SALUTE: CARDIOLOGI UE, ECCO COME RIDURRE BATTITI CUORE
Domenica, Agosto 31st, 2008(AGI) - Monaco, 31 ago.- Sentirsi il polso “da soli”, fare movimento in modo leggero ma costante possono bastare per ridurre la frequenza del cuore al di sotto dei 70 battiti al minuto, soglia sopra la quale si mette a rischio il cuore. “La frequenza cardiaca diventera’ un fattore importante da inserire nella carta dei rischi, come il colesterolo, l’obesita’, etc”,ha detto il prof. Roberto Ferrari, direttore di cardiologia all’universita’ di Ferrara e neo presidente del congresso della societa’ europea di cardiologia, in svolgimento a Monaco. “Sopra i 70 battiti arriva un messaggio negativo al cuore”, ha aggiunto l’esperto ricordando che oltre i 70 battiti il rischio di mortalita’ e’ lo 0,5% nella popolazione generale, sale allo 0,9% per i cardiopatici stabili, raggiunge l’1,9% per i cardiopatici con ipertensione e arriva addirittura al 5,1% per i cardiopatici con disfunzione ventricolare sinistra.
Ma la frequenza cardiaca indica anche il “consumo energetico” del nostro corpo. “”il cuore fa 100 mila battiti al giorno, spostando 9 mila litri di sangue in un sistema lungo 120 mila km e lo fa in 20 secondi”, ha spiegato ancora il prof. Ferrari sottolineando che “il nostro cuore ha bisogno di 30 kg di energia al giorno e se grazie ai nuovi farmaci, al movimento fisico si riesce ad abbassare di soli 10 battiti il cuore si riduce la quantita’ di energia necessaria di 5 chili. Addirittura con il nuovo farmaco in pazienti con 60 battiti al minuto si riesce a ridurre ancora di 4 battiti, mentre sopra i 70 la riduzione arriva fino a 8 battti in meno”.
Il presidente dei cardiologi europei richiama gli specialisti e i medici di base ad un’attenzione maggiore e di tornare al passato. “Oggi, spesso, i cardiologi sottopongono i malati a tac coronariche, lastre e quant’altro dimenticando una regola semplice, quella di sentire il polso al malato, di contare i battiti. Il paziente, comunque lo puo’ anche fare da solo”.
Infine, dal congresso, esce anche un elogio per l’Italia.
“I cardiologi italiani sono tra i primi. Gli italiani hanno un cuore longevo - ha concluso il prof. Ferrari - una donna su tre arriva a 90 anni e un uomo su sei raggiunge questa eta’. L’italia e’ stato l’unico Paese a portare al congresso uno studio indipendente, oggi messo in pratica soltanto all’ospedale di Ferrara e che prevede un test dal costo di soli 20 euro che controlla la resistenza all’aspirina per i malati con stent coronarici e aspirina associata”. (AGI)
Red/Ddd
