Archivio per il Aprile, 2010

SALUTE: OK STATO-REGIONI A PROPOSTA FAZIO PER FORMAZIONE SU SLA

Venerdì, Aprile 30th, 2010

(AGI) - Roma, 30 apr. - Via libera dalla Conferenza Stato-Regioni alla proposta presentata dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, con la quale viene regolamentata la formazione di familiari, o altre persone, per abilitarli ad effettuare aspirazioni endotracheali a malati di sclerosi laterale amiotrofica e tracheostomizzati. E’ quanto si legge in una nota del ministero nella quale si spiega che: “grazie all’accordo queste periodiche metodiche sanitarie potranno

essere effettuate anche al proprio domicilio”.

“La proposta - si legge ancora - e’ stata esaminata dal Consiglio superiore di sanita’ che ha espresso parere positivo nella seduta del 25 marzo 2009, ritenendo che l’effettuazione della TBA (aspirazione tracheo-bronchiale) in ambito domiciliare sia una pratica indispensabile e urgente per quei pazienti tracheostomizzati per i quali non sia necessario o giustificato il ricovero e che, nel contempo, necessitino di assistenza continua per le loro condizioni gravemente invalidanti”.

“Con quest’accordo, fortemente voluto e sostenuto

dall’Associazione rappresentativa dei malati di SLA e dei loro familiari - afferma Fazio - il Governo e le Regioni danno un ulteriore sostegno concreto a questi cittadini ed ai loro congiunti favorendo l’assistenza a domicilio”. (AGI)

Red

SALUTE: OK STATO-REGIONI A PROPOSTA FAZIO PER FORMAZIONE SU SLA

Venerdì, Aprile 30th, 2010

(AGI) - Roma, 30 apr. - Via libera dalla Conferenza Stato-Regioni alla proposta presentata dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, con la quale viene regolamentata la formazione di familiari, o altre persone, per abilitarli ad effettuare aspirazioni endotracheali a malati di sclerosi laterale amiotrofica e tracheostomizzati. E’ quanto si legge in una nota del ministero nella quale si spiega che: “grazie all’accordo queste periodiche metodiche sanitarie potranno essere effettuate anche al proprio domicilio”. “La proposta - si legge ancora - e’ stata esaminata dal Consiglio superiore di sanita’ che ha espresso parere positivo nella seduta del 25 marzo 2009, ritenendo che l’effettuazione della TBA (aspirazione tracheo-bronchiale) in ambito domiciliare sia una pratica indispensabile e urgente per quei pazienti tracheostomizzati per i quali non sia necessario o giustificato il ricovero e che, nel contempo, necessitino di assistenza continua per le loro condizioni gravemente invalidanti”. “Con quest’accordo, fortemente voluto e sostenuto dall’Associazione rappresentativa dei malati di SLA e dei loro familiari - afferma Fazio - il Governo e le Regioni danno un ulteriore sostegno concreto a questi cittadini ed ai loro congiunti favorendo l’assistenza a domicilio”. (AGI) Red

SALUTE: OK STATO-REGIONI A PROPOSTA FAZIO PER FORMAZIONE SU SLA

Venerdì, Aprile 30th, 2010

(AGI) - Roma, 30 apr. - Via libera dalla Conferenza Stato-Regioni alla proposta presentata dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, con la quale viene regolamentata la formazione di familiari, o altre persone, per abilitarli ad effettuare aspirazioni endotracheali a malati di sclerosi laterale amiotrofica e tracheostomizzati. E’ quanto si legge in una nota del ministero nella quale si spiega che: “grazie all’accordo queste periodiche metodiche sanitarie potranno

essere effettuate anche al proprio domicilio”.

“La proposta - si legge ancora - e’ stata esaminata dal Consiglio superiore di sanita’ che ha espresso parere positivo nella seduta del 25 marzo 2009, ritenendo che l’effettuazione della TBA (aspirazione tracheo-bronchiale) in ambito domiciliare sia una pratica indispensabile e urgente per quei pazienti tracheostomizzati per i quali non sia necessario o giustificato il ricovero e che, nel contempo, necessitino di assistenza continua per le loro condizioni gravemente invalidanti”.

“Con quest’accordo, fortemente voluto e sostenuto

dall’Associazione rappresentativa dei malati di SLA e dei loro familiari - afferma Fazio - il Governo e le Regioni danno un ulteriore sostegno concreto a questi cittadini ed ai loro congiunti favorendo l’assistenza a domicilio”. (AGI) Red

ONG: MOTORAID 2010 A SOSTEGNO DI MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

Venerdì, Aprile 30th, 2010

(AGI) - Roma, 30 apr. - In moto da Cape Town a Capo Nord, attraversando tutta l’Africa e l’Europa. E’ l’itinerario di ‘Cape to Cape Motoraid 2010′, che condurra’ il Marco Polo Team alla scoperta di terre e scenari impareggiabili a bordo delle BMW F800GS. Non solo avventura, pero’. Il raid 2010 si propone di sostenere l’attivita’ della ong Medici con l’Africa Cuamm attraverso il pagamento di una borsa di studio per un giovane medico mozambicano, studente della facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Beira, in una delle zone piu’ povere del Paese. Il percorso, lungo 24.000 km, colleghera’ i due capi piu’ famosi della terra attraversando 18 paesi: Sudafrica, Mozambico, Malawi, Swaziland, Tanzania, Kenia, Etiopia, Sudan, Egitto, Libia, Tunisia, Italia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia. L’evento sara’ presentato il 4 maggio nel corso di una conferenza stampa nella sede della ong a Padova. (AGI) Red/Gav

ABORTO: ROCCELLA IN DIRETTA ALLA CNN SU CASO ROSSANO

Venerdì, Aprile 30th, 2010

(AGI) - Roma, 30 apr. - Questa sera alle ore 22 il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella interverra’ alla trasmissione ‘Connect The World’ su Cnn International sul caso di cronaca di Rossano Calabro, dove sono in corso accertamenti del ministero della Salute e della Procura. Lo rende noto un comunicato del ministero della Salute. (AGI) Red

HAITI: UNICEF, AL VIA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE PER 60.000 BAMBINI

Venerdì, Aprile 30th, 2010

(AGI) - Port-au-Prince, 30 apr. - Sessantamila bambini di Haiti sotto i cinque anni d’eta’ riceveranno vaccinazioni salvavita nei prossimi giorni, nel quadro della ‘Settimana delle vaccinazioni delle Americhe’, iniziativa annuale che coinvolge 44 Paesi e territori dell’America settentrionale, centrale e meridionale, e i Caraibi. Ne da’ notizia l’Unicef, che sostine insieme con Oms e Pan American Health Organization la campagna ad Haiti coordinata dal ministero della Salute. Si inizia domani nelle aree di Cornillon, Fonds Verettes, Gantier e Thomazeau (nel dipartimento occidentale del paese) e a Cayes Jacmel, Marigot, Anse-a’-Pitre, Belle Anse, Grand Gosier e Hotte (nel dipartimento sud-orientale, vicino al confine con la Repubblica Dominicana). I bambini verranno vaccinati contro poliomielite, difterite, tetano, pertosse, morbillo e rosolia e riceverranno integratori di vitamina A e vermifughi. “La vaccinazione e’ lo strumento salvavita per i bambini piu’ efficace e meno costoso, ma il costo umano di non vaccinare anche un solo bimbo e’ incommensurabile”, ha dichiarato la rappresentante dell’Unicef Haiti Francoise Gruloos-Ackermans. Le vaccinazioni saranno effettuate sia in postazioni fisse sia con squadre mobili che viaggeranno per raggiungere le comunita’ piu’ lontane. In questa campagna sara’ impiegato un totale di 146 gruppi di vaccinatori. L’Unicef sta fornendo vaccini, siringhe e altro materiale e sta dando sostegno economico insieme con l’Oms. Questa tornata di vaccinazioni integrera’ la campagna iniziata a febbraio, che ha gia’ raggiunto piu’ di 220.000 bambini di eta’ inferiore a otto anni in 687 postazioni nei campi per sfollati di Port au Prince, Leogane, Petit Goave, Grand Goave e Gressier. (AGI) Com/Gav

SANITA’: FIMMG, MEDICI IN FARMACIA? IPOTESI IRREALIZZABILE

Giovedì, Aprile 29th, 2010

((AGI) - Roma, 29 apr. - “Il Ministro mi ha ribadito che si riferiva al tavolo di confronto tra Ministero della Salute, Fnomceo e Fofi attivo da un paio di mesi - aggiunge Milillo - nel quale sono allo studio una serie di soluzioni per migliorare la rete dell’assistenza al cittadino attraverso la piena collaborazione dei due professionisti. In effetti e’ intenso anche il dialogo fra i rappresentanti delle categorie per formulare ipotesi rispettose delle competenze e delle autonomie delle due professionalita’ orientate a rendere i servizi territoriali piu’ efficienti. Medico e farmacista sono i due professionisti sanitari piu’ graditi alla popolazione”. (AGI) Red/Pgi

RICERCA: SIENA,AL VIA FASE CLINICA SU VACCINO ANTI FEBBRE TIFOIDE

Giovedì, Aprile 29th, 2010

(AGI) - Siena, 29 apr. - Inizia a Siena la fase clinica del primo progetto dell’associazione Sclavo per lo sviluppo di un vaccino per l’immunizzazione dei bambini contro la febbre tifoide. Lo annuncia una nota della stessa associazione, u organizzazione no-profit, dedicata alla ricerca scientifica per lo studio e la scoperta di vaccini per le malattie che colpiscono soprattutto i Paesi in via di sviluppo.All’associazione Sclavo partecipano l’Universita’ degli studi di Siena, l’Azienda ospedaliera senese, e il Novartis Vaccine Institute for Global Health. La febbre tifoide e’ tra le maggiori cause di malattia e morte nei Paesi in via di sviluppo, con circa 20 milioni di casi l’anno e 600.000 morti. I vaccini contro la febbre tifoide disponibili in commercio non sono utilizzabili nei bambini al di sotto dei due anni d’eta’ che costituiscono un’importante categoria a rischio di malattia. Questo vaccino, creato specificatamente per i bambini, e’ stato sviluppato dal Novartis Vaccines Institute for Global Health (Nvgh), Istituto con missione no profit localizzato a Siena, sulla base di un contratto stipulato con l’Associazione Sclavo, grazie a fondi erogati dalla Regione Toscana e dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Il progetto per il vaccino contro la febbre tifoide e’ stato in parte co-finanziato da Novartis. Lo studio clinico iniziale e’ attualmente in corso in Europa e, nei prossimi mesi, sara’ esteso anche all’India e al Pakistan con lo scopo di valutare l’efficacia del vaccino in popolazioni con un alto tasso di febbre tifoide entro la fine del prossimo anno. (AGI) Cli/Fi/Gav

ALCOL: COOP, AL VIA INFORMAZIONE RESPONSABILE PER CONSUMATORI

Giovedì, Aprile 29th, 2010

(AGI) - Roma, 29 apr. - Negli oltre 1.400 punti vendita Coop sara’ inserita progressivamente un’apposita cartellonistica per informare in modo piu’ corretto i consumatori di bevande alcoliche. E’ un’ulteriore fase dell’impegno preso dall’importante catena della grande distribuzione del nostro Paese per prevenire, attraverso un’adeguata informazione, l’abuso di bevande alcoliche: un fenomeno pericoloso non solo per la salute del singolo, ma anche per le sue ricadute sociali. Il primo passo risale al gennaio 2009, quando Coop, in linea con la propria politica valoriale, ha volontariamente deciso di interrompere la vendita di alcolici ai minori di 18 anni. Ma il divieto di per se’ - che pur per una catena distributiva e’ un impegno significativo perche’ si concretizza nella rinuncia alla vendita - non e’ sufficiente se non accompagnato da una adeguata campagna di sensibilizzazione. Su questa linea la decisione di inserire nell’etichetta del vino a marchio Coop i “Suggerimenti per una corretta assunzione di bevande alcoliche”, anche in questo caso aprendo una strada che ci si augura venga seguita dai produttori e anche dalle altre catene distributive. L’iniziativa e’ stata ufficializzata oggi nell’ambito dell’Alcohol Prevention Day, evento organizzato dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanita’ e promosso dall’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), e’ quello di fornire corrette informazioni non solo ai consumatori di vino a proprio marchio, ma a tutti i soci e consumatori che entrano nei reparti bevande alcoliche della propria rete di vendita. La cartellonistica suggerisce, in particolare, di bere solo durante i pasti e con moderazione, di non consumare alcol se ci si deve mettere alla guida, se si assumono farmaci, sul luogo di lavoro, se si usano macchinari delicati o pericolosi e consiglia, inoltre di non bere se si ha meno di 18 anni, durante la gravidanza e l’allattamento. La presenza sulla cartellonistica del “cuore che sorride”, testimonia che anche la Coop aderisce al programma “Guadagnare salute”, promosso dal ministero della Salute per facilitare l’adozione di una stile di vita sano. (AGI) Red/Eli

ALCOL:A RISCHIO 9 MLN ITALIANI; EMERGENZA OVER 65, UN UOMO SU 2

Giovedì, Aprile 29th, 2010

(AGI) - Roma, 29 apr. - Circa 9 milioni di italiani sono consumatori di bevande alcoliche a rischio, potenzialmente suscettibili di un intervento di carattere sanitario. Un problema che riguarda 7 milioni di uomini e 2 milioni di donne e che evidenzia due picchi opposti accomunati dalla propensione al bere: i giovanissimi under 16 e gli anziani over 65. Al di sotto dell’eta’ legale (16 anni) sono a rischio un ragazzo su 5 e una ragazza su 7; tra gli ultra 65enni circa un uomo su 2 e una donna su 10. Ovviamente ogni generazione sceglie la sua bevanda: se i giovani 11-18 anni prediligono birra e aperitivi alcolici, ‘i nonni’ optano per il vino, quindi birra e amari. Se ne e’ discusso oggi a Roma, nel corso dell’Alcohol Prevention Day’ all’Istituto Superiore di Sanita’ (Iss), iniziativa promossa dall’Osservatorio Nazionale Alcol Cnesps e dalla Societa’ italiana di Alcologia con il sostegno del ministero della Salute. “I 3 milioni di ultra 65enni bevitori costituiscono un problema serio in Italia”, ha spiegato nel suo intervento all’Iss il presidente della Societa’ italiana di Alcologia, Emanuele Scafato, “e non abbiamo a disposizione finanziamenti per fare ricerca e per seguire da vicino questi soggetti. In particolare, mi interessa sottolineare come gli anziani ubriachi siano un pericolo alla guida esattamente quanto lo sono i giovani - continua Scafato - questo per la loro fisiologia, che in termini di metabolismo dell’alcol e’ del tutto sovrapponibile a quella degli adolescenti e ridotta a una capacita’ soggettiva di metabolizzazione di un solo bicchiere di bevanda alcolica al giorno, con picchi alcolemici post-assunzione che accomunano la capacita’ di smaltimento nella giovane e terza eta’”. A dimostrazione di cio’, ha aggiunto l’esperto, il numero di decessi a causa di incidenti stradali e’ il medesimo al di sotto dei 24 anni e al di sopra dei 65. “In considerazione delle significative differenze di risposta all’alcol in base al genere, al peso, allo stomaco vuoto o pieno e ai liquidi corporei”, ha concluso Scafato, “probabilmente andrebbe ripensato il livello di alcolemia alla guida a 0.5 g/lt, come proposto dalla Consulta Nazionale Alcol e dalla Societa’ Italiana di Alcologia dal momento che tale livello espone il guidatore a un rischio tre volte superiore di incidente mortale rispetto a un livello molto inferiore di rischio, registrabile tra lo zero e gli 0.2 g/lt”. (AGI) Cli/Rm/Gav

ALCOL:A RISCHIO 9 MLN ITALIANI; EMERGENZA OVER 65, UN UOMO SU 2

Giovedì, Aprile 29th, 2010

(AGI) - Roma, 29 apr. - Circa 9 milioni di italiani sono consumatori di bevande alcoliche a rischio, potenzialmente suscettibili di un intervento di carattere sanitario. Un problema che riguarda 7 milioni di uomini e 2 milioni di donne e che evidenzia due picchi opposti accomunati dalla propensione al bere: i giovanissimi under 16 e gli anziani over 65. Al di sotto dell’eta’ legale (16 anni) sono a rischio un ragazzo su 5 e una ragazza su 7; tra gli ultra 65enni circa un uomo su 2 e una donna su 10. Ovviamente ogni generazione sceglie la sua bevanda: se i giovani 11-18 anni prediligono birra e aperitivi alcolici, ‘i nonni’ optano per il vino, quindi birra e amari. Se ne e’ discusso oggi a Roma, nel corso dell’Alcohol Prevention Day’ all’Istituto Superiore di Sanita’ (Iss), iniziativa promossa dall’Osservatorio Nazionale Alcol Cnesps e dalla Societa’ italiana di Alcologia con il sostegno del ministero della Salute. “I 3 milioni di ultra 65enni bevitori costituiscono un problema serio in Italia”, ha spiegato nel suo intervento all’Iss il presidente della Societa’ italiana di Alcologia, Emanuele Scafato, “e non abbiamo a disposizione finanziamenti per fare ricerca e per seguire da vicino questi soggetti. In particolare, mi interessa sottolineare come gli anziani ubriachi siano un pericolo alla guida esattamente quanto lo sono i giovani - continua Scafato - questo per la loro fisiologia, che in termini di metabolismo dell’alcol e’ del tutto sovrapponibile a quella degli adolescenti e ridotta a una capacita’ soggettiva di metabolizzazione di un solo bicchiere di bevanda alcolica al giorno, con picchi alcolemici post-assunzione che accomunano la capacita’ di smaltimento nella giovane e terza eta’”. A dimostrazione di cio’, ha aggiunto l’esperto, il numero di decessi a causa di incidenti stradali e’ il medesimo al di sotto dei 24 anni e al di sopra dei 65. “In considerazione delle significative differenze di risposta all’alcol in base al genere, al peso, allo stomaco vuoto o pieno e ai liquidi corporei”, ha concluso Scafato, “probabilmente andrebbe ripensato il livello di alcolemia alla guida a 0.5 g/lt, come proposto dalla Consulta Nazionale Alcol e dalla Societa’ Italiana di Alcologia dal momento che tale livello espone il guidatore a un rischio tre volte superiore di incidente mortale rispetto a un livello molto inferiore di rischio, registrabile tra lo zero e gli 0.2 g/lt”. (AGI) Cli/Rm/Gav

ALCOL:A RISCHIO 9 MLN ITALIANI; EMERGENZA OVER 65, UN UOMO SU 2

Giovedì, Aprile 29th, 2010

(AGI) - Roma, 29 apr. - Circa 9 milioni di italiani sono consumatori di bevande alcoliche a rischio, potenzialmente suscettibili di un intervento di carattere sanitario. Un problema che riguarda 7 milioni di uomini e 2 milioni di donne e che evidenzia due picchi opposti accomunati dalla propensione al bere: i giovanissimi under 16 e gli anziani over 65. Al di sotto dell’eta’ legale (16 anni) sono a rischio un ragazzo su 5 e una ragazza su 7; tra gli ultra 65enni circa un uomo su 2 e una donna su 10. Ovviamente ogni generazione sceglie la sua bevanda: se i giovani 11-18 anni prediligono birra e aperitivi alcolici, ‘i nonni’ optano per il vino, quindi birra e amari. Se ne e’ discusso oggi a Roma, nel corso dell’Alcohol Prevention Day’ all’Istituto Superiore di Sanita’ (Iss), iniziativa promossa dall’Osservatorio Nazionale Alcol Cnesps e dalla Societa’ italiana di Alcologia con il sostegno del ministero della Salute. “I 3 milioni di ultra 65enni bevitori costituiscono un problema serio in Italia”, ha spiegato nel suo intervento all’Iss il presidente della Societa’ italiana di Alcologia, Emanuele Scafato, “e non abbiamo a disposizione finanziamenti per fare ricerca e per seguire da vicino questi soggetti. In particolare, mi interessa sottolineare come gli anziani ubriachi siano un pericolo alla guida esattamente quanto lo sono i giovani - continua Scafato - questo per la loro fisiologia, che in termini di metabolismo dell’alcol e’ del tutto sovrapponibile a quella degli adolescenti e ridotta a una capacita’ soggettiva di metabolizzazione di un solo bicchiere di bevanda alcolica al giorno, con picchi alcolemici post-assunzione che accomunano la capacita’ di smaltimento nella giovane e terza eta’”. A dimostrazione di cio’, ha aggiunto l’esperto, il numero di decessi a causa di incidenti stradali e’ il medesimo al di sotto dei 24 anni e al di sopra dei 65. “In considerazione delle significative differenze di risposta all’alcol in base al genere, al peso, allo stomaco vuoto o pieno e ai liquidi corporei”, ha concluso Scafato, “probabilmente andrebbe ripensato il livello di alcolemia alla guida a 0.5 g/lt, come proposto dalla Consulta Nazionale Alcol e dalla Societa’ Italiana di Alcologia dal momento che tale livello espone il guidatore a un rischio tre volte superiore di incidente mortale rispetto a un livello molto inferiore di rischio, registrabile tra lo zero e gli 0.2 g/lt”. (AGI) Cli/Rm/Gav

SANITA’: ACCORDO CATTOLICA-ALBANIA PER FORMAZIONE E ASSISTENZA

Giovedì, Aprile 29th, 2010

(AGI) - Roma, 29 apr. - Ecco in dettaglio i punti salienti dell’accordo di cooperazione: L’Universita’ Cattolica, tramite il Policlinico Gemelli e il Centro nelle scienze biomediche di Campobasso, “si impegna ad accogliere pazienti albanesi affetti da patologie gravi e complesse non curabili o difficilmente curabili presso gli Istituti sanitari dell’Albania (…); a favorire la formazione professionale specialistica di personale medico e non medico albanese (…), istituendo borse di studio per il mantenimento in loco di medici e infermieri specialisti, che intendono frequentare un tirocinio professionale, garantendo loro l’ospitalita’; a promuovere l’accesso di medici albanesi ai processi di formazione a distanza, garantendo l’apporto medico della second opinion”. Il ministero della Salute della Repubblica di Albania “si impegna a fornire conoscenza ed esperienza nel campo delle patologie presenti in Albania attraverso le strutture sanitarie del Paese; ad autorizzare e favorire l’esercizio di esperienze clinico-organizzative di medici italiani e autorizzare il personale medico e non medico albanese che intende frequentare tirocini professionali presso il Gemelli e il Centro Giovanni Paolo II; infine a favorire iniziative di volontariato in Albania”. All’atto della firma del protocollo il ministro della Salute albanese ha sottolineato come questo accordo gli stia “particolarmente a cuore per una ragione scientifica e una morale: la Cattolica, con le sue strutture sanitarie, in primis il Gemelli, e’ un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale - ha detto il ministro Vasili -; da questa collaborazione, che oggi si avvia ufficialmente, sono certo verranno frutti importanti per il miglioramento della nostra sanita’. C’e’ anche un aspetto personale che in questo momento voglio ricordare e sono i tre anni di studi in Igiene condotti presso la facolta’ di Medicina della Cattolica e il Policlinico Gemelli”. “L’auspicio della Cattolica - ha aggiunto il direttore amministrativo Cicchetti - e’ dare un contributo significativo non solo per l’assistenza sanitaria diretta ai pazienti albanesi, che verranno a curarsi a Roma e a Campobasso, o per la formazione di medici e operatori, ma di dare come universita’ un apporto per la formazione di una nuova classe dirigente sanitaria dell’Albania; cio’ sara’ possibile anche attraverso la scuola di Economia sanitaria della Cattolica, che accanto ai Corsi di laurea e ai Master potra’ offrire anche un laboratorio di eccellenza con l’appena istituita Alta Scuola di Economia e Management dei sistemi sanitari”. Al termine della cerimonia ufficiale, il Rettore Ornaghi ha invitato il ministro della Salute e l’ambasciatore di Albania Logu a visitare il Policlinico Gemelli con le nuove strutture del Poliambulatorio centralizzato e alcuni reparti chirurgici, accompagnato dal direttore del Policlinico Cesare Catananti e dal direttore sanitario Andrea Cambieri. (AGI) Red/Eli