(AGI) - Roma, 28 dic. - Il Codacons torna sul caso delle protesi al seno pericolose prodotte dalla Pip. “Vogliamo avere alcuni chiarimenti dal ministro della Salute Balduzzi - spiega l’associazione -, in particolare l’Istituto Europeo di Oncologia, che ha ammesso l’utilizzo delle protesi incriminate, ne ha fatto uso anche nel periodo 2000-2001, quando cioe’ il suo direttore scientifico Umberto Veronesi era anche ministro della Salute? E come mai nel 2000, nonostante la Fda (Food and Drug Administration) avesse gia’ segnalato difetti ad altre protesi Pip, nessuna cautela fu adottata in quell’istituto e nelle altre strutture che utilizzavano i prodotti dell’azienda francese? Come e’ stato possibile nel 2001 modificare il gel di silicone delle protesi Pip senza che nessuno al ministero della Salute se ne accorgesse?”.
Il presidente Codacons, Carlo Rienzi, conclude: “Vogliamo sapere se fin dal 2000 vi siano state carenze od omissioni da parte delle autorita’ sanitarie italiane in relazione ai controlli e alla vigilanza, che abbiano portato alla situazione attuale, mettendo a rischio la salute di migliaia di donne”. (AGI) Cav
Pubblicato Dicembre 28th, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Roma, 27 dic. - Domani pomeriggio, presso il ministero della Salute, il ministro Renato Balduzzi incontrera’ i rappresentanti delle Regioni riguardo alla vicenda delle protesi mammarie francesi Pip. In una nota il ministero rende noto che Balduzzi e il sottosegretario Adelfio Elio Cardinale hanno incontrato i vertici delle societa’ medico-scientifiche maggiormente rappresentative di ambito attinente alla vicenda delle protesi mammarie Pip. Essi hanno espresso apprezzamento circa la linea tenuta dal Consiglio superiore di sanita’ e riportata dal ministro, annunciando una loro autonoma comunicazione. Il ministro ha disposto che le societa’ scientifiche siano fin da ora coinvolte dal Css nella predisposizione di linee guida per i protocolli di gestione clinica dei casi. (AGI) Eli
Pubblicato Dicembre 27th, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Roma, 27 dic - Dal 2007 al 2010 nonostante fossero note le criticita’ delle protesi non e’ stato fatto nulla: le pazienti italiane coinvolte hanno diritto a 5mila euro di risarcimento ciascuna. E’ quanto rende noto un comunicato del Codacons, che annuncia gia’ decine di adesioni alla class action promossa dal Codacons. “Il Codacons - si legge nella nota - pur apprezzando lo sforzo del Ministero della Salute nella vicenda delle protesi al seno pericolose, ritiene che in Italia si sia fatto poco per tutelare la salute delle donne che hanno subito l’impianto di tale prodotto. Dal parere del Consiglio Superiore di Sanita’ si evince come gia’ dal 2001 le protesi Pip fossero state riempite con gel di silicone dalla composizione differente rispetto a quella descritta nel “file tecnico” - spiega l’associazione - Inoltre, dal 2007 al 2010, nonostante fossero note le criticita’ di tale prodotto, le autorita’ italiane non solo non hanno adottato alcun provvedimento a tutela delle pazienti, ma non hanno nemmeno realizzato tempestivamente un registro nazionale degli impianti, come raccomandato dal Parlamento Europeo, che invitava anche gli stati membri a fornire adeguate informazioni ai pazienti”. “Migliaia di donne italiane stanno vivendo nell’angoscia e temono per la propria salute - spiega il Presidente Carlo Rienzi - Il Servizio Sanitario Nazionale ha delle responsabilita’ oggettive nella vicenda, perche’ ha lasciato entrare nel nostro paese protesi potenzialmente pericolose che sono state poi impiantate nelle pazienti. Abbiamo chiesto alla magistratura di accertare perche’ per 3 anni, nonostante fosse nota la pericolosita’ del prodotto, non sia stato fatto nulla!”. Intanto il Codacons sta raccogliendo decine di adesioni alla class action promossa dall’associazione e finalizzata a far ottenere alle donne coinvolte nello scandalo 5.000 euro di risarcimento ciascuna, per i rischi alla salute corsi e per il danno morale derivante dalla paura e dall’angoscia.(AGI) Lam
Pubblicato Dicembre 27th, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Roma, 24 dic. - Nessun pericolo per il latte in polvere in Italia. Lo comunica in una nota il Ministero della Salute.
“In relazione alla vicenda dei due casi neonatali registrati in USA, uno ad esito letale, dovuti ad una presunta infezione da Enterobacter (o Cronobacter) Sakazakii forse a causa del consumo di un latte per lattanti in polvere dell’azienda Mead Johnson (Enfamil newborn) - si legge nella nota - il Ministero precisa che in Italia e in Europa la formula per lattanti in questione non e’ in commercio. Inoltre, tutti i latti in polvere destinati ai lattanti dell’azienda citata, presenti nel mercato italiano ed europeo, sono prodotti esclusivamente in Europa”. (AGI)
com/Mld
Pubblicato Dicembre 24th, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Roma, 24 dic. - Nessun pericolo per il latte in polvere in Italia. Lo comunica in una nota il Ministero della Salute.
“In relazione alla vicenda dei due casi neonatali registrati in USA, uno ad esito letale, dovuti ad una presunta infezione da Enterobacter (o Cronobacter) Sakazakii forse a causa del consumo di un latte per lattanti in polvere dell’azienda Mead Johnson (Enfamil newborn) - si legge nella nota - il Ministero precisa che in Italia e in Europa la formula per lattanti in questione non e’ in commercio. Inoltre, tutti i latti in polvere destinati ai lattanti dell’azienda citata, presenti nel mercato italiano ed europeo, sono prodotti esclusivamente in Europa”. (AGI) com/Mld
Pubblicato Dicembre 24th, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Milano, 23 dic. - Non piu’ soltanto le centrali dell’Arpa per la misurazione delle contrazioni di polveri sottili, ma anche una prima rete di monitoraggio del Black Carbon (BC), ovvero della presenza di carbonio elementare nel particolato atmosferico. Si tratta di una delle iniziative che il Comune di Milano intraprendera’ con l’attivazione a partire dal 16 gennaio dell’Area C, ovvero di una nuova metodologia, testata scientificamente, per valutare l’esposizione della popolazione alle componenti piu’ tossiche. La misurazione dei livelli di PM10, PM2.5 e PM1, infatti, secondo quanto fatto notare da Palazzo Marino, “non e’ sufficiente per dare indicazioni adeguate e precise sull’inquinamento da traffico, e sul rischio sanitario a esso collegato. Il Black Carbon (BC), invece, costituisce un marcatore di ‘prossimita’ innovativo, in grado di offrire un quadro piu’ completo dell’entita’ dell’esposizione agli inquinanti. Sara’ possibile, quindi, perfezionare e fornire un nuovo set di ‘indicatori di prossimita’, complementari e non sostitutivi di quelli attuali legati al PM10. La prima Rete BC sara’ dotata di due punti di misurazione, uno esterno all’Area C e uno all’interno, con strumenti di tipo Aerocet e Aethalometri. Con il supporto tecnico scientifico della Societa’ Italiana dei Medici Generici (SIMG) e del Laboratorio per la Ricerca Ambientale (LARS), assistiti da due universita’ americane gia’ attive in sperimentazioni di questo tipo a livello internazionale (la Southtern California e la Cornell), verra’ fornita un’informazione attendibile sul rischio reale dell’inquinamento da traffico e sugli effetti delle misure adottate. Per il Comune di Milano sara’ lo strumento per valutare anche la nuova politica di regolamentazione del traffico, che verra’ inaugurata proprio cin l’entrata in vigore di Area C. (AGI) Mi5/Car
Pubblicato Dicembre 23rd, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Roma, 23 dic. - Il ministro della Salute Renato Balduzzi, confermando di nuovo che non c’e’ alcun rischio di cancerogenicita’, ha istituito un Gruppo di lavoro permanente, che viene convocato nel primo pomeriggio, in modo da monitorare la situazione e fornire tutte le informazioni utili. L’iniziativa e’ stata presa in relazione alla raccomandazione di questa mattina del Governo francese riguardo alle protesi mammarie PIP . Lo riferisce una nota del ministero della Salute.(AGI) Com/Pot
Pubblicato Dicembre 23rd, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
Kampala - Il ministero della Salute di Kampala e organizzazioni della societa’ civile ugandese si sono alleati per combattere la mortalita’ materna e infantile in questo Paese dell’Africa centro-orientale. Un comunicato ufficiale rileva che a partire da gennaio il tema della salvaguardi di madre e bambino “non avra’ rilevanza solo a livello di politiche della salute ma sara’ dibattuto in convegni pubblici e programmi radio-tv, in modo da creare una presa di coscienza nuova a livello nazionale”. Il direttore per l’Uganda di Save the Children, Peter Nkhonjera, che e’ tra gli organizzatori della campagna, ha fatto sapere che “ogni cittadino dovra’ avere un ruolo in questa iniziativa, che punta a far abbassare drasticamente le morti materne e neonatali”. Per l’occasione, inoltre, “tutti i centri sanitari saranno costantemente riforniti di farmaci atti a combattere le piu’ comuni patologie che affliggono madri e neonati e saranno fatti controlli per verificare la presenza di personale qualificato nelle strutture”. (AGIAFRO) .
Pubblicato Dicembre 23rd, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI/AFP) - Il Cairo, 22 dic. - Dopo gli scontri iniziati il 16 dicembre al Cairo tra i militari e i manifestanti anti-governativi in Egitto il bilancio ufficiale delle vittime fornito dal ministero della Salute e’ salito a 17 morti. Le ultime due vittime sono decedute oggi in seguioto alla gravi ferite riportate nei giorni scorsi. Il portavoce del ministero Hisham Shiha ha aggiunto che sono 46 ancora ricoverate in ospedale. (AGI) Gis
Pubblicato Dicembre 22nd, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Roma, 22 dic. - “Per le protesi Pip non esistono prove di maggior rischio di cancerogenicita’ ma sono state evidenziate maggiori probabilita’ di rottura e di reazioni infiammatorie”. E’ uno dei punti principali del parere espresso dal Consiglio superiore di sanita’, convocato d’urgenza sulla questione delle protesi mammarie difettose prodotte in Francia. Per esse e’ stata accertata solo “la genotossicita’ e un particolare potere irritante - ha precisato il presidente del Css Enrico Garaci - ma non risultano in Italia episodi cangerogeni”. Nel parere del Consiglio si ricorda che “secondo le indagini condotte dalle autorita’ francesi, le protesi mammarie cosiddette Pip sono composte da materiali che non corrispondono agli standard internazionali” e che “tali protesi sono state ritirate dal commercio in Italia dal 1 aprile 2010″. Secondo quanto chiarito dai tecnici del ministero si trattava di protesi low coast, che costavano almeno un quarto rispetto alla media degli altri dispositivi medici dello stesso tipo. “Erano realizzate utilizzando materiali scadenti - ha spiegato Garaci - diversi dal materiale che risultava essere utilizzato: in altre parole, chi acquistava le protesi era a conoscenza che quel prodotto era composto da un certo materiale, che in realta’ veniva sostituito con un altro piu’ scadente”. Secondo le prime stime, effettuate “sulla base di quello che ha riferito alle autorita’ francesi la ditta produttrice”, ha spiegato ancora Garaci, sarebbero tra le 4000 e le 5000 le donne che hanno utilizzato le protesi Pip in Italia: nel parere espresso oggi, il Css le invita “a discutere la loro situazione con il proprio chirurgo”, aggiungendo che, “i centri dove sono stati eseguiti impianti con protesi Pip sono richiesti di essere parte attiva nel richiamare le pazienti che hanno subito un impianto” di questo tipo. Infine il Consiglio superiore di sanita’ precisa che “il Servizio sanitario nazionale si terra’ carico degli interventi medico-chirurgici laddove vi sia indicazione clinica specifica”. (AGI) Rmh/Zeb
Pubblicato Dicembre 22nd, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Roma, 22 dic. - Dal 1 gennaio 2005 ad oggi sono state segnalate in Italia 24 rotture di protesi mammarie di tipo Pip. E’ quanto rende noto il Consiglio superiore di sanita’ nel parere espresso oggi sulla questione delle protesi difettose prodotte dall’azienda francese. Il dato proviene da un’analisi condotta sulla banca dati di vigilanza dei dispositivi medici, attivata dal 1 gennaio 2005 e alimentata dalle segnalazioni di incidenti e mancati incidenti previste dalla normativa vigente. (AGI) Rmh/Dma
Pubblicato Dicembre 22nd, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Roma, 22 dic. - “Le donne che hanno subito un impianto di protesi mammaria di tipo Pip sono invitate a discutere la loro situazione con il proprio chirurgo”. Lo ha detto il ministro della Salute Renato Balduzzi, sulla scorta del parere espresso oggi dal Consiglio superiore di Sanita’ riguardo alla pericolosita’ delle protesi prodotte dall’azienda francese. Balduzzi, che ha parlato di una stima di 4.000 donne che hanno impiantato questo tipo di protesi, ha ribadito che “per le protesi Pip non esistono prove di maggiore rischio di cancerogenicita’ ma sono state evidenziate maggiori probabilita’ di rottura e reazioni infiammatorie”. Pertanto, anche i centri dove sono stati eseguiti impianti con protesi Pip dovranno “essere parte attiva nel contattare le pazienti”, ha aggiunto il ministro. (AGI) Rmh/Zeb/Pgi
Pubblicato Dicembre 22nd, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni
(AGI) - Roma, 22 dic. - “Non c’e’ alcun allarme ne’ preoccupazione” per in merito alle protesi mammarie di tipo Pip impiantate in Italia”. Cosi’ il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha rassicurato le circa 4mila donne, secondo le prime stime, che hanno utilizzato le protesi prodotte dall’azienda francese. Il ministro ne ha parlato al termine della riunione del Consiglio superiore di sanita’ convocato d’urgenze per discutere della questione alla luce delle notizie provenienti dalle autorita’ francesi: “Sulla base delle primissime informazioni che abbiamo non esiste alcuna situazione di preoccupazione”, ha ribadito il ministro spiegando di essere “in contatto con il mio collega francese che mi ha comunicato che entro questa settimana verra’ definito ufficialmente un piano degli interventi e delle azioni necessarie. Qualora, in base ad esse, dovessero arrivare nuove informazioni le valuteremo”. (AGI) Rmh/Roc
Pubblicato Dicembre 22nd, 2011 in Medici | Modulo Segnalazioni