Archivio per il Marzo, 2009

FECONDAZIONE: UDIENZA ALLA CONSULTA, E’ SCONTRO SU LEGGE 40

Martedì, Marzo 31st, 2009

(AGI) - Roma, 31 mar. - Una ‘battaglia’ di oltre due ore davanti alla Corte Costituzionale tra sostenitori ed avversari della legge 40 in materia di fecondazione assistita. Davanti ai giudici delle leggi, chiamati a decidere sulla legittimita’ degli articoli 14 e 6 della legge, nei quali si dispone il numero massimo di tre embrioni ai fini dell’impianto, la crioconservazione solo in casi eccezionali e l’irrevocabilita’ del consenso della donna, sono stati vagliati i ricorsi sollevati dal Tar del Lazio e dal Tribunale di Firenze, secondo i quali la legge violerebbe gli articoli 2, 3, 13 e 32 della Costituzione. “Questa legge compromette il diritto alla salute del concepito - ha sottolineato in udienza l’avvocato Gian Carlo Muccio, rappresentante della Warm - e la donna e’ considerata come un contenitore. Dal registro europeo emerge un dato esplicativo di come questa legge sia portatrice di effetti limitativi: su 100 cicli, il numero di gravidanze portate a termine risulta pari ad 8, mentre la media europea e’ intorno a 18-20″. L’Avvocatura dello Stato, invece, sostiene la bonta’ della norma: “La mia e’ una difesa giuridica della legge - ha detto l’avvocato dello Stato Gabriella Palmieri - che ha connotati forti e di impatto, non vi e’ nessuna insensibilita’ da parte mia. Anche la legge francese e quella svedese pone il limite dei tre embrioni e in Inghilterra si raccomanda un impianto non superiore a due”. L’avvocato dello stato ha ricordato i dati diffusi il 27 marzo scorso dal ministero della Salute: “Oltre il 100% dei centri ha risposto - ha ricordato l’avvocato - e devo dare credito alle conclusioni, secondo le quali nonostante l’eta’ elevata di chi si sottopone ai trattamenti i risultati sono in linea con quelli europei”. Inoltre, ha aggiunto , “anche i commentatori piu’ critici osservano che da una lettura combinata dei diversi articoli della legge, emerge che il consenso della donna non e’ affatto irrevocabile”. I giudici della Consulta non hanno stamane ammesso gli interventi di diverse associazioni, quali Cecos Italia, Hera Onlus, Amica Cicogna, Madre Provetta e l’Associazione Luca Coscioni. Presente in aula anche il professore Severino Antinori, che con la Warm aveva sollevato la causa al Tar, il quale ha voluto ribadire che “la diagnosi pre impianto in Italia si puo’ fare, il Tar dichiaro’ illegittime le linee guida, ma molti centri non sono attrezzati per farla”. Per l’avvocato Isabella Loiodice, del Comitato per la tutela della salute della donna, “la diagnosi pre impianto non e’ conforme alla Costituzione e la Corte deve sollevare dinanzi a se’ questa questione. Esiste il diritto al figlio, non al figlio sano”. (AGI)

Oll/Glc (Segue)

FARMACI: AIFA VARA LINEE GUIDA PER OMEOPATICI SICURI

Lunedì, Marzo 30th, 2009

(AGI) - Roma, 30 mar. - Linee guida per “tutelare appieno la salute dei cittadini” sulla sicurezza dei farmaci omeopatici. Le ha varate un tavolo tecnico ad hoc, composto da rappresentanti dell’Aifa, del Ministero della Salute, dell’ISS e delle Aziende di settore. Sono in via di definizione, fa sapere l’Aifa, i requisiti che, seppur nella diversita’ rispetto al farmaco, garantiscano alle Aziende interessate la registrazione dei loro prodotti in maniera semplificata. “Garantire a tutti i cittadini di avere a disposizione medicinali di cui sia verificata la qualita’ e la sicurezza - spiega una nota dell’Agenzia - ed erogare gratuitamente terapie di dimostrata efficacia nella cura di patologie gravi e croniche, costituisce obiettivo prioritario per l’Agenzia Italiana del Farmaco. E’ in tale ottica che l’Agenzia, nel rispetto delle leggi comunitarie e nazionali vigenti, vincola la registrazione in Italia di tutti i prodotti medicinali, indipendentemente dal ruolo terapeutico ad essi attribuito, alla presentazione di un dossier che dimostri il possesso di rigorosi requisiti di qualita’ e sicurezza”. L’acquisizione dello status di medicinale per i prodotti omeopatici, disposto dalla normativa comunitaria recepita e applicata a livello nazionale, li sottopone in Italia ai fini della registrazione alle medesime regole in vigore per tutti i medicinali in generale prevedendo, pero’, dei percorsi semplificati per quelle formulazioni somministrabili per via orale, o esterna, prive di specifiche indicazioni terapeutiche e con un grado di diluizione tale da garantirne la sicurezza. Il documento e’ consultabile su www.agenziafarmaco.it. (AGI)

Pgi

BANCA OCCHI L’AQUILA CON PROGETTO “UNA CORNEA PER UN BAMBINO”

Lunedì, Marzo 30th, 2009

(AGI) - L’Aquila, 30 mar. - La Banca degli Occhi dell’Aquila, centro di riferimento regionale, in prima linea insieme ad altre 12 banche degli occhi di altrettante regioni italiane, per salvare la vista e lo sviluppo visivo dei bambini da 0 a 12 anni. La Banca degli Occhi ha aderito al progetto “Una cornea per un bambino”, voluto e promosso dalla Societa’ Italiana Banche degli Occhi (SIBO), in collaborazione con il centro nazionale trapianti. Si tratta di un vero e proprio “patto” tra le 12 strutture per assicurare in tempi rapidi la disponibilita’ di tessuti sicuri e di qualita’ ai bambini in attesa di trapianto. In sostanza, le 12 strutture sanitarie, dal Lazio al Veneto alla Sicilia, coopereranno per far fronte all’urgenza e reperire il migliore tessuto disponibile nell’ambito del territorio nazionale, per procedere ai trapianti da effettuare su bambini da 0 a 12 anni. Molte volte il trapianto rappresenta l’unica possibilita’ di cura di malattie che a causa della grave alterazione della cornea provocano la cecita’ totale o parziale. Il protocollo d’intesa e’ stato firmato tra gli altri dai direttori delle 12 banche degli occhi, il sottosegretario alla Salute, Eugenia Maria Roccella, e il presidente della Societa’ italiana Banche degli Occhi (SIBO), a Roma presso il ministero della Salute. Le gravi patologie colpiscono anche pazienti in eta’ pediatrica, in alcuni casi anche bambini in eta’ inferiore ad un anno: l’ostacolo e’ quello che non sempre sono a disposizione i tessuti piu’ adatti per la delicata categoria di riceventi. In considerazione della lunga aspettativa di vita di pazienti cosi’ giovani, e’ importante che il trapianto di cornea in eta’ pediatrica sia eseguito con tessuti dotati di caratteristiche biologiche eccellenti. “Per la nostra banca, che e’ centro di riferimento regionale, si tratta di un impegno importante che segna un ulteriore riconoscimento in quanto siamo stati ritenuti all’altezza per un ruolo cosi’ delicato - spiega il direttore della Banca degli Occhi dell’Aquila, Germano Genitti, che e’ anche segretario del SIBO - oltre alla piu’ difficile esecuzione chirurgica ed ai problemi di follw up nel caso di pazienti molto giovani, il trapianto di cornea in eta’ pediatrica viene considerato d’urgenza quindi la cornea deve essere reperita con grande celerita’ e di grande qualita’ vista l’aspettativa di vita dei giovanissimi pazienti”. Sempre nell’ambito dell’intesa, la SIBO realizzera’ un data base per registrare, in forma anonima, le informazioni relative al tessuto e agli interventi in modo da produrre un report annuale sull’utilizzo dei tessuti in eta’ pediatrica. La Banca degli Occhi dell’Aquila ha iniziato l’attivita’ nel luglio del 2002. I tessuti processati e messi a disposizione sono stati 1350. La Banca degli Occhi dell’Aquila, certificata ISO 9001 2000 ed accreditata dal centro nazionale trapianti e’ una delle sei banche sul territorio nazionale, che processa la membrana amniotica prelevata, al momento del parto, da donatrici volontarie in buona salute. (AGI)

Com/Ett

SANITA’: LOIERO INCONTRA MAGGIORANZA SU PIANO RIENTRO

Venerdì, Marzo 27th, 2009

(AGI) - Catanzaro, 27 mar. - Proprio a quest’ultimo scopo il 4 aprile prossimo il presidente Loiero incontrera’ all’Agroalimentare di Lamezia un migliaio di medici di base della Fimmg. Sara’ l’occasione per riscrivere una sorta di patto per la salute: “Pensiamo che questi medici - ha spiegato Loiero - assieme ad altri operatori possano diventare gli avamposti seri e qualificati di un nuovo modello di Sanita’ sul territorio, evitando sprechi nella farmaceutica e nella ospedalizzazione”. Oggi c’e’ l’assillo del deficit e del governo con cui trattare il suo appianamento. Pur con una analisi a volte spietata ma con la consapevolezza di trovarsi davanti a un problema da risolvere tutti assieme, e’ stato tracciato un percorso che da qui a un mese dovrebbe portare il Consiglio regionale non solo ad autorizzare il piano di rientro - Loiero, nell’incontro di ieri a Palazzo Alemanno, ha avuto il sostanziale via libera della minoranza - ma ad accompagnarlo con un pacchetto di norme per far si che la qualita’ nelle strutture assistenziali diventi pratica quotidiana. Si e’ parlato di “incontro inedito e importante perche’ il tema e’ di estrema delicatezza e ai calabresi dobbiamo dare risposte in positivo” (Marco Minniti), di “cultura della responsabilita’ per non far morire la Calabria” (Franco Pacenza), di “sfida difficile che impone interventi strutturali (Liliana Frasca’), di “controlli, equilibrio finanziario e di efficienza che bisogna coniugare (Sandro Principe), della necessita’ di “far tornare il sistema sanitario alla sua funzione, quella di curare la gente” (Michelangelo Tripodi), fermo restando - Tripodi, Nino De Gaetano e altri - che non solo il settore pubblico ma anche quello privato deve essere interessato nella rimodulazione dell’offerta sanitaria. Un altro punto su cui si e’ insistito nel dibattito riguarda i sistemi di controllo e le responsabilita’. (AGI)

Com/Ros (Segue)

BIO-TESTAMENTO:DOPO VOTO SENATO,ALLA CAMERA SI MOBILITANO POLI

Venerdì, Marzo 27th, 2009

(AGI) - Roma, 27 mar - Anche nelle file dell’oppoosizione ci si prepara alla battaglia. “Lavoreremo, alla Camera, per cambiare le norme approvate dalla maggioranza di centrodestra, insieme all’Udc al Senato. C’e’ da augurarsi che a Montecitorio si trovino i tempi e le forme per un confronto diverso tra le varie ipotesi in campo e che anche nella maggioranza si manifestino posizioni di disponibilita’ al confronto e all’ascolto. Oggi la Dichiarazione anticipata di trattamento (Dat) o Testamento biologico, non c’e’ piu’, e’ passato un editto contrario alla dignita’ delle donne e degli uomini”, afferma Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd, mentre Fabio Evangelisti, vicecapogruppo dell’Idv alla Camera, spiega che “quello che ci auguriamo ora e’ che la Camera possa rimediare al disastro compiuto ieri. Il Governo e la maggioranza, pero’, facciano un atto di resipiscenza operosa: abbiano il coraggio di confrontarsi con la comunita’ scientifica, di ascoltare e dialogare con i medici che conoscono il dolore e la sofferenza dei pazienti. E’ la Costituzione il valore di riferimento del legislatore, non, pur con tutto il rispetto per la Chiesa, la mitra ed il pastorale”. Marco Follini, senatore Pd, mette pero’ in guardia contro le sirene del referendum abrogativo propugnato in prima linea dai dipietristi e ammonisce:”Spero che l’opposizione ora non risponda con un avventuroso referendum alla pessima legge sul testamento biologico. Il muro contro muro e’ sempre il pranzo di gala della destra”. Infine, c’e da registrare la puntualizzazione del presidente della commissione Affari sociali della Camera (che esaminera’ il provvedimento), Giuseppe Palumbo (Pdl). “Alla Camera - spiega Palumbo - il provvedimento potra’ essere sicuramente migliorato anche grazie alla presenza di una vasta area liberale che, preciso alcune dichiarazioni a me attribuite, non e’ stata assolutamente mortificata al Senato ma che alla Camera cerchera’ di portare chiarezza all’interno delle norme che determinano le Dat”. Palumbo ha inoltre precisato che “attualmente nella commissione che presiedo e’ in fase conclusiva la legge sulle cure palliative e la terapia del dolore. Una volta approvata, spero entro aprile, dovra’ sicuramente confrontarsi, avendo molti punti di contatto, con la legge sul biotestamento. Cio’ anche in relazione agli accordi precedenti all’approvazione delle due leggi che, per rendere piu’ rapido l’iter parlamentare, davano al Senato l’elaborazione del testo sul dichiarazioni anticipate del trattamento e alla Camera sulle cure palliative e la terapia del dolore”.(AGI)

Lam

GRAVIDANZA: STUDIO,ANTIBIOTICI RIDUCONO RISCHIO ABORTO DEL 90%

Venerdì, Marzo 27th, 2009

(AGI) - Roma, 27 mar. - Se una donna fa uso di antibiotici prima di un esame di diagnosi prenatale, come l’amniocentesi, abbassa del 90% il rischio aborto. E’ il risultato di uno studio durato sette anni, dal 1999 e terminato nel 2005, pubblicato nell’ultimo numero della rivista Prenatal Diagnosis. APGA TRIAL, questo il nome dello studio, e’ il piu’ grande mai eseguito in tema di diagnosi prenatale e tutto rigorosamente italiano. Sono state studiate circa 40 mila donne che si sono sottoposte ad altrettante amniocentesi presso il Centro di Medicina Materno Fetale “Artemisia” a Roma. Lo studio e’ stato guidato da Claudio Giorlandino, Presidente della SIDIP, Societa’ Italiana di Diagnosi Prenatale e vi hanno preso parte, tra gli altri, Pietro Cignini del Dipartimento di Diagnosi Prenatale del centro di Medicina Materno Fetale dell’Artemisia, Alvaro Mesoraca del Dipartimento di Genetica e Biologia Molecolare Medicina Materno Fetale sempre dell’Artemisia e Marco Cini del Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa dell’Universita’ di Tor Vergata di Roma che ha curato l’analisi statistica dello studio. E’ stato dimostrato con la piu’ alta evidenza scientifica che deriva dalla metodologia utilizzata nello studio (randomizzato, controllato) che la profilassi antibiotica prima dell’amniocentesi del secondo trimestre abbassa di circa il 90% gli aborti, passando da 1 aborto ogni 500 donne (0,2%) ad 1 aborto ogni 3.400 donne (0,03%) che si sottopongono a questo tipo di esame prenatale. “In Europa - ha affermato Giorlandino - abbiamo la migliore medicina materno fetale. Con i dati emersi dallo studio deve essere ormai chiaro che oggi fare l’amniocentesi non e’ rischioso. C’e’ un rischio aborto pari allo 0,03 % per chi fa la terapia antibiotica prima di sottoporsi alla procedura e pari allo 0,2 % per chi decide di non farla, percentuale comunque sempre molto bassa. Non si deve piu’ parlare di un rischio pari all’1%. Questo, risalente a 23 anni fa, e’ ormai superato”. Giorlandino afferma inoltre che “ormai i recenti progressi nella Diagnostica di Biologia Molecolare hanno fatto si’ che oggi sul liquido amniotico non si vada piu’ ad indagare solo rispetto alle cromosomopatie (la piu’ nota delle quali e’ la Sindrome di Down) ma anche altre malattie genetiche, legate al DNA. Questo oggi e’ possibile con la tecnologia dei microarrays con i quali si ha la possibilita’, in casi selezionati, di studiare centinaia di malattie genetiche”. L’ultima frontiera infine che si apre su liquido amniotico e’ l’isolamento su di esso di cellule staminali pluripotenti, in grado differenziarsi in tutte le linee cellulari dell’organismo. “Queste caratteristiche, insieme con l’assenza di questioni etiche riguardanti il loro isolamento ed utilizzo - conclude l’esperto - suggeriscono che le cellule staminali presenti nel liquido amniotico potrebbero essere promettenti candidati per la terapia di numerose patologie umane”. (AGI)

Red

BIO-TESTAMENTO: PALUMBO(PDL), LEGGE POTRA’ ESSERE MIGLIORATA

Venerdì, Marzo 27th, 2009

(AGI)- Roma, 27 MAR - “Alla Camera il provvedimento potra’ essere sicuramente migliorato anche grazie alla presenza di una vasta area liberale che, preciso alcune dichiarazioni a me attribuite, non e’ stata assolutamente mortificata al Senato ma che alla Camera cerchera’ di portare chiarezza all’interno delle norme che determinano le Dat”. Lo ha dichiarato Giuseppe Palumbo, presidente della commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, in merito all’approvazione al Senato delle dichiarazioni anticipate di trattamento. Il presidente Palumbo ha inoltre precisato che “attualmente nella commissione che presiedo e’ in fase conclusiva la legge sulle cure palliative e la terapia del dolore. Una volta approvata, spero entro Aprile, dovra’ sicuramente confrontarsi, avendo molti punti di contatto, con la legge sul biotestamento. Cio’ anche in relazione agli accordi precedenti all’approvazione delle due leggi che, per rendere piu’ rapido l’iter parlamentare, davano al Senato l’elaborazione del testo sul dichiarazioni anticipate del trattamento e alla Camera sulle cure palliative e la terapia del dolore”.(AGI)

Lam

SANITA’: CONTINI PRESIDENTE DI OSPEDALI ITALIANI NEL MONDO

Venerdì, Marzo 27th, 2009

(AGI) - Roma, 27 mar. - La senatrice Barbara Contini e’ stata nominata, a seguito di elezione da parte del Comitato Direttivo, Presidente dell’Alleanza Ospedali Italiani nel Mondo, Ente inserito nel Ministero della Salute e fondato nel 2004 dal Ministero della Salute in collaborazione con i Ministeri degli Affari Esteri, dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca, dell’Innovazione e Tecnologie nonche’ con il Ministro degli italiani all’Estero all’epoca in carica.

L’ente, finalizzato a realizzare e coordinare una stabile collaborazione tra i centri sanitari italiani all’estero e gli istituti ed ospedali di eccellenza in Italia, per la crescita della qualita’ delle prestazioni sanitarie, soprattutto nelle aree piu’ depresse dei vari continenti, attualmente fornisce servizi divenuti indispensabili di teleconsulto e formazione a distanza per i medici ed operatori sanitari.

“L’Alleanza degli Ospedali Italiani nel Mondo si e’ dimostrato un validissimo strumento di cooperazione internazionale nel campo sanitario - ha dichiarato Contini, che e’ anche responsabile del Dipartimento per gli Italiani nel Mondo di Forza Italia verso il PDL - e mettero’ a disposizione di tale importante iniziativa le preziose esperienze acquisite in campo internazionale per la realizzazione di altri Centri sanitari italiani nel mondo, o di partenariati con ospedali locali, per rendere perfettamente funzionale ed effettiva la Banca Dati delle donazioni di strumentazioni, per potenziare la telemedicina il teleconsulto e la formazione a distanza, per coinvolgere e sollecitare aiuti economici da Enti ed organismi interessati a tali iniziative. Il nostro Paese ha nel settore sanitario altissime competenze che possono essere validamente messe al servizio non solo dei nostri connazionali all’estero, ma anche delle popolazioni piu’ bisognose, come quelle del continente africano, in cui gia’ sono presenti molti nostri centri. Inoltre l’offerta di un servizio sanitario di alto livello cementera’ ancor piu’ i legami con l’Italia dei nostri connazionali nel mondo”. (AGI)

Red

GRAVIDANZA: STUDIO,ANTIBIOTICI RIDUCONO RISCHIO ABORTO DEL 90%

Venerdì, Marzo 27th, 2009

(AGI) - Roma, 27 mar. - Se una donna fa uso di antibiotici prima di un esame di diagnosi prenatale, come l’amniocentesi, abbassa del 90% il rischio aborto. E’ il risultato di uno studio durato sette anni, dal 1999 e terminato nel 2005, pubblicato nell’ultimo numero della rivista Prenatal Diagnosis. APGA TRIAL, questo il nome dello studio, e’ il piu’ grande mai eseguito in tema di diagnosi prenatale e tutto rigorosamente italiano. Sono state studiate circa 40 mila donne che si sono sottoposte ad altrettante amniocentesi presso il Centro di Medicina Materno Fetale “Artemisia” a Roma. Lo studio e’ stato guidato da Claudio Giorlandino, Presidente della SIDIP, Societa’ Italiana di Diagnosi Prenatale e vi hanno preso parte, tra gli altri, Pietro Cignini del Dipartimento di Diagnosi Prenatale del centro di Medicina Materno Fetale dell’Artemisia, Alvaro Mesoraca del Dipartimento di Genetica e Biologia Molecolare Medicina Materno Fetale sempre dell’Artemisia e Marco Cini del Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa dell’Universita’ di Tor Vergata di Roma che ha curato l’analisi statistica dello studio. E’ stato dimostrato con la piu’ alta evidenza scientifica che deriva dalla metodologia utilizzata nello studio (randomizzato, controllato) che la profilassi antibiotica prima dell’amniocentesi del secondo trimestre abbassa di circa il 90% gli aborti, passando da 1 aborto ogni 500 donne (0,2%) ad 1 aborto ogni 3.400 donne (0,03%) che si sottopongono a questo tipo di esame prenatale. “In Europa - ha affermato Giorlandino - abbiamo la migliore medicina materno fetale. Con i dati emersi dallo studio deve essere ormai chiaro che oggi fare l’amniocentesi non e’ rischioso. C’e’ un rischio aborto pari allo 0,03 % per chi fa la terapia antibiotica prima di sottoporsi alla procedura e pari allo 0,2 % per chi decide di non farla, percentuale comunque sempre molto bassa. Non si deve piu’ parlare di un rischio pari all’1%. Questo, risalente a 23 anni fa, e’ ormai superato”. Giorlandino afferma inoltre che “ormai i recenti progressi nella Diagnostica di Biologia Molecolare hanno fatto si’ che oggi sul liquido amniotico non si vada piu’ ad indagare solo rispetto alle cromosomopatie (la piu’ nota delle quali e’ la Sindrome di Down) ma anche altre malattie genetiche, legate al DNA. Questo oggi e’ possibile con la tecnologia dei microarrays con i quali si ha la possibilita’, in casi selezionati, di studiare centinaia di malattie genetiche”. L’ultima frontiera infine che si apre su liquido amniotico e’ l’isolamento su di esso di cellule staminali pluripotenti, in grado differenziarsi in tutte le linee cellulari dell’organismo. “Queste caratteristiche, insieme con l’assenza di questioni etiche riguardanti il loro isolamento ed utilizzo - conclude l’esperto - suggeriscono che le cellule staminali presenti nel liquido amniotico potrebbero essere promettenti candidati per la terapia di numerose patologie umane”. (AGI)

Red

SPECIALIZZANDI: FNOMCEO, BENE ACCORDO SU FABBISOGNI

Giovedì, Marzo 26th, 2009

(AGI) - Roma, 26 mar. - Finalmente raggiunto l’accordo sui fabbisogni dei medici specialisti da formare, e la Fnomceo, la federazione degli Ordini dei Medici, esprime la sua piena soddisfazione. Durante l’ultima conferenza Stato-Regioni del 25 marzo, infatti, si e’ raggiunto l’accordo sul fabbisogno di specialisti da formare per i prossimi tre anni accademici. “Adesso non deve esserci alcun ritardo burocratico - dichiara il vicepresidente della Fnomceo, Maurizio Benato - per fare in modo che il bando esca entro la prima decade di aprile”. Solo cosi’, infatti, le prove del concorso potranno svolgersi entro la fine di giugno 2009: cio’ consentirebbe la partecipazione a tali prove dei laureati nell’anno accademico 2007-2008, evitando, nel contempo, un’incongrua sovrapposizione con i neoabilitati del prossimo luglio. Da parte sua, il MIUR, in osservanza di due decreti ministeriali rispettivamente del 2005 e del 2006, e’, inoltre, orientato ad avviare una fase di razionalizzazione delle Scuole di Specializzazione mediche. Per l’anno accademico 2008/2009, e’ stata cosi’ raggiunta l’intesa di non procedere all’istituzione di nuove Scuole di Specializzazione, se non in numero esiguo e limitatamente alla Medicina di Emergenza e Urgenza. “La razionalizzazione avra’ come obiettivo una migliore qualita’ dell’assistenza - conclude Benato - perche’ fornira’ specialisti sempre piu’ qualificati”. (AGI)

Pgi

CANCRO UTERO:SIGO,MILLE MORTI L’ANNO;EVITABILE CON PREVENZIONE

Giovedì, Marzo 26th, 2009

(AGI) Roma, 26 mar. - La morte ‘in diretta’ di Jade Goody ha acceso i riflettori sul tumore della cervice: malattia che colpisce circa 3.500 donne in Italia Paese e ne uccide 1.000 ogni anno. “Troppe perche’ oggi abbiamo a disposizione strumenti diagnostici per individuarlo sul nascere e un vaccino per prevenirlo”, ha commentato Giorgio Vittori, presidente della Societa’ italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), dopo la morte dell’ex ‘cattiva’ del Grande fratello britannico stroncata a 27 anni da un cancro a collo dell’utero.

Il suo gesto estremo in tv, che ha scatenato polemiche ancora non placate, ha contribuito a diffondere l’informazione e a sensibilizzare sulla malattia. “In Italia la media di adesione agli screening su invito e’ del 39,8 per cento con aree di criticita’ al sud”, ha spiegato Vittori, “quella della ragazza inglese e’ senza dubbio una vicenda triste che ha pero’ avuto il merito di sottolineare l’importanza della prevenzione precoce: questo episodio ha determinato un incremento del ricorso al pap test tra il 20 e il 50 per cento, con un parallelo aumento delle richieste di vaccino”. Per l’esperto, “trasmissioni televisive e ‘testimonial’ possono davvero esercitare un’importanza determinante e aiutare noi specialisti nel tutelare la salute femminile”.

Anche perche’ il tumore alla cervice, piu’ di altri, “colpisce le persone con i livelli di reddito e di istruzione piu’ bassi, con una scarsa integrazione sociale. Situazioni che determinano una minor prevenzione (vaccino e pap test) e una maggiore esposizione ai fattori di rischio. In primis l’infezione da papilloma virus, responsabile di circa il 70 per cento di queste neoplasie e, a seguire, i rapporti non protetti e l’elevata promiscuita’ sessuale e altre co-infezioni sessualmente trasmesse”.

Se si vuole combattere efficacemente questa neoplasia, ha insistito il presidente della Societa’ italiana di ginecologia e ostetricia, “e’ necessario concentrarci sui soggetti a rischio con i nostri messaggi. Ecco perche’ la Sigo ha da tempo attivato una strategia di sensibilizzazione dedicata a pazienti, ginecologi e medici di medicina generale, utilizzando anche la comunicazione su you tube: piu’ facilmente accessibile e che si rivolge in particolare ai giovani”. E’ “inaccettabile”, ha concluso, “che a fronte di strumenti efficaci e accessibili a tutti questo tumore rappresenti ancora il terzo piu’ diffuso nella fascia dai 15 ai 44 anni d’eta’”. (AGI)

Com

SALUTE: PROTOCOLLO MINSALUTE-CNA PER PROTESI ODONTOIATRICHE

Giovedì, Marzo 26th, 2009

(AGI) - Roma, 26 mar. - E’ stato firmato presso il Ministero della Salute dal Presidente di CNA-Sno Fabrizio Anedda il Protocollo d’intesa per la realizzazione di protesi a costi ridotti per i pazienti che presentino parametri ISEE di 8000 e 10.000 euro. Il Protocollo si inserisce nell’ambito del Programma di odontoiatria a onorari concordati sottoscritto lo scorso luglio tra lo stesso Ministero e le associazioni ANDI e OCI. Il documento stabilisce che il costo delle protesi e’ previsto nella misura di un terzo rispetto al corrispettivo onorario dell’odontoiatra. Al fine di valorizzare le produzioni italiane, l’accordo vincola gli studi odontoiatrici che aderiscono all’iniziativa di fornirsi di dispositivi medici su misura da laboratori regolarmente iscritti come fabbricanti nell’apposito Registro presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Le rappresentanze odontotecniche richiederanno benefici fiscali per la realizzazione di questi supporti che dovranno essere evidenziati, attraverso apposite diciture, nella fatturazione dei laboratori odontotecnici. Le Associazioni Odontoiatriche e Odontotecniche aderenti hanno inoltre sottoscritto l’impegno a sostenere l’iniziativa affinche’ abbia pieno successo, anche attraverso il coinvolgimento delle Associazioni dei Consumatori e dei pensionati, sia consentendo una maggiore detraibilita’ delle parcelle odontoiatriche per le prestazioni rientranti nell’Accordo per i pazienti aventi diritto, sia attraverso un piano di pubblicizzazione dell’iniziativa. L’Accordo prevede infine la costituzione di un Tavolo di monitoraggio presso il Ministero al quale verranno invitati, per gli aspetti di competenza, anche le associazioni dei consumatori e dei pensionati, con l’obiettivo di raccogliere indicazioni e suggerimenti sulla migliore applicazione dell’intero Progetto. Per la piena riuscita dell’iniziativa la stessa Confederazione auspica che i parametri ISEE individuati per l’accesso al programma vengano a breve rivisti verso l’alto, cosi’ come rispetto al limite massimo di costo per le prestazioni previste (tre di prevenzione e due proteiche) si auspica la definizione di onorari massimi per aree territoriali omogenee.(AGI)

Red/Sic

SALUTE: ARRIVA CARTELLA ELETTRONICA CON REGOLE GARANTE PRIVACY

Giovedì, Marzo 26th, 2009

(AGI) - Roma, 26 mar. - Questi in sintesi i punti principali delle “Linee guida”. Il fascicolo sanitario elettronico dovrà essere costituito esclusivamente per il perseguimento di finalità di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Sarà consultabile dall’interessato con modalità adeguate (ad es., tramite smart card) e dal personale sanitario, strettamente autorizzato e solo per finalità sanitarie.Non potranno accedervi invece periti, compagnie di assicurazione, datori di lavoro. Il consenso autonomo e specifico: al paziente deve essere consentito di scegliere, in piena libertà, se far costituire o meno un fascicolo sanitario elettronico, con tutte o solo alcune informazioni sanitarie che lo riguardano e deve poter esprimere un consenso autonomo e specifico, distinto da quello che si presta a fini di cura della salute. Deve essere inoltre, prevista la possibilità di “oscurare” la visibilità di alcuni eventi clinici. Se il paziente non vuole aderire al Fse deve comunque poter usufruire delle prestazioni del servizio sanitario nazionale. Informativa comprensibile e dettagliata: per poter esprimere scelte consapevoli il paziente deve essere adeguatamente informato. L’informativa quindi con un linguaggio comprensibile e dettagliato, deve indicare chi (medici di base, del reparto ove è ricoverato, farmacisti) ha accesso ai sui dati, che tipo di operazioni può compiere, se il conferimento dei dati è obbligatorio o facoltativo, ecc. Le misure di sicurezza: la delicatezza dei dati sanitari trattati impone l’adozione di specifici accorgimenti tecnici per assicurare elevati livelli di sicurezza che limitino il più possibile i rischi di accesso abusivo, furto, smarrimento. (AGI)

Red/Noc