(AGI) - Roma, 30 set. - Un risparmio di oltre il 40% sulla spesa farmaceutica e una diminuzione di oltre il 70% degli incidenti dovuti a un errato utilizzo dei farmaci nei reparti. Con la presenza del ‘farmacista in corsia’ e’ possibile, lo dimostrano studi presentati oggi a Roma dalla Sifo, la Societa’ italiana farmacia ospedaliera e dei Servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie. “Per questo - spiega il presidente Sifo, Laura Fabrizio, nella conferenza stampa che questa mattina ha presentato il 31esimo congresso nazionale della Societa’ (dal 6 all’8 ottobre a Cagliari) - siamo impegnati in un Programma con il ministero della Salute e con la Federazione degli Ordini dei farmacisti Italiani (Fofi), finalizzato a produrre un modello di riferimento per avviare l’introduzione del ‘farmacista di Dipartimento’ nelle strutture sanitarie italiane.
I dati di cui ho parlato emergono proprio dall’applicazione in alcune realta’ italiane. I primi dieci farmacisti in corsia - prosegue la dottoressa Fabrizio - formati appunto in questo Programma promosso dal ministero, sono al lavoro da luglio (a Torino, Ancona, Padova, Bari e Messina) e i risultati della sperimentazione, partita nel marzo di quest’anno, saranno pronti a marzo 2011, dopo di che il farmacista di dipartimento potrebbe affiancare il medico anche nei nostri ospedali”, conclude. Una figura, quella del ‘nuovo’ farmacista, gia’ consolidata in alcune realta’ come gli Usa, la Spagna e la Germania. “Non e’ detto pero’ - precisa Laura Fabrizio - che questi modelli si possano realizzare anche nel nostro Paese poiche’ le differenze, a partire dal numero di farmacisti disponibili rispetto al numero di posti letto, sono notevoli. Per questo vogliamo individuare il modello applicabile in Italia, che verra’ indicato in un manuale, al termine del monitoraggio”.
La sperimentazione prosegue con un’attivita’ di otto mesi nei reparti, durante i quali un farmacista tutor e uno borsista valutano gli effetti della qualita’ aggiunta, prodotta dalla loro presenza nei reparti, sia su indicatori relativi alla sicurezza, sia in termini di appropriatezza e soddisfazione di pazienti e operatori. “Per noi e’ si’ un punto di arrivo - prosegue la presidente Sigo - ma soprattutto un punto di inizio: quando produrremo il manuale, il servizio verra’ implementato in molti ospedali italiani ed esteso a diverse specializzazioni, non solo oncologia, penso ad esempio alla pediatria e alla ginecologia”, con reali effetti positivi per pazienti e casse. (AGI) Cli/Rm/Eli