(AGI) - Milano, 29 set. - La sofferenza fisica provocata dal cancro incide negativamente anche sulla psiche e sulle attivita’ quotidiane della donna: in particolare, influisce sul lavoro (25,8%), la capacita’ di svolgere le faccende domestiche (24%), l’umore (22%) e la deambulazione (17,6%). Circa 8 donne su 10 seguono o hanno seguito una cura. La scelta del farmaco, tuttavia, si rivela di frequente poco appropriata per dosaggio, formulazione e principio attivo. In generale, la ricerca evidenzia un ricorso eccessivo a FANS e oppioidi deboli che, a differenza degli oppioidi forti, non sono in grado di controllare efficacemente il dolore moderato e intenso. “Ogni giorno visitiamo decine di donne con tumore al seno, che devono combattere non solo con la malattia, ma anche con le complicanze ad essa correlate - commenta Marina Garassino, oncologa ricercatrice presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano - Il dolore e’ una di queste e l’indagine evidenzia come, ancora oggi, spesso non venga trattato in base alla sua reale intensita’”. “Il problema del dolore cronico - dichiara Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale sulla terapia del dolore e cure palliative - e’ sempre piu’ al centro dell’attenzione delle Istituzioni, come dimostrano l’abolizione del ricettario speciale per gli oppiacei e la costituzione di una Commissione dolore. L’approvazione alla Camera del ddl sulle cure palliative, cui auspico segua a breve quella del Senato, contribuira’ a garantire una concreta e migliore assistenza a chi soffre”. “Il ruolo della medicina generale - aggiunge Pierangelo Lora Aprile, Responsabile Nazionale Area Cure Palliative e Terapia del Dolore SIMG - e’ fondamentale. L’attuale ddl promuove la territorializzazione della cura, cioe’ la possibilita’ che i pazienti con dolore cronico abbiano il medico di medicina generale come primo referente”. “Se l’esperienza di un tumore e’ di per se’ devastante, il tumore al seno lo e’ ancora di piu’ in quanto mina la donna nella sua femminilita’, provocando un senso di profonda frustrazione”. afferma Marco Filippini, Direttore Generale Mundipharma. Sul fronte di un adeguato approccio terapeutico, qualcosa sta cambiando nel nostro Paese, da anni ultimo in Europa per consumo di farmaci oppioidi. Secondo recenti dati di mercato la crescita riscontrata a fine 2008, pur se meno evidente, e’ confermata nei primi mesi del 2009. Confrontando il 2′ trimestre 2009 con l’analogo periodo del 2008, la spesa procapite e’ salita del +17,7, contro una crescita media europea del +6,8″. (AGI)
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