(AGI) - Roma, 30 giu. - L’approvazione il 15 marzo della legge sulle cure palliative costituisce un ulteriore elemento di aiuto per quelle strutture sanitarie attente alla cura del dolore femminile. E’ quanto afferma l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (O.N.Da), che questa mattina
ha presentato la quarta edizione della Guida degli ospedali a misura di donna. Sul tema del trattamento del dolore femminile, l’Osservatorio ha condotto un’indagine che ha coinvolto 97 delle 186 strutture premiate con i bollini rosa nel 2009 e 518 primari di reparti di anestesia-rianimazione, chirurgia, oncologia, ortopedia e ostetricia. Nell’85% degli ospedali presi in esame la valutazione del dolore e’ una routine, in otto strutture su dieci esiste un programma organico di terapia antalgica e in sei su dieci opera personale dedicato alla prevenzione e alla gestione del dolore. Le terapie antalgiche, secondo quanto emerso dall’indagine, vengono praticate nell’81% degli ospedali del nord-est, nel 71% di quelli nel nord-ovest, nel 74% delle strutture del centro e solo nel 60% di quelle del sud, dove i comitati ?Ospedale senza dolore? sono presenti solo in un caso su due. Cure non convenzionali, come ipnosi o agopuntura, sono praticate in circa il 15% dei reparti ospedalieri italiani con l’eccezione, ha osservato il presidente di O.N.Da, Francesca Merzagora, “dell’ostetricia dove vengono impiegate per una donne su due”. Piu’ diffusa invece la terapia psicologica, praticata nel 50% degli ospedali presi in esame, con punte dell’80% nei reparti di oncologia. “In molto centri”, ha sottolineato il coordinatore dello studio e docente di metodologia sociale all’universita’ di Padova, Giuseppe Pellegrini, “sono state attuate iniziative per facilitare la conoscenza delle terapie del dolore: una struttura su tre, ad esempio, organizza incontri con specialisti e medici di base per le pazienti, soprattutto nei reparti di ostetricia; i colloqui telefonici sono preferiti nel 55% dei casi con punte dell’80% nei reparti di oncologia dove, in un caso su due, alle pazienti viene proposto di tenere diari per monitorare il dolore. I reparti maternita’ sono quelli in cui i medici sono piu’ convinti della necessita’ di avere particolare attenzione alla comunicazione con le pazienti in ambito della terapia del dolore: l’82% dei primari di ostetricia ritiene opportune strategie di comunicazione specifiche, mirate alle esigenze femminili”. Dalla prima edizione della Guida a oggi, ha ricordato Merzagora, “la cura del dolore e’ diventata una caratteristica indispensabile per ottenere il punteggio massimo nelle nostre valutazioni. In futuro saremo ancora piu’ esigenti e nel bando 2011 la cura del dolore sara’ un elemento indispensabile per entrare a far parte della nostra guida”. (AGI) Cli/Rm/Ral