(AGI) - Bologna, 20 lug. - “E’ opportuno richiamare ancora una volta che se da un lato ci troviamo di fronte ad un rischio pandemia, dall’altro va considerato che a fronte di una grande capacita’ di espansione, questa nuova influenza resta comunque una forma non aggressiva, risolvibile nella quasi totalita’ dei casi con pochi giorni di riposo a domicilio. In particolare poi, dall’esperienza di questi mesi nei vari Paesi, si evince che laddove esistono Servizi sanitari forti ed organizzati i pericoli reali in termini di salute per la popolazione, con una corretta modalita’ di presa in carico dei pazienti tra servizi ospedalieri e territoriali, sono ancora piu’ contenuti. Naturalmente siamo tutti impegnati a contenere la diffusione del contagio per i costi sociali che comunque comporterebbe una possibile epidemia che costringesse a letto una significativa parte di popolazione. Tutti i Paesi, quelli europei in particolare, si stanno attenendo scrupolosamente alle indicazioni dell’OMS messe a punto da tempo proprio in previsione di possibili pandemie. Per quanto riguarda l’Italia tali indicazioni sono vigenti da tempo e per l’Emilia-Romagna dal 2007″.
Con questa premessa l’assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni ha risposto alle affermazioni, riportate da agenzie di stampa, del segretario della Fimmg Stefano Zingoni che ha criticato alcune disposizioni della Regione che prevedono la presa in carico da parte dei medici di medicina generale a livello domiciliare di casi sospetti e confermati di nuova influenza e delle modalita’ di utilizzo dei farmaci antivirali.
“Le indicazioni fornite ai medici di medicina generale, nel contesto descritto - ha detto Bissoni - sono il frutto di disposizioni nazionali ed internazionali che riguardano le modalita’ di gestione dell’epidemia di nuova influenza che sta interessando diverse aree del pianeta, compresa l’Emilia-Romagna (dove, a tutt’oggi sono registrati circa 100 casi di positivita’). Si tratta, per altro, di indicazioni discusse con le rappresentanze degli stessi medici di famiglia”.
“Sulla base dell’esperienza, non e’ necessario ne’ corretto trattare a livello ospedaliero tutte le persone che presentano sintomatologie influenzali”, ha detto l’assessore. “Le persone malate, qualora i sintomi influenzali non siano gravi e dunque non necessitino di ricovero - ha spiegato - devono essere seguite a domicilio poiche’ questo e’ il modo di cura adeguato e che garantisce una minore diffusione dell’infezione. Come per ogni problema di salute trattabile a domicilio, non puo’ che essere prioritariamente il medico di famiglia a farsi carico dell’assistenza, con la necessaria collaborazione e sostegno”.
Riguardo poi all’utilizzo dei farmaci antivirali, l’assessore ha precisato che la loro gestione ha una modalita’ specifica, definita nel piano nazionale, diversa dalla tradizionale ricetta di prescrizione e acquisizione del medicinale in farmacia. Si tratta infatti di farmaci acquistati direttamente dal Ministero della salute, distribuiti alle Regioni in modo contingentato rispetto all’evoluzione del quadro epidemiologico e gestiti dai Reparti di malattie infettive degli ospedali. “Le modalita’ del loro utilizzo - ha detto Bissoni - sono contenute in rigorosi protocolli nazionali e, in questa fase dell’epidemia, e’ opportuno mantenere una collaborazione tra il medico di famiglia e lo specialista del reparto di malattie infettive riguardo a prescrizione e somministrazione.” In riferimento ai ‘kit’ di protezione per i medici di famiglia (camici, mascherine…), Bissoni ha specificato che, se nelle situazioni ordinarie e’ il singolo medico che vi fa fronte, in questa situazione non ordinaria, le Aziende Usl metteranno a disposizione una parte di questi kit, disponibili ad aumentarli, qualora necessario.
Riguardo infine alla vaccinazione, quando il vaccino sara’ disponibile, le priorita’ saranno definite in ambito europeo e nazionale e comunque e’ gia’ condivisa la necessita’ di vaccinare prioritariamente il personale sanitario, quello degli altri servizi essenziali e i gruppi di persone a rischio.
“Da parte nostra - ha concluso Bissoni - continueremo a lavorare per dare corretta attuazione alle indicazioni nazionale seguendone l’evoluzione, in stretta collaborazione con i servizi sanitari e in particolare con i medici di famiglia e il pediatri di libera scelta che, anche in questa situazione, si confermano nel loro fondamentale ruolo”. (AGI)
Mir/Red