Archivio per il Febbraio, 2010

SANITA’: ALLA CATTOLICA MASTER SULLE INFEZIONI IN CHIRURGIA

Lunedì, Febbraio 22nd, 2010

(AGI) - Roma, 22 feb. - “Note storiche delle infezioni e delle sepsi chirurgiche”. E’ questo il titolo della lettura magistrale che il prof. Enrico De Antoni, presidente della Societa’ Italiana di Chirurgia (SIC), terra’ mercoledi’ 24 febbraio presso il Policlinico Gemelli di Roma (Aula Brasca, ore 14.30), in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Master di II livello “Sepsi in chirurgia”, promosso dal Dipartimento di Scienze chirurgiche del Policlinico, diretto dal prof. Marco Castagneto. Il master, coordinato da Gabriele Sganga, docente presso l’Istituto di Clinica chirurgica della Cattolica di Roma, si propone di individuare un percorso multidisciplinare e allo stesso tempo unitario nella prevenzione, diagnosi e terapia delle infezioni e sepsi in chirurgia. “Obiettivo del master - spiega Sganga - e’ di analizzare il problema delle infezioni in chirurgia da un punto di vista clinico, di approfondire le basi fisiopatologiche del processo settico e di identificare l’impatto che queste hanno sull’organizzazione e sui costi sanitari; ma soprattutto vuole essere un’occasione di confronto e reciproco arricchimento tra i vari specialisti coinvolti nel trattamento dei pazienti settici, in modo da fornire gli strumenti per una adeguata prevenzione, una pronta e accurata diagnosi e un’efficace cura delle infezioni chirurgiche”. In Italia sono circa 500.00-700.000, su 9.5 milioni di ricoverati l’anno, i pazienti che contraggono un’infezione ospedaliera, con percentuali che oscillano tra il 5 e il 17% dei degenti. Si contano oltre 7000 morti l’anno, ma la mortalita’ puo’ raggiungere il 3% (Ministero della Salute, marzo 2005). Tra questi, i pazienti chirurgici rappresentano una categoria molto significativa. L’infezione e la sepsi rappresentano infatti la piu’ frequente causa di morte nei pazienti chirurgici operati e nei politraumatizzati, e in terapia intensiva possono raggiungere mortalita’ tra il 30 e l’80%. I mezzi diagnostici a disposizione oggi consentono di ottenere diagnosi mediamente nel 90% dei casi. Tale percentuale e’ ulteriormente incrementata dal monitoraggio e dalla sorveglianza microbiologica. Ma l’aspetto piu’ scottante e che, nonostante gli indiscussi progressi della medicina, l’incidenza e la mortalita’ delle infezioni ospedaliere (4° causa di morte nel mondo occidentale) non tende a ridursi, sebbene si calcoli che ben il 30% di esse sarebbero prevenibili (135.000-210.000 infezioni prevenibili in Italia). “La prevenzione - spiega Sganga - rappresenta l’arma piu’ efficace e forse meno costosa. La piu’ efficace terapia, pur riconoscendo la validita’ e la fondamentale importanza degli avanzamenti tecnologici nel campo del sostegno alle funzioni vitali, resta il tempestivo e adeguato trattamento antibiotico e chirurgico”. (AGI) Red/Pgi

SANITA’: COMM. ERRORI SANITARI IN MISSIONE IN PUGLIA

Lunedì, Febbraio 22nd, 2010

(AGI) - Roma, 22 feb. - Una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, presieduta dall’on. Leoluca Orlando, si rechera’ stamane in missione in Puglia. Nel corso della mattinata, alle ore 11, il Presidente e i Commissari incontreranno i vertici del Policlinico di Bari, procedendo inoltre ad una visita ai reparti; e il Rettore, il Prorettore e il Preside della Facolta’ di Medicina della stessa Universita’, per un esame complessivo delle criticita’ riscontrate negli ultimi mesi. Alle 12.30 si terra’ una conferenza stampa presso i locali del Policlinico. Nel pomeriggio, alle ore 15, la Commissione incontrera’ il Direttore della Asl di Barletta per una analisi dei presunti casi di errore sanitario, riguardanti in particolare neonati. (AGI) Red/Pgi

ALIMENTARE:COLDIRETTI,NO ADDITIVI IN CUCINA VINCONO MATERIE PRIME

Sabato, Febbraio 20th, 2010

(AGI) - Roma, 20 feb. - Gli additivi non servono alla cucina italiana che puo’ contare sul primato nella qualita’ delle materie prime da utilizzare come ingredienti grazie alla leadership europea con 196 denominazioni di origine riconosciute, 4.471 specialita’ tradizionali censite dalle regioni e 477 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (IGT). E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ordinanza del ministero della Salute ‘Misure urgenti in merito alla tutela della salute del consumatore con riguardo al settore della ristorazione’, che disciplina l’utilizzo degli additivi e delle sostanze gassose nella ristorazione, utilizzate spesso nella cosiddetta ‘cucina molecolare’. Si e’ peraltro notevolmente ampliata la possibilita’ di acquistare i prodotti tipici dell’agricoltura italiana e nel 2009 sono stati circa 500 i mercati degli agricoltori presenti in tutte le regioni con un aumento del 360 per cento rispetto all’anno precedente, quando se ne contavano appena 106, secondo il ‘Rapporto sugli acquisti dei prodotti alimentari direttamente dalle imprese agricole 2009′ realizzato da Coldiretti/Agri2000. Sono saliti a 63.600 con un aumento del 7 per cento rispetto al 2008, i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove - conclude la Coldiretti - e’ possibile comprare direttamente dal produttore ingredienti di qualita’ da impiegare nelle case o nella ristorazione commerciale. (AGI)

Com/Gav

REGIONALI: MUSSOLINI (PDL), SERVE SVOLTA PER SANITA’ CAMPANIA

Sabato, Febbraio 20th, 2010

(AGI) - Roma, 20 feb - “La vera svolta per la sanita’ in Campania sara’ il merito. Occorre che la politica esca dalla sanita’ promuovendo il merito ed il valore come unici strumenti di valutazione. In questi anni il centro sinistra, in nome della lottizzazione e della clientela, ha mortificato un vastissimo patrimonio di esperienza e di professionalita’ che va valorizzato a pieno, partendo dai medici di base, primo punto di riferimento delle famiglie. Va consentito a questi operatori sanitari di poter effettuare esami specialistici anche nelle strutture convenzionate allo scopo di essere maggiormente autonomi e decongestionare il pronto soccorso”. Lo afferma Alessandra Mussolini, incontrando a Napoli medici ed operatori sanitari.(AGI) red/mal

RU486: REGIONI DIVISE TRA DAY HOSPITAL E RICOVERO

Sabato, Febbraio 20th, 2010

(AGI) - Roma, 20 feb. - Sulla Ru 486 le regioni sono divise tra day hospital e ricovero ordinario. Lo rivela un’inchiesta de ‘Il Bisturi’ secondo cui alla vigilia dell’arrivo della pillola abortiva, solo 6 Regioni hanno deciso (3 per il ricovero ordinario e 3 per il day hospital) quale via di somministrazione adottare. Le altre aspettano indicazioni da Roma e c’e’ qualcuno che ha rimandato la scelta al dopo elezioni di marzo. Una volta che il Poligrafico dello Stato terminera’ la stampa delle etichette, contenenti il codice a barra e le altre indicazioni di legge, la ditta francese produttrice della Ru 486 iniziera’ a spedire le confezioni in tutta Italia. Questione di qualche settimana al massimo (si parla realisticamente di meta’ marzo), hanno confermato dal quartier generale di Parigi della Exelgyn. Secondo i dati raccolti dal quindicinale di politica sanitaria, solo Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trento e Veneto hanno gia’ deciso come somministrare la RU 486 alle donne che vorranno effettuare l’aborto farmacologico in alternativa a quello chirurgico. Tutte le altre non hanno ancora preso una decisione. In particolare, Lombardia, Toscana e Veneto hanno deliberato per il ricovero ordinario per tutta la durata dell’interruzione di gravidanza (normalmente tre giorni), mentre Emilia Romagna, Piemonte e P.A. di Trento hanno seguito la via della possibilita’ del day hospital, prevedendo appositi protocolli che consentono comunque il monitoraggio costante della donna, anche al di fuori dell’ospedale, per l’arco di tempo necessario all’aborto. Le altre Regioni aspettano indicazioni. Indicazioni che potrebbero prendere la forma di linee guida nazionali, come auspicato dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi (che ha mantenuto la delega politica per le questioni etiche) e dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella o, come preferito dalle Regioni, di un’intesa in Conferenza Stato Regioni. Su tutto pesera’ il parere del Consiglio superiore di sanita’, annunciato dal ministro Ferruccio Fazio (anche se la richiesta formale di parere non e’ stata ancora inoltrata al neo presidente Enrico Garaci), che tornera’ a pronunciarsi sulla RU 486 dopo averlo gia’ fatto in occasione della sperimentazione all’ospedale S. Anna di Torino nel 2004-2005. Comunque a oggi nulla e’ ancora stato deciso e il quadro che emerge dall’indagine e’ quello di una preoccupante confusione, almeno nelle Regioni ancora indecise sul da farsi. In questi ultimi casi, pur essendo state fatte riunioni e tavoli tecnici per raccogliere i pareri degli esperti e sviluppare analisi dei costi, per il momento si e’ stabilito di aspettare. E tra le motivazioni figura anche l’esito delle elezioni, “perche’ -hanno rilevato alcuni interlocutori- questa decisione non e’ solo sanitaria ma anche etica e politica”. (AGI) Com/Gav

SANITA’: COMMISSIONE PARLAMENTARE ERRORI IN MISSIONE IN PUGLIA

Venerdì, Febbraio 19th, 2010

(AGI) - Bari, 19 feb. - Una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, presieduta dall’on. Leoluca Orlando, si rechera’ lunedi’ 22 febbraio in missione in Puglia. Alle 11, la delegazione incontrera’ i vertici del Policlinico di Bari, il Rettore, il Prorettore e il Preside della Facolta’ di Medicina della stessa Universita’, per un esame complessivo delle criticita’ riscontrate negli ultimi mesi. Alle 12,30 si svolgera’ una conferenza stampa al Policlinico. Alle 15, la Commissione incontrera’ il Direttore della Asl di Barletta per una analisi dei presunti casi di errore sanitario, riguardanti in particolare neonati. (AGI) red/Tib

SEQUESTRO FARMACI: CONSUMATORI, “GRAVE CAMPANELLO D’ALLARME”

Venerdì, Febbraio 19th, 2010

(AGI) - Roma, 19 feb. - In merito al maxi sequestro di falsi farmaci per il cuore, avvenuto oggi a Roma, da parte dei funzionari dell’Ufficio delle Dogane in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza, il Movimento Consumatori esprime particolare preoccupazione.

“Ringraziamo per l’ottimo lavoro svolto la Guardia di Finanza - afferma Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori - ma non possiamo non mettere l’accento su questo ennesimo e grave episodio che riteniamo rappresenti un vero e proprio campanello d’allarme per il futuro. Ora l’Italia rappresenta un terreno di transito per questi farmaci, ma un domani potrebbe diventare il luogo di destinazione”. E’ necessario quindi agire sul fronte della prevenzione, con l’attuazione di una unita’ sovranazionale di controllo che lavori in stretto contatto con il Ministero della Salute”.

“Ad oggi - continua la Miracapillo - nel nostro Paese siamo abbastanza tranquilli, i farmaci sono ben tracciati, ma il fenomeno della contraffazione e’ troppo prepotente per abbassare in qualche modo la guardia. Il problema non e’ solo di un singolo Paese, e’ mondiale. Auspichiamo, quindi, anche la creazione di una task force europea, per contrastare un fenomeno grave che puo’ mettere come in questo caso, in pericolo di vita migliaia di persone”. (AGI) Vim

SALUTE: CDM VARA REGISTRO PROTESI AL SENO E IL DIVIETO A MINORI

Venerdì, Febbraio 19th, 2010

(AGI) - Roma, 19 feb. - Un Registro nazionale (insieme ai registri regionali) degli impianti protesici mammari effettuati in Italia, il primo di questo genere in Europa, e il divieto per le minorenni di rifarsi il seno, fatte salve gravi asimmetrie e motivi clinici. E’ quanto prevede il disegno di legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, e illustrato dal ministro della Salute Ferruccio Fazio e dal sottosegretario Francesca Martini. “Il provvedimento - ha spiegato Fazio - serve per risolvere il problema della sottovalutazione dei rischi collegati agli impianti al seno, interventi in aumento nel nostro paese anche nelle adolescenti, che nel Ddl sono specificamente tutelate”. Una legge fortemente voluta dal sottosegretario Martini, che ha ricordato come “per la prima volta si intervenga in un settore su cui in Italia non si e’ mai fatto nulla. Col boom degli interventi di protesi mammarie negli ultimi dieci anni (ormai siamo a 80-100.000 interventi l’anno) e’ emerso un vero far west della chirurgia estetica, con interventi prenotati online, last minute, effettuati spesso da sedicenti aziende con le donne che non hanno nessuna tutela”. Dei 100.000 interventi annui, ha ricordato Martini, solo il 20% avvengono per motivi clinici, ad esempio a fini ricostruttivi dopo un carcinoma mammario. L’80% rispondono a un’esigenza puramente estetica, “senza alcun follow up, senza informazione per le donne, che non sanno che spesso questi interventi danno problemi nell’allattamento, e rendono complicati alcuni tipi di screening preventivo al seno, a partire dalla mammografia”. Con il Registro, “per la prima volta parliamo di tracciabilita’: le donne possono sapere e conservare nel tempo quale tipo di intervento hanno fatto, la posizione della protesi, quale dispositivo e’ stato impiantato, e noi possiamo seguirle consentendo cosi’ anche studi clinici e monitoraggi adeguati sul fenomeno”. Nessun problema di privacy, comunque, “che sara’ garantita: l’accesso ai dati e’ permesso solo al medico, al Ministero della Salute e alle Regioni e, naturalmente, alle pazienti”. Il ddl, che ora iniziera’ l’iter parlamentare per l’approvazione definitiva, prevede anche l’atteso divieto per le under 18. “Giovanissime - sottolinea Martini - che oggi troppo spesso chiedono un intervento di questo tipo, fagocitate come sono dai modelli veicolati dai media. Devono capire che non si tratta di una modifica nel colore dei capelli, parliamo di un intervento chirurgico che comporta un rischio clinico”. In futuro, e’ previsto un ulteriore giro di vite nel settore: “Oggi - segnala Martini - gli interventi possono essere effettuati anche da chirurghi non specializzati. C’e’ un problema professionale del settore che andra’ valutato anche sotto l’aspetto universitario”. (AGI) Pgi

SANITA’: RAPPORTO PASSI, 67% VENETI SI DICHIARANO IN SALUTE

Giovedì, Febbraio 18th, 2010

(AGI) - Venezia, 18 feb. - Il 67% dei veneti considera buono o molto buono il suo stato di salute, ed anche il 44% di chi ha almeno una patologia severa ha comunque una percezione positiva del suo stato di salute. I veneti, pero’, fumano ancora troppo (almeno il 26%); mangiano e bevono troppo, cosicche’ il 31% di loro e’ in sovrappeso e, di questi, il 10% e’ obeso; sono ancora poco attenti ad alcuni fattori di rischio, come quello cardiovascolare, quello legato all’alimentazione, all’abuso di alcol, agli infortuni domestici e al rispetto delle regole della sicurezza stradale. Molto attenti e attivi invece, i veneti, rispetto agli screening contro il tumore dell’utero (l’85% delle donne ha effettuato almeno un pap test negli ultimi 3 anni, come raccomandato); contro quello della mammella (l’81% delle donne ha effettuato una mammografia negli ultimi 2 anni); e contro quello del colon retto (almeno la meta’ degli ultracinquantenni ha gia’ eseguito un test specifico). Il quadro emerge dall’elaborazione dei dati veneti (a cura della Direzione Regionale Prevenzione su un campione di 4237 cittadini tra 18 e 69 anni in 17 Ullss) inseriti nell’ambito del sistema di sorveglianza nazionale Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia a cura del ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanita’ e delle Regioni), che valuta lo stato di salute nelle diverse regioni italiane, e punta a stimare la frequenza e l’evoluzione dei fattori di rischio per la salute, legati a comportamenti individuali e alla diffusione delle misure di prevenzione. Gli esiti del rapporto sono stati resi noti oggi dall’assessore regionale alla Sanita’ Sandro Sandri. “Il quadro generale soprattutto se rapportato con altri studi simili del passato - sottolinea Sandri - e’ assai positivo, perche’ il cittadino e’ il primo sensore della sua salute, ed un 67% che dichiara di stare bene e’ un dato importante, a mio avviso raggiunto grazie anche ad una sanita’ pubblica che funziona, che ‘cura’ bene quando c’e’ da curare e garantisce un alto tasso di prevenzione”. (AGI) Red

BODY SCANNER: CODACONS, SONO INEFFICACI E PERICOLOSI PER SALUTE

Giovedì, Febbraio 18th, 2010

(AGI) - Roma, 18 feb. - Body scanner in via sperimentale negli aeroporti di Roma Fiumicino e Malpensa per i voli diretti negli Stati Uniti. E’ quello che ha annunciato ieri il presidente dell’Enac Vito Riggio, parlando in audizione in Commissione lavori pubblici al Senato. “Ci stupisce la sicurezza con la quale ieri Riggio ha garantito che le onde elettromagnetiche millimetriche non hanno effetti sulla salute. Considerato che la tecnologia a TeraHz non e’ mai stata impiegata sull’uomo e non esistono studi a riguardo, ci stupisce tanta tranquillita’” ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “La verita’ e’ che la nocivita’ della tecnologia a Terahertz non e’ conosciuta. Il principio di precauzione, quindi, la esclude”. Il Codacons ricorda che aveva diffidato il ministro degli Interni Roberto Maroni, il ministro della Salute Ferruccio Fazio ed il presidente dell’Enac Vito Riggio, a non installare i body scanner negli aeroporti italiani, “in virtu’ dell’applicazione del principio di precauzione e in relazione alla loro inefficacia ai fini della prevenzione negli attentati terroristici. L’introduzione dei body scanner - aggiunge - e’ esclusa dal principio di non introduzione di nuove tecnologie quando possono aumentare il rischio residuo della vita civile, affermato per la prima volta dal TAR di Gelsenkirchen e confermato dalla Corte Suprema dell’Assia. Inoltre i body scanner non possono garantire sicurezza e non sono piu’ efficienti della normale e vecchia perquisizione. Queste apparecchiature, infatti, si limitano a “mettere a nudo” la persona, rivelando la presenza di armi o oggetti pericolosi nascosti sotto i vestiti. Nulla possono fare, pero’, se i kamikaze, come fanno gia’ i corrieri della droga, ingerissero degli ovuli con esplosivo a tempo o attivabile con un normale radiocomando. In tal caso, solo una normale radiografia a raggi x, sicuramente nociva, potrebbe smascherarli. Ora ci chiediamo come si sia espresso il Ministero della Salute e la Commissione che il dott. Fazio ha dichiarato di avere istituito ad hoc per questa problematica. Inoltre e’ necessario conoscere esattamente il nominativo delle ditte che procederanno alla distribuzione di tali macchinari e alla installazione perche’ se in un normale laboratorio di radiologia vengono impartite rigide istruzioni di cautela ai fruitori e ai lavoratori, e’ indubbio che lo stesso dovrebbe accadere negli aeroporti italiani con personale altamente competente. In tal senso l’associazione procedera’ a richiedere ai sensi della Legge 241/90 copia della documentazione relativa ai pareri della Commissione istituita dal Ministero della Salute e dei relativi verbali delle riunioni (laddove esistenti) e copia dei contratti di appalto delle opere con i relativi capitolati”. (AGI) Red/Pgi

OCCHIALI 3D: MINISTERO, VIGILIAMO SU RISCHI PER LA SALUTE

Mercoledì, Febbraio 17th, 2010

(AGI) - Roma, 17 feb. - Il ministero della Salute vigila sugli eventuali rischi degli occhialini per la visione in 3D al cinema, che hanno conosciuto un vero boom con il successo travolgente di ‘Avatar’. In relazione alla segnalazione di problemi connessi all’utilizzo di occhiali 3D ed in particolare all’eventuale pericolosita’ dei medesimi, si legge in una nota del ministero, il dicastero della Salute ha provveduto ad interessare il Ministero dello Sviluppo Economico per gli aspetti relativi alla Direttiva sulla sicurezza dei prodotti ed il Consiglio Superiore di Sanita’ per quelli connessi agli eventuali rischi neuro-oculo-vestibolari sulla salute umana. Per quanto riguarda gli aspetti igienico-sanitari, legati all’eventuale riutilizzo di occhiali 3D, il ministero ritiene indispensabile uno specifico protocollo di pulizia e di disinfezione al fine di evitare che gli occhiali possano diventare veicolo di infezioni dell’occhio e della cute e di infestazioni del capo (in particolare pediculosi). La situazione continua ad essere monitorata da questo ministero e dai NAS che hanno gia’ effettuato oltre 7.000 sequestri di occhiali 3D che presentavano etichettature irregolari. (AGI) Pgi

TRAPIANTI: TRE DONATORI DISPOSTI A CEDERE RENE A SCONOSCIUTI

Mercoledì, Febbraio 17th, 2010

(AGI) - Roma, 17 feb. - Persone sane disposte a rinunciare a un rene per consentire il trapianto ad altrettanti malati bisognosi del tutto sconosciuti. Sembra una favola, ma ora e’ realta’: tre donatori “samaritani”, come si chiamano in gergo, due in Lombardia e uno in Piemonte, si sono dichiarati pronti a farsi espiantare un rene per regalare una speranza ad altre tre persone. Lo annuncia il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, che spiega come casi di questo genere “non sono unici, ce ne sono stati altri ma certo in Italia sono rarissimi”. I tre donatori si sono presentati ai centri trapianti di riferimento dichiarando semplicemente di voler donare un rene, senza niente in cambio (come ovvio, visto che la vendita di organi e’ vietata) e senza avere amici o parenti da indicare come riceventi. Ma la cosa non e’ cosi’ semplice: “In Italia la normativa non prevede questi casi - spiega Nanni Costa - anche se non li esclude. Ora si tratta anzitutto di appurare il benessere psichico e psicologico dei donatori, e poi capire come eseguire gli interventi nel rispetto delle leggi”. Tocchera’ all’ufficio legislativo del ministero della Salute “la valutazione delicata del caso e sulle procedure da seguire. Bisogna - spiega Nanni Costa - definire i criteri di assegnazione degli organi, che puo’ essere di vario tipo. Una volta ammessa la procedura da adottare si valuta l’ammissibilita’ della richiesta dei donatori, e si procede”. Si tratta, insomma, di colmare un vuoto normativo che “in altri paesi non c’e', anzi la donazione volontaria e gratuita e’ una procedura standardizzata”. In ogni caso, quella dei tre “samaritani” di Lombardia e Piemonte e’ un’offerta tanto generosa quanto rara: “Siamo sommersi di chiamate di gente che vuole cedere un rene - sottolinea il direttore del Centro Nazionale Trapianti - ma e’ sempre per venderlo. Noi di solito chiediamo ai chiamanti nome e cognome, visto che si tratta di un reato. Stavolta e’ diverso”. (AGI) Pgi

FEDERALIMENTARE: DEFINITE LINEE STRATEGICHE PER ‘FOOD FOR LIFE’

Mercoledì, Febbraio 17th, 2010

(AGI) - Roma, 17 feb. - Dai 7 pillars previsti nel vecchio ordinamento sono sorti i 3 nuovi ‘key thrusts’: cibo, salute, benessere e longevita’,

coordinatore: Carlo Cannella (Inran/La Sapienza); co-coordinatori: Andrea Borsari (Granarolo) e Roberto Nardi (Unilever). Fiducia del consumatore nella catena alimentare,

coordinatore: Roberto Fanfani (Universita’ di Bologna);

co-coordinatori: Roberto Ciati (Barilla), Mauro Fontana (Ferrero) e Marino Petracco (Illy Caffe’). Sostenibilita’ e Responsabilita’ sociale, coordinatore; Massimo Iannetta (Enea);

co-coordinatori: Giovanni Sorlini (Inalca) e Giorgio Zasio (Saplo-Peroni).

La riforma della struttura della piattaforma - si legge ancora nella nota - e’ stata effettuata sotto il coordinamento di Daniele Rossi (direttore generale federalimentare), confermato oggi chairman della piattaforma nazionale, e di alti esponenti dell’industria alimentare, in collaborazione con autorevoli rappresentanti del mondo della ricerca pubblica e privata, tra cui in testa l’Inran, l’Enea e l’universita’ di Bologna.

Nuovi ingressi nella piattaforma sono quelli di Federbio, di Apre, del Gruppo Eridania-Maccaferri e di Invitalia.

I responsabili dei 3 ‘key thrusts’ condivideranno inoltre una comune linea di azione in fatto di cComunicazione, formazione e trasferimento tecnologico alle aziende, in particolar modo alle piccole e medie imprese.

A capo di questo ‘obiettivo strategico trasversale’ del progetto saranno il coordinatore Ethel de Paoli (Tecnoalimenti) e il Co-coordinatore Michele Contel (Nexen).

Per perseguire gli obiettivi preposti - prosegue la nota - e’ stata adottata una struttura che prevede, in seno ad ogni “key thrust” il coordinamento di un esponente del mondo della Ricerca e il co-coordinamento di rappresentanti dell’industria”.

Di fondamentale importanza e’ stato inoltre l’appoggio delle regioni (in particolare Puglia, Campania, Toscana, Emilia Romagna e Veneto) e delle istituzioni centrali: ministero della Sviluppo Economico, ministero delle Politiche Agricole, ministero dell’Universita’ e della Ricerca e ministero della Salute con l’Istituto Superiore di Sanita’”.

“Presupposto indispensabile nel perseguimento della modernizzazione del nostro sistema produttivo - conclude la nota - e’, oggi piu’ che mai un crescente stimolo al dialogo e alla collaborazione tra industria e ricerca per elaborare progetti a livello territoriale, nazionale ed europeo, che garantiscano lo sviluppo della nostra industria alimentare, eccellenza del made in italy nel mondo, senza tradire la fiducia riposta dal consumatore, non piu’ solo italiano, ma cittadino del mondo”. (AGI) Com/Mav