SANITA’: ALLA CATTOLICA MASTER SULLE INFEZIONI IN CHIRURGIA
Lunedì, Febbraio 22nd, 2010(AGI) - Roma, 22 feb. - “Note storiche delle infezioni e delle sepsi chirurgiche”. E’ questo il titolo della lettura magistrale che il prof. Enrico De Antoni, presidente della Societa’ Italiana di Chirurgia (SIC), terra’ mercoledi’ 24 febbraio presso il Policlinico Gemelli di Roma (Aula Brasca, ore 14.30), in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Master di II livello “Sepsi in chirurgia”, promosso dal Dipartimento di Scienze chirurgiche del Policlinico, diretto dal prof. Marco Castagneto. Il master, coordinato da Gabriele Sganga, docente presso l’Istituto di Clinica chirurgica della Cattolica di Roma, si propone di individuare un percorso multidisciplinare e allo stesso tempo unitario nella prevenzione, diagnosi e terapia delle infezioni e sepsi in chirurgia. “Obiettivo del master - spiega Sganga - e’ di analizzare il problema delle infezioni in chirurgia da un punto di vista clinico, di approfondire le basi fisiopatologiche del processo settico e di identificare l’impatto che queste hanno sull’organizzazione e sui costi sanitari; ma soprattutto vuole essere un’occasione di confronto e reciproco arricchimento tra i vari specialisti coinvolti nel trattamento dei pazienti settici, in modo da fornire gli strumenti per una adeguata prevenzione, una pronta e accurata diagnosi e un’efficace cura delle infezioni chirurgiche”. In Italia sono circa 500.00-700.000, su 9.5 milioni di ricoverati l’anno, i pazienti che contraggono un’infezione ospedaliera, con percentuali che oscillano tra il 5 e il 17% dei degenti. Si contano oltre 7000 morti l’anno, ma la mortalita’ puo’ raggiungere il 3% (Ministero della Salute, marzo 2005). Tra questi, i pazienti chirurgici rappresentano una categoria molto significativa. L’infezione e la sepsi rappresentano infatti la piu’ frequente causa di morte nei pazienti chirurgici operati e nei politraumatizzati, e in terapia intensiva possono raggiungere mortalita’ tra il 30 e l’80%. I mezzi diagnostici a disposizione oggi consentono di ottenere diagnosi mediamente nel 90% dei casi. Tale percentuale e’ ulteriormente incrementata dal monitoraggio e dalla sorveglianza microbiologica. Ma l’aspetto piu’ scottante e che, nonostante gli indiscussi progressi della medicina, l’incidenza e la mortalita’ delle infezioni ospedaliere (4° causa di morte nel mondo occidentale) non tende a ridursi, sebbene si calcoli che ben il 30% di esse sarebbero prevenibili (135.000-210.000 infezioni prevenibili in Italia). “La prevenzione - spiega Sganga - rappresenta l’arma piu’ efficace e forse meno costosa. La piu’ efficace terapia, pur riconoscendo la validita’ e la fondamentale importanza degli avanzamenti tecnologici nel campo del sostegno alle funzioni vitali, resta il tempestivo e adeguato trattamento antibiotico e chirurgico”. (AGI) Red/Pgi
