(AGI) - Cagliari, 27 ago. - L’equipe guidata dal prof. Gian Benedetto Melis ha eseguito i primi interventi al mondo con la tecnica della laparoscopia con singolo accesso. Grazie allo sviluppo di questa nuova tecnica operatoria - viene spiegato in una nota dell’azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari - sara’ possibile eseguire la maggior parte degli interventi ginecologici (anche oncologici) in day hospital (o day surgery) ed eliminare del tutto le cicatrici addominali. Questa metodica, infatti, prevede un unico foro di accesso al campo operatorio attraverso l’ombelico: il taglio viene praticato all’interno della cavita’ ombelicale, risultando quindi invisibile dall’esterno. Mentre la tecnica laparoscopica tradizionale prevede la pratica di 3 o 4 fori a seconda del tipo di intervento. Gli interventi eseguiti mercoledi’ scorso sulle prime 5 pazienti sono consistiti nell’asportazione di cisti ovariche e hanno avuto tutti esito positivo e non hanno presentato complicazioni. La nuova tecnica e’ resa possibile dallo sviluppo tecnologico studiato e realizzato dai chirurghi dell’equipe del prof. Melis, in collaborazione con varie imprese produttrici di materiale chirurgico, che ha preso avvio circa sei mesi fa. La possibilita’ di operare tramite un solo foro, infatti, e’ data dalla combinazione di due nuovi tipi di strumentazione: il “one port trocar” e i ferri laparoscopici curvi. Il primo e’ una specie di imbuto, sovrastato da un coperchio di silicone modellato in modo tale da poter ospitare tutte le tipologie di ferri necessarie all’intervento, i secondi rappresentano una nuova frontiera della tecnologia laparoscopica perche’ permettono all’operatore un’ampiezza di movimento all’interno del campo operatorio finora sconosciuta. I vantaggi per le pazienti sono evidenti: un tempo di degenza ridotto al minimo (un giorno o una notte), un tempo di convalescenza anch’esso ridotto grazie alla riduzione da 4 a 1 dei tagli chirurgici e la totale scomparsa di cicatrici visibili. Con le prime operazioni su pazienti in carne ed ossa, la tecnica della laparoscopia con singolo accesso e’ giunta alla seconda fase della sperimentazione, che e’ stata avviata dalla Clinica ostetrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, circa sei mesi fa, in collaborazione con il Centro Florence diretto dal prof. Luca Mencaglia. Nella prima fase sono stati messi a punto i nuovi strumenti ed e’ stato svolto il training per la manualita’ dei chirurghi con interventi simulati sui manichini. Ora, nella terza fase, la nuova tecnica operatoria sara’ applicata agli altri tipi di interventi laparoscopici tradizionali e consentira’ di effettuare uno studio comparativo sui tempi e l’efficacia. I primi risultati saranno presentati gia’ ad ottobre durante il congresso della Societa’ europea di endoscopia ginecologica. (AGI) (AGI) - Cagliari, 27 ago. - Nell’Azienda ospedaliero-Universitaria di Cagliari - si legge nella nota - viene aperta una nuova via per rendere sempre piu’ efficace e sempre meno invasiva la pratica chirurgica. La traduzione della sperimentazione e della ricerca medica nella quotidianita’ clinica ed assistenziale, che e’ la ragione fondante di un’azienda mista, con questa sperimentazione trova una delle sue massime espressioni. Questo nonostante le difficolta’ connaturate all’avvio di un nuovo tipo di azienda sanitaria, di cui peraltro non si aveva ancora esperienza nel Sistema sanitario regionale. Tuttavia l’Aou di Cagliari ha da subito raccolto la sfida grazie anche alla visione della Direzione generale che ha portato avanti, pur senza trascurare il ruolo assistenziale, progetti innovativi che collocano l’AOU, in molti campi, ai vertici della sanita’ regionale e nazionale. Rimanendo nell’ambito della ginecologia, la Clinica ostetrica dell’Azienda e’ di gran lunga il primo punto nascita per numero di parti della Sardegna (con un incremento nell’ultimo anno del 10%). Ha la percentuale piu’ alta di utilizzazione gratuita dell’anestesia epidurale (oltre il 60% dei parti naturali) e la minore incidenza di parti cesarei. Ed e’ una delle due Aziende sanitarie italiane, e l’unica in Sardegna, ad aver ricevuto il riconoscimento dei “Tre bollini rosa con menzione” dell’Onda (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna), nell’ambito del progetto “Ospedale a misura di donna”. (AGI)
Red/Cog