(AGI) - Catanzaro, 31 gen. - “E’ evidente che la nostra volonta’ di consiglieri d’opposizione non e’ mai stata quello di essere facili profeti, tantomeno profeti di sventura; tuttavia il ripetere continuo, da mesi, che la situazione della sanita’ calabrese era da qualificare come anticamera dello sfascio piu’ completo non era l’esercizio polemico di chi, investito di un ruolo politico contrapposto, utilizzava argomenti piu’ o meno apocalittici per contrastare un’azione di governo”. Lo afferma il consgliere regionale Franco Morelli, di An, che aggiunge: “Intanto perche’ non c’era l’azione di governo e poi perche’, complessivamente, i segnali che giungevano facevano facilmente intravedere la possibilita’, o meglio, il rischio di uno crollo del sistema; la mancata predisposizione di un piano sanitario, il rapporto conflittuale e pregiudizialmente ostile nei confronti della sanita’ privata, la generale sfiducia di quanti nelle strutture sanitarie calabresi lavorano con professionalita’ e dedizione, erano e sono elementi che forniscono la brutta cornice nella quale, sventuratamente e tragicamente, la cronaca ha segnalato fatti di gravita’ inaudita. Se a cio’ aggiungiamo la necessita’ ravvisata dal governo nazionale di nominare una commissione, autorevolmente guidata dal Prefetto Serra, che verificasse i termini di quella che lo stesso ministero della salute definisce emergenza, e le risultanze emerse in queste ore dalle ispezioni dei Nas il quadro emerge in tutta la sua drammaticita’. In passato, almeno per quanto ci riguarda, abbiamo segnalato la possibilita’ e, con ancora piu’ forza, evidenziato la necessita’ di affrontare la questione sanita’ non con provvedimenti manifesto, vedi abolizione ticket, o ancor piu’ gravemente assumendo decisioni repentine per attenuare lo sdegno ed il clamore dell’ennesima tragedia consumatasi in uno piuttosto che nell’altro ospedale; la tolleranza zero, di cui molto si e’ discettato, e’ forse l’espressione piu’ mediaticamente efficace ma concretamente non la piu’ corretta, cos’altro ci vuole se non estremo rigore per le disfunzioni che si verificano in strutture destinate a garantire il diritto alla salute, e’ inutile persino affermarlo, dovrebbe essere naturale e scontato. Le espressioni piu’ corrette, invece, - aggiunge - avrebbero dovuto essere progetto radicale, intervento condiviso, corresponsabilita’ politica e distinzione gestionale, verifica complessiva ed azioni risolutive; d’altro canto se un paziente inspiegabilmente muore in un reparto e si ipotizzano responsabilita’ soggettive e disfunzioni strutturali, i cittadini, dopo il dolore, lo sdegno e la preoccupazione, interrogano la politica nel suo complesso. E’ evidente che la responsabilita’ immediata, se il sistema non funziona e se all’interno di esso si verificano fatti inqualificabili, ricade su chi materialmente ha la responsabilita’ di governo, su chi indica la guida gestionale, su chi programma investimenti e destina le risorse”. (AGI)
Com/Adv (Segue)