(AGI - Bologna, 30 nov. - I nuovi casi di Aids in Emilia Romagna non diminuiscono; e i rapporti sessuali, sia eterosessuali che omosessuali, sono il principale fattore di rischio. Diminuisce comunque il numero delle morti, ma solo grazie all’efficacia dei farmaci antiretrovirali. In ogni caso, la diffusione del virus HIV rimane un problema ancora aperto. E’ quanto sottolinea una nota della Usl di Bologna, secondo la quale in il fenomeno non accenna a diminuire. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanit , in Emilia Romagna dal luglio 2004 al giugno 2005, si sono avuti 160 nuovi casi di cui il 10% a Bologna. Un numero sostanzialmente stabile gi da qualche anno, un segnale che l’infezione da HIV ancora un pericolo da non sottovalutare. Il 50% delle persone in AIDS ha un’et compresa tra 35 e 49 anni, in prevalenza maschi: 3 a 1.
L’Emilia-Romagna, per l’incidenza di casi notificati di AIDS tra, luglio 2004 e giugno 2005, ogni 100.000 abitanti, al secondo posto a livello nazionale dopo la Lombardia (dati Centro Operativo AIDS, COA, del Ministero della Salute). Il serbatoio di infezione ancora ampio e si stima che attualmente in Emilia-Romagna i sieropositivi siano compresi fra i 6.000-9.000 ed a livello nazionale la stima di circa 110.000-130.000 HIV positivi. Il calo delle morti e la condizione di AIDS conclamato, che in effetti si registra (nel 2004 il tasso di mortalit sceso al 12,2%, nel 1985 il tasso era al 100%) dovuto all’efficacia delle terapie antiretrovirali che possono prolungare di diversi anni la speranza di vita di una persona sieropositiva ed in AIDS. Inoltre i farmaci antiretrovirali consentono di ritardare il passaggio dalla condizione di sieropositivit a quella di AIDS conclamato. A tutt’oggi per i farmaci antiretrovirali non sono in grado di debellare definitivamente il virus HIV.
L’Ausl di Bologna avverte che l’AIDS riguarda tutti. Dalla met degli anni ‘90 il principale fattore di rischio per contrarre l’infezione del virus HIV la trasmissione per via sessuale, sia eterosessuale che omosessuale. Pi precisamente, a partire dal 2000, il contatto per via eterosessuale supera il 60% delle nuove diagnosi di infezione da HIV. Anche per i casi di AIDS conclamato in Emilia-Romagna i dati epidemiologici del periodo 2002-2004 mostrano che il contagio per via eterosessuale rappresenta il 57% nelle donne e il 35% negli uomini. Complessivamente al di fuori dei ricoveri ospedalieri l’Azienda USL di Bologna assiste 108 persone, seguite, a seconda delle necessit terapeutiche, a domicilio, in 2 case alloggio, in 2 comunit e in 2 centri diurni. (AGI)