di novembre 2004, sta severamente impegnando il sistema sanitario locale. Allo stato attuale, l’emergenza appare tutt’altro che risolta. Destano gravi preoccupazioni l’alta letalita’ e il coinvolgimento di personale sanitario”.
“Il mio pensiero - dichiara don Luigi Mazzucato, direttore di Medici con l’Africa Cuamm - e’ in questo momento per Maria, che e’ rimasta a prestare servizio ai bambini di Uige fino a quando la malattia non l’ha gravemente colpita. Siamo tutti vicini ai familiari di Maria e ai nostri volontari che ancora si trovano a dover gestire questa grave emergenza. Confermiamo la prosecuzione degli impegni in Angola a favore delle popolazioni locali”. (AGI)

SANITA’: GHIGO,SODDISFAZIONE PER CONVENZIONE MEDICINA GENERALE

Giovedì, Marzo 24th, 2005

(AGI) - Roma, 24 mar. - Esprime “soddisfazione” il Presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, per il via libera che la Conferenza Stato-Regioni ha dato ieri alla nuova convenzione dei medici di medicina generale nell’ambito dell’accordo raggiunto sul riparto del fondo sanitario nazionale relativo al 2005.
“Si tratta - ha dichiarato Enzo Ghigo - del termine di un percorso di collaborazione istituzionale che ha coinvolto fortemente le Regioni ed il Governo. Un lavoro che grazie all’azione del Comitato di Settore, presieduto dall’Assessore Romano Colozzi, della SISAC (Struttura interregionale sanitari convenzionati) e al supporto che il Ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia, ha consentito di superare le normali difficolta’ che accompagnano il rinnovo degli accordi collettivi”.
“E’ un accordo molto importante - ha affermato ancora Ghigo - anche perche’ a fronte di un quadro di risorse limitate del Servizio Sanitario Nazionale riprogetta, anche se parzialmente, il sistema delle cure primarie garantite dai medici di base.
La figura del medico di base rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la Regione nell’ambito della programmazione sanitaria: una sorta di front office della prevenzione”.
Per Ghigo, “la nuova convenzione puo’ rappresentare il primo passo verso un sistema di cure primarie integrato a partire dal primo intervento, riservando all’ospedale il ruolo che gli compete, ovvero l’azione per le patologie che comportano un ricovero. L’auspicio - ha quindi concluso Ghigo - e’ che si arrivi ad una convenzione con il singolo medico che sia in grado di valorizzare e promuovere il rapporto fiduciario medico/paziente”.(AGI)

CGIL: EPIFANI, QUANDO LASCERA’ TORNERA’ A INSEGNARE STORIA

Giovedì, Marzo 24th, 2005

(AGI) - Roma, 24 mar. - Si e’ svincolato dall’ombra di Sergio Cofferati, ha saputo vincere la sfida di “governare il riflusso”, ha ricucito i rapporti con Cisl e Uil, ha guadagnato i rispetto degli avversari. Un bilancio positivo quello che Guglielmo Epifani traccia della sua segreteria dalle colonne dell’Espresso, nell’”intervista sentimentale” in cui dipinge anche il quadro della sua personalita’. Lo studente che si sentiva “condannato alla serieta’”, che non conosceva “i tempi dell’evasione”, che assiste vecchi e bambini, lascia la facolta’ di medicina, consigliata dal padre, per quella di filosofia e abbraccia il partito socialista seguendo “l’idea di liberta’”. Poi l’uomo che crede nell’Amore, ha la passione della poesia e dell’enologia e vorrebbe essere ricordato come la persona “che ha fatto le scelte giuste per i lavoratori e per il paese”. Sui temi politici attuali, Epifani riferisce che votera’ si’ al referundum sulla fecondazione assistita e ribadisce la sua contrarieta’ alla guerra in Iraq, ma rivela di vivere “con il cuore sospeso” per un nipote che ama moltissimo e che e’ tenente nel contingente italiano a Nassirya. Infine, il futuro: mai sindaco, mai ministro (”due mestieri troppo simili a quelli di sindacalista”). Quando lascera’ la Cgil, Epifani tornera’ a fare l’insegnante di storia. (AGI)

SANGUE, GRANDE BISOGNO MA TANTI I LIMITI, GIUSTI, PER DONARLO

Giovedì, Marzo 24th, 2005

(AGI) - Roma, 24 mar. - Donare il sangue, perche’ ce n’e’ gran bisogno ma e’ anche vero che non sono pochi i giusti limiti, permanenti o temporanei che riducono di parecchio i potenziali donatori. A poter donare il sangue sono tutti i soggetti in buona salute di eta’ compresa tra i 18 e i 65 anni. L’importante e’ che pesino piu’ di 50 chilogrammi, non siano in terapia con antibiotici, non siano in terapia per malattie croniche, non siano in terapia per l’ipertensione con farmaci betabloccanti e non abbiano l’epatite virale.
“Esistono casi particolari - spiega Simonetta Pupelli, del Policlinico Umberto primo di Roma, la struttura sanitaria della capitale che partecipa alla giornata regionale per la donazione del sangue -. Ad esempio chi ha l’ipertensione ma e’ curato con semplici diuretici puo’ donare e chi e’ portatore sano di anemia mediterranea e non ha problemi di salute puo’ donare a sua volta, ma solo una volta l’anno”.
Negli altri casi, gli uomini possono donare quattro volte l’anno, le donne in eta’ fertile due e quelle in menopausa quattro. Prima della donazione, il volontario viene sottoposto a un’anamnesi che evidenzia eventuali comportamenti a rischio, come l’abuso di alcolici, l’uso di droghe, il fatto di aver avuto rapporti sessuali occasionali non protetti entro sei mesi prima della donazione o il fatto di aver subito cure dentarie. In quest’ultimo caso, e’ importante che le eventuali ferite della bocca si siano rimarginate.
“Ad esempio nel caso delle pulizie dentarie - aggiunge la Pupelli - basta che la donazione avvenga quattro o cinque giorni dopo, quando le piccole ferite sulle gengive si sono chiuse”. Una volta donato, il sangue prima di essere dato ai pazienti viene analizzato. Gli esami riguardano l’epatite B e C, l’Hiv, la sifilide e viene fatto un test per la funzionalita’ epatica che permette di evidenziare eventuali patologie del fegato.
“Oggi ci sono anche esami di biologia molecolare piuttosto avanzati che consentono di individuare malattie come l’epatite o l’Hiv quando ancora sono in fase di incubazione. Nonostante cio’ e’ importante che il donatore sia consapevole dei rischi che puo’ far correre al paziente e quindi doni solo quando ritiene di poterlo fare. Per questo sono favorevole alla donazione volontaria e non agli schemi che prevedono un compenso in denaro come previsto in altri paesi”, conclude la Pupelli.
Red/

‘RADIO3 SCIENZA’: CAMICI ROSA

Mercoledì, Marzo 23rd, 2005

(AGI) - Roma, 23 mar. - Sei medici su dieci sono donne. Eppure ai “camici rosa” vengono riconosciuti ancora pochi ruoli di responsabilita’. Se ne occupa “Radio3 Scienza”, che domani 24 marzo alle 11.30 su Radio3, parla anche della pianta che mette in crisi Mendel, sfidando le leggi dell’ereditarieta’. Intervengono: Laura Balbo, docente di Sociologia all’universita’ di Padova, gia’ ministro per le pari opportunita’, Roberto Natalini, direttore della sezione sistemi complessi dell’Istituto per le applicazioni del calcolo del Cnr di Roma, Laura Pellegrini, direttrice dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali, Paola Vittorioso, docente di biologia molecolare delle piante all’universita’ La Sapienza di Roma. (AGI)