ABORTO FARMACOLOGICO: ROSSI, IN TOSCANA REGOLE RISPETTATE
Mercoledì, Marzo 28th, 2007(AGI) - Firenze, 28 mar. - “La Regione Toscana ha prontamente recepito le indicazioni emerse dal Consiglio Superiore di Sanita’ del 20 dicembre 2005 riguardo al regime in cui deve essere effettuata l’interruzione di gravidanza farmacologia”. E’ quanto ha dichiarato oggi l’assessore toscano alla Sanita’, Enrico Rossi, rispondendo a un’interrogazione presentata dal gruppo Udc. “La Regione ha precisato ai direttori generali, con una nota del 9 febbraio 2006, che la somministrazione della Ru486 (pillola abortiva) deve avvenire in regime di ricovero ordinario di tre giorni”. L’assessore ha anche precisato che, se la donna firma e chiede di andare via l’ospedale, e’ tenuto a dimetterla. Inoltre, riguardo alla sostenuta illegalita’ del medicinale misoprostol, Rossi ha precisato che “la legittimita’ del suo impiego e’ stata valutata dal punto di vista legislativo ed etico”. “L’assessore si assume la responsabilita’ politica di un sistema che e’ al limite della legalita’”, ha detto Marco Carraresi (Udc). “Lo hanno detto membri del governo che siamo di fronte a procedure assolutamente insufficienti - ha aggiunto - mentre la Giunta non si e’ mai espressa su questo argomento”. Per Carraresi, i problemi sono gli stessi dei mesi scorsi, il Consiglio Superiore della Sanita’ ha affermato che la donna deve essere trattenuta fino ad aborto avvenuto. “In verita’, questo non avviene, e quindi l’uso della pillola abortiva e’ illegale in Toscana”. Carraresi ha anche presentato in Aula una mozione sullo stesso tema. “L’unica deroga per l’utilizzo di medicinali off label, come l’RU 486, e’ la sperimentazione clinica: non siamo in questo caso, e anche per questo in Toscana siamo di fatto fuori legge. Senza contare che, ed e’ un altro motivo per cui parlo di illegalita’, il sanitario avrebbe l’obbligo di indicare alla paziente tutti i rischi per la salute e per la vita connessi all’uso del farmaco, e non mi risulta che questo venga mai fatto”. (AGI)
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